IL RUMORE DEI TUOI PASSI

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Disperazione totale, attaccamento morboso, sottomissione sono gli elementi caratterizzanti del romanzo “Il rumore dei tuoi passi” di Valentina D’Urbano.

Siamo nella “Fortezza”, un luogo emarginato, con gente che non ha lavoro o fatica ad averlo, con la delinquenza all’ordine del giorno, e dove chi viene da fuori non mette piede perché ha paura. Beatrice e Alfredo sono “i gemelli” che vivono in quel luogo lontano dal mondo, non sono uniti da un legame di sangue, ma da qualcosa di più profondo.

Amore e odio, due poli contrapposti che si attraggono e che non possono fare a meno l’uno dell’altra, che si sostengono, che si divertono insieme, ma che litigano tanto, si arrabbiano, arrivano alle mani e poi fanno pace.

A un certo punto uno dei due si perde. Il fatto di vivere in un posto mal visto, di non sapere come trascorrere la giornata, in qualche modo di non sapere cosa farsene della vita, diventa spiazzante. E qui entra in gioco il lavorio subdolo della droga che non ti lascia tregua.

L’amicizia, però, è qualcosa che non ti molla mai, ti sostiene, ti sgrida, cerca di riportarti sulla retta via. L’amico piange con te, ride, gioisce, si fa in quattro pur di condividere la speranza di vedere la luce in fondo al tunnel.

Spesso, però, anche questo non è sufficiente. Si arriva al punto in cui il destino gioca un brutto scherzo e si raggiunge così un punto di non ritorno.

Un romanzo che racconta una realtà complicata, spesso nascosta, ma che c’è, è lì presente. Ottime le descrizioni dei personaggi di cui appaiono chiaramente emozioni, sentimenti. Molteplici gli spunti di riflessione.

Consigliato.