Il sentimento più grande

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L’abbraccio tra una donna e un uomo che consacrano l’amore per tutta la vita è diventato un optional sentimentale.

Oggi si guarda solo l’aspetto di una persona, senza dar troppo conto a l’aspetto interiore ed è un grande errore, così facendo si mina a priori un rapporto che non vede verdi prati, ma soltanto sabbie mobili.

La terra ha bisogno di acqua, l’orto ha bisogno d’irrigazione, per essere coltivato e far si che le colture crescano rigorose. Ci s’innamora per mezzo della tecnologia che invece tiene ben lontana la conoscenza delle persone.

Se internet può essere un punto d’incontro, ci può anche stare, ma la maggior parte delle volte sono semplicemente delle vicissitudini dolorose che s’incastrano nel tempo virtuale e non sbocciano mai.

C’è bisogno di dialogo e anche tanto, di guardarsi negli occhi, di sentirsi bene con la persona che si ha accanto; tutto questo il mondo virtuale non può donarlo. Quanti matrimoni falliscono dopo un anno e anche di meno?

Ma tranquilli, oggi esiste la convivenza, al matrimonio non ci crede quasi più nessuno. Semmai fossimo capaci di un amore duraturo, non avremmo tanti brulichii agglomerati che ci tarlano il cervello in stato di confusione permanente.

Senza valori non andiamo da nessuna parte, il progresso ci sta annebbiando la mente e un giorno al posto dei nomi ci saranno solo numeri e solitudine, veri automi da strapazzo, peggio degli schiavi. E’ arrivato il covid e tanti amori son finiti, questo significa solo una cosa: non era amore vero. Poi, specie tra i più giovani, notizie travolgenti ci inducono a pensare che l’amore è diventato una barzelletta da bar, ci si frequenta solo per moda, per essere in invece di out.

Bella roba! Non si riesce più a identificarsi, si corre perché il sistema lo impone e grazie allo stress di un tenore di vita rocambolesco, ci si ritrova con piacere nel caos quotidiano; come si dice, c’è ordine nel disordine.

I vizi sempre più presenti, droghe di qualsiasi genere e forma, giovani persi nella loro stessa solitudine che nessuno capisce, fino al mostro Movida, dove ragazzine quindicenni, in un’apparente vitalità sociale, si sfrenano con i famosi cicchetti e fumo a volontà.

Il romanticismo ormai è roba d’antiquariato, cosa di altri tempi, anche se ci sono ancora persone che naturalmente se la ritrovano nella propria indole, ma sono rare.

E’ questo il futuro dei nostri figli? E allora diciamolo, siamo noi genitori che non sappiamo più correggere la strada per i nostri figli e poi ci lamentiamo perché fanno i forsennati. Pertanto, senza freni inibitori, il cammino è lungo e tortuoso verso la saggezza. Giovani con prerogative annientate dall’evadere da un sistema che gli schiaccia, giovani senza sentimenti veri, arenati su spiagge di cemento.

Quelli della mia generazione sono gli ultimi ad avere dei bei ricordi d’infanzia: la campagna, quando si faceva la passata di pomodoro, l’orto e quant’altro, le passeggiate in montagna, i tanti amori infranti su scogli dolorosi, veri amori instancabili dove gli interpreti si sono conosciuti davanti un tramonto, in una passeggiata tra amici in spiaggia, costruendo giorno dopo giorno una vera loro storia che continua ancora; oggi i ricordi dei giovani sono lo smartphone samsung, l’iphone, ecc…

L’amore, quello vero e saldo, è praticamente quasi morto, ma niente è perduto se si è capaci di cambiare il tiro, la direzione ed è nostra responsabilità assicurarsene.

Tuttavia, troviamo amore scarso, quasi deperito verso le cose, verso il prossimo, ma soprattutto amore per se stessi, tutto ciò dà luce a una squallida apatia che distorce questo sentimento, rendendolo poco efficace e l’istinto animalesco del sesso prende il sopravvento.

Se non si bilanciano le parti sarà tutto perso e non possiamo permetterlo. Cerchiamo di richiamare quelle tradizioni sane, iniziando dall’educazione per i figli, permettendo loro di reagire nel verso giusto, per capire meglio,per amare meglio per davvero. Poveri figli nostri…