IL SILENZIO DELLA COLLINA

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L’autore Alessandro Perissinotto nel romanzo-verità “Il silenzio della collina” racconta la storia di Domenico Boschis che è nato nelle Langhe, ma da anni – da quando è diventato un famoso attore della tv – vive a Roma.

Farà ritorno in Langa per assistere il padre che, a causa di un brutto male, si trova a vivere gli ultimi istanti della sua vita.

Domenico non ha mai avuto un bel rapporto con il padre, un padre-padrone che non ha mai elargito affetto né all’unico figlio, né alla moglie.

Domenico si ritrova così nella cascina nella quale è cresciuto ed è invaso dai ricordi e si imbatte in un fatto di cronaca avvenuto nel 1968, quando una tredicenne venne rapita e ritrovata morta otto mesi dopo.

Il padre in punto di morte biascica qualche parola al riguardo e da quel momento per Domenico diventa una questione di vita o di morte scoprire la verità.

Un romanzo che appassiona e si fa leggere per la sua scorrevolezza. Ottime le descrizioni delle Langhe e degli stati d’animo dei personaggi che, via via, si susseguono.

Si percepisce come viene vissuta “la morte” o, meglio, “il fine vita” negli hospice, dove le persone vengono accompagnate dolcemente a varcare il confine con l’aldilà.

Per nulla semplice per chi assiste i pazienti in questo percorso rimanere distaccati, e non portarsi l’odore di morte addosso.

Nel romanzo si parla poi del rapporto difficoltoso tra un padre e un figlio e di come sia difficile cancellare ferite rimaste aperte per troppo tempo. E poi emerge con prepotenza la cattiveria della gente di fronte a un fatto di cronaca del quale non si dovrebbe mai sentir parlare: il rapimento di una ragazza per abusarne, per soddisfare bisogni primordiali, insulsi. La capacità degli uomini di occultare tutto e di “sistemare la faccenda” con i soldi.

Come si fa a vivere con la coscenza così sporca? Fino a che punto si può essere complici di un fatto di una simile gravità?

Molti gli interrogativi lasciati aperti da questo romanzo-verità. Lettura consigliata!