Il segreto di Rebecca

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Un mistero ancora vivo, che è “presente”, che mette ansia: è quanto racchiuso nell’opera “Il segreto di Rebecca” di Sally Beauman. Rebecca era una donna enigmatica, determinata, strana, nessuno è mai riuscito a comprenderla veramente.

E, a più di vent’anni dalla morte, fa ancora parlare di sé. Arthur Julian, ormai anziano e malato, aveva indagato sulla sua morte avvenuta in circostanze misteriose lasciando, però, molte domande e interrogativi in sospeso. E ora Terence Grey vuole venirne a capo, perché sente un legame indissolubile con quella storia ed Ellie, figlia di Arthur, vuole in qualche modo aiutare il padre a cacciare quei demoni che ancora oggi, dopo più di vent’anni, lo tormentano.

La storia è raccontata da tre punti di vista: quello del magistrato e giudice conciliatore Arthur Julian, quello di Terence Grey e quello di Ellie. Ognuno di questi tre personaggi ha una sua visione e un suo modo di indagare e alla fine, dopo varie ricerche, ancora molte domande restano senza risposta.

L’autrice ha utilizzato uno stile narrativo chiaro, e nonostante con la scrittura alterni presente e passato, riesce a tenere ben saldo il filo conduttore. Il lettore, una volta “entrato” nella storia, non riesce a smettere di “ingoiare” le parole per capire come va a finire. La suspence è sempre dietro l’angolo, anche perché trovata la risposta a una domanda, ne sorge subito un’altra.

Vivere avvolti nel mistero, non sapere “come”, “perchè”, è logorante dal punto di vista psicologico. Abbiamo tutti bisogno di certezze per essere sereni con noi stessi e con gli altri. Se non siamo sereni gli occhi parlano per noi e nascondere uno stato d’animo non è semplice.

Il mistero, il non sapere ci fa paura e ci lascia in una situazione di stand-by. Ed è proprio ciò che succede ai tre personaggi principali che vogliono andare a fondo e scoprire il segreto di Rebecca, una donna tanto bella quanto enigmatica.

Talvolta, però, le scoperte fanno male, ci portano alla mente ricordi dolorosi. Non sapere, spesso, è quasi meglio che sapere. Venire a conoscenza di verità scomode non è sempre positivo e lo sanno bene soprattutto Ellie e Terence o Tom (quale il vero nome? Lo scoprirete leggendo).

Direi, dunque, un giallo ben architettato, una scrittura avvincente che lascia nel lettore la voglia di scoprire. Certo non è un libro molto allegro, lascia un retrogusto di malinconia e di tristezza.

Elvira