giovedì, agosto 6, 2020
Il sambuco

Il sambuco

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Una pianta di Sambuco

Il sambuco

Ripartiamo con la nostra lunga rassegna alla conoscenza delle virtù di piante ed erbe. Oggi scopriamo il Sambuco.

Pianta della famiglia delle Caprifogliaceae, che comprende varie specie arbustive. Si presenta in piccoli alberi di 5- 10 m massimo e lo si trova nelle campagne o subito fuori dalle periferie cittadine o presso casolari e in boschi radi anche in montagna. Ha fiori piccoli ed profumati, di colore bianco o beige e il periodo di raccolta è tra Maggio e Giugno.

La sua origine e Europea e del Caucaso ed è una pianta molto utilizzata in fitoterapia, direi anche sopra la media di tutte quelle che abbiamo trattato sinora. Lo si trova di frequente anche in Italia.

Proprietà 

Veniamo subito al dunque, il Sambuco ha tante proprietà: diuretica, antinevralgica, diaforetica, antinfiammatoria, depurativa, purificante dei bronchi, emetica, emolliente, antifibrillante, lassativa.

Ovviamente non è l’opzione fitoterapica prescelta per tutte queste problematiche ma si rivela utile in alcune in particolare. Certo è che, avendo tutte queste proprietà può essere consigliata come cura coadiuvante in tante situazioni: dal raffreddore alle infezioni delle vie respiratorie ad esempio.

Ma non solo; viene consigliata anche per stitichezza o stipsi, emorroidi, aritmie, infezioni o infiammazioni delle vie urogenitali. E ancora cistiti, uretriti, reumatismi, gotta (poichè aiuta ad eliminare l’acido urico), problemi della pelle, dermatosi, eruzioni cutanee, problemi di fegato, nevralgie.

Questo perché il Sambuco con i suoi principi agisce su diversi organi e sistemi. Ciò o rende utile a livello generale, per tutto il corpo. Ma cosa lo rende così utile?

Dal punto di vista nutrizionale, questa pianta contiene diverse sostanze benefiche come vitamine a, b e c, potassio, magnesio, zinco, sodio, calcio, fosforo e ferro come sali minerali.

Poi le sue bacche sono ricche di antiossidanti come polifenoli, acido citrico, cinnamico e acido clorogenico, terpeni, tannini, antocianine, glicosidi e gli immancabili flavonoidi.

Non mancano nemmeno vari tipi di amminoacidi, contenuti sempre nelle bacche di Sambuco, tra cui acido glutammico, tirosina, treonina, triptofano e tanti altri.

Infine nel Sambuco troviamo olio essenziale, resine, mucillagini, alcaloidi e saponine.

Tanti elementi che rendono questa pianta unica a livello di proprietà benefiche per il nostro corpo.

Il sambuco ad esempio è diaforetico, ovvero aumenta la sudorazione del corpo eliminando tossine e aiutando anche in caso di febbre alta.

Le sue, seppur lievi, proprietà antinfiammatorie lo rendono utile per chi ha infiammazione alle vie aeree, asma, raffreddore, riniti, sinusiti e allergie. Infatti tramite i flavonoidi dilata i vasi sanguigni sbloccando la congestione nasale e stimolando le secrezioni bronchiali.

Molto importante anche, a maggiore ragione in questo periodo storico, la doppia funzione antibatterica e antivirale del Sambuco, che aiuta il sistema immunitario. Tramite l’estratto delle bacche è possibile frenare la proliferazione batteriche e proteggere le cellule dall’attacco di virus patogeni.

Ovviamente si tratta di un aiuto, che riduce la probabilità di infezioni, non annullandole del tutto.

Usi

Gli usi e le modalità sono molteplici. Un impacco di fiori e bacche essiccati di Sambuco può, se applicato localmente, ridurre il gonfiore alle gambe per chi ha passato la giornata in piedi o siffre il caldo.

Sempre tramite impacchi o tisane può essere favorita la circolazione sanguigna. Se l’impacco è fatto raffreddare risulta utile per occhi gonfi, orzaioli, congiuntivite.

Provata anche l’utilità a livello gastrointestinale, anche se le tisane fatte con le bacche sono da evitare in caso di colon irritabile o problemi di infiammazione intestinale. Lo stesso preparato con bacche e corteccia risulta valido anche a livello diuretico.

Solitamente tisane, infusi e decotti di petali e foglie essiccati vengono usati per gli stati febbrili e problematiche respiratorie.

Per la stessa funzione si possono utilizzare anche il succo concentrato di bacche o la tintura madre. Questa si ottiene tramite macerazione dei fiori freschi a base di alcool e acqua, in un solvente a freddo

A livello diuretico o purgativo c’è chi prepara un decotto a base di corteccia, fiori e foglie essiccate di Sambuco, addolciti con miele o succo d’acero.

Curiosità e controindicazioni 

Innanzitutto è sempre bene consultare il proprio medico quando si utilizzano erbe o piante. Questo sia quando si usano come coadiuvanti di altre terapie, sia se si usano come terapie uniche, e questo va sempre ricordato. Evitare il fai-da-tè!!!

Il Sambucus nigra, commestibile, non va mai confuso con il Sambucus ebulus, nocivo e velenoso per l’uomo. I due si assomigliano ma l’ebulus è più piccolo, alto poco più di un metro.

Quindi è sconsigliata anche la raccolta fai-da-te. Inoltre la corteccia fresca e i frutti acerbi sono tossici, hanno acido cianidrico, che causa nausea, vomito e diarrea. Velenosi anche foglie e semi di sambuco, hanno sambunigrina, un glicoside tossico.

Le bacche mature vanno consumate con moderazione, per evitare nausea e vomito. Foglie e fiori freschi, se a contatto con la pelle provocano irritazioni ed eritemi.

Donne incinte e bambini non devono utilizzare il Sambuco. Questo arbusto dunque ha un’utilità sistemica, ma va gestito molto attentamente.

Passate in rassegna le controindicazioni ecco qualche curiosità. Innanzitutto non si può non parlare della Sambuca. Altro non è che un distillato di fiori di Sambuco insieme ad Anice, Finocchio, Menta, Liquirizia e altri aromi aggiunti, che ne fanno il noto digestivo.

Il Sambuco era in alcune zone considerate un albero benaugurante, che teneva lontani gli spiriti maligni.

Fiori e bacche sono utilizzati da secoli anche dalla medicina popolare per gotta, reumatismi, tosse, raffreddori. Venivano raccolti i fiori in primavera e poi messi a seccare, poi a fine estate si raccoglievano i frutti. Il Sambuco era utilizzato anche dai popoli germanici e dai nativi americani.

Il nome Sambuco è di origine greca, significa Sambuchè, uno strumento musicale antico che assomigliava ad un flauto, che veniva ricavato dai rami di questo albero.

In cucina, bacche e fiori di Sambuco vengono utilizzati anche in ricette. In particolare con le bacche si possono fare marmellate e gelatine, mentre i fiori sono utilizzati come aromi per bibite.

Oltre al liquore si ottiene anche uno sciroppo dolce a cui viene aggiunto bicarbonato di sodio oppure acido citrico e diventa frizzante. Viene quindi utilizzato nella preparazione diversi cocktail e drink.

Insomma, questo è un arbusto dalle mille proprietà e risorse, ricco.di storia e curiosità.

Alla prossima scoperta…

L.D.