Il rispetto

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Sono stata educata e cresciuta in un certo modo. Mi hanno insegnato cosa sia il rispetto, il valore delle parole e dei sentimenti. Mi hanno trasmesso la capacità di ascoltare e spiegato che è un mio diritto parlare. Mi hanno insegnato cosa sia un cuore e un sentimento sincero. Che non tutto è reale e che non con tutto si può giocare. Ho portato con me questi valori, questi principi e questi insegnamenti sempre!

Crescendo però ho imparato che non è sempre possibile rispettare tutto questo. Ho capito che non dovevo perdere quello che mi era stato insegnato, ma che assieme ad esso dovevo imparare a rispondere e a difendermi. Ad ignorare la stupidità. A lasciare alla sua strada l’ipocrisia e la menzogna. Ho appreso che il silenzio spesso è più sacro e tagliente di tante parole e che a volte ci sono parole che non possono e non devono esser taciute. Non m’importa del detto “Fai del bene sempre e anche dove ricevi del male porgi l’altra guancia”! Io no, io l’altra guancia la proteggo con tutta me stessa se mi pesti i piedi, se mi ferisci e mi manchi di rispetto.

Non ho interesse nel dire chi sono e quanto valgo, l’unico interesse che ho è quello di vivere con queste priorità… preferisco dimostrarlo invece di dirlo. Le parole hanno breve durata, i fatti restano, li ricordi sempre e lasciano qualcosa di te, nel bene o nel male. Ho capito che le parole della “gente” spesso fanno male, hanno ferito anche me fino a pochi anni fa. Poi ho anche capito che dalle parole della verità alle parole di chi è solo interessato a distruggerti c’è una differenza essenziale, ed è proprio quella che deve farti capire che alcune parole non solo non devono toccarti, ma non devono nemmeno essere ascoltate.

Ho capito che devo portare con me chi conta e chi vale, ma lasciare alla sua strada chi della mia vita non deve farne parte. E ricorda: dal momento in cui decidi che non deve farne parte, tutto ciò che dice e che fa non ha e non deve mai avere il minino valore e nemmeno la minima attenzione da parte tua.

Silvia Nelli ©

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