Il ragazzo delle nuvole

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IL CUSTODE, PRIMA PARTE

Se vuoi vedere le valli, sali in vetta ad una montagna; se vuoi vedere la vetta di una montagna, sali su una nuvola; se invece aspiri a comprendere la nuvola, chiudi gli occhi e pensa
(Kahlil Gibran)

Morbida, soffice, soffice, morbida, bianca, sfumata, cotone….

“Non devi mai e poi mai affacciarti, non guardare mai giù o dovrai scendere sulla Terra”

Come ogni giorno ero in cucina a preparare il pranzo e mi fermavo a guardare fuori dalla finestra il bel tempo che finalmente era arrivato: sole caldo e intenso, una leggera brezza e quelle nuvole bianche e ciccione che sembrano zucchero filato.

Mi sono seduta e per un attimo mi sono persa nel osservare quelle nuvole…mi è sempre piaciuto immaginare cosa, la forma delle nuvole raffigurasse, a cosa assomigliava?

Ehi! Guarda un enorme dinosauro….

Ehi! Due enormi mani che suonano il piano…

Solo che questa volta non andò esattamente così…

Vidi qualcosa muoversi tra le nuvole…giuro c’era qualcuno che si muoveva t e guardava giù..ma da questa distanza vedevo solo un’ombra nera ,che si muoveva, a forma di umano… Aprii e richiusi gli occhi più volte ma era sempre lì.

Mi aveva visto, mi aveva visto!!! Oddio e ora??? ORA? Me lo avevano detto, non dovevo affacciarmi, non DOVEVO….

Ma guardava me vero? Io…

Fin da quando mi formai, mi misero su quella nuvola, con il compito di portare acqua e sollievo o al contrario a chi ne avesse bisogno fargli una bella scrollata di capo.

Mi divertivo un bel po’ quando delle persone che mi stavano davvero antipatiche uscivano di casa e io con la mia bella nuvola gli planavo sulla testa.

O esci? Vuoi divertirti? No, piove.

Forse è meglio che mi muovo a cucinare il pranzo e assumo zuccheri…mi sa che ho le visioni…

Ok…è ora Bat che tu ti metta sulla nuvola a dormire…e vedrai che tutto si risolve…chi mai se ne sarà accort….ooooooooooooooooooooooooooooo.

La nuvola si era disciolta nell’aria, stavo cadendo.

Mi girai all’improvviso. Cosa? Cosa era stato quel urlo? Mi ri affacciai alla finestra, ma non vidi niente e nessuno…Saranno i soliti bambini che abitano qui che urlano come se stessero morendo per il gusto di farlo..

Accidentaccio che botta…non la facevo così dura la Terra…. Ehi..ma questo cos’è? Estrassi una pergamena piegata in quattro: “questa è la giusta punizione per coloro che aspirano ad avere ciò che non dovrebbero avere in qualità di custode della nuvola. Sei destinato a un anno di Terra e a cercare l’umano con cui hai avuto il flash”

pergamena

Sentii suonare al campanello e subito dopo dei lievi colpi. Aprendo la porta mi trovai davanti un ragazzo poco più alto di me…e vi giuro aveva un che di familiare.

Ciao.

E questo è il ragazzo che viveva sulle nuvole…che ne pensate come inizio?? Suggerimenti? Ditemi la vostra 😛

A.

IL MESSAGGIO, SECONDA PARTE

porta

Oh, tu, visitatore incauto, che hai avuto il coraggio di aprire le porte del link su cui hai cliccato, sappi, che dovrai aver letto la prima parte prima di proseguire in questo viaggio nella landa dei miei pensieri 😛

Vai qui ->Il ragazzi delle nuvole: il custode(prima parte)

Buona lettura!!

E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?

(Fernando Pessoa)

“Vuoi rimanere un altro po’ a guardarmi o mi inviti a mangiare qualcosa, che siamo in due ad avere un forte bisogno di zuccheri?”

“Ma cosa?!”

Quando guardi dallo spioncino e poi apri la porta non penseresti mai di ricevere in casa un ragazzo più alto di te e che non conosci…poi mi attraversa una strana sensazione. La forma che avevo visto sulla nuvola…la sagoma…l’ombra che si rifletteva sul muro era uguale…

Gli chiusi la porta in faccia.

Quando ti dicono che sei destinato a un anno di Terra per punizione…non ti avvertono che devi cercare e trovare l’umano che ti ha visto, nè che sia una ragazza che ti può accogliere in casa…La guardai e vidi in una frazione di secondo il suo sguardo posarsi sulla mia ombra che si rifletteva sul muro…Mi chiuse la porta in faccia.

Ok…Em…respira…tutto questo fa parte di uno dei tuoi dannati sogni strani, ora ti darai un pizzicotto, conterai le dita delle mani e ti renderai conto di non sentire male e di avere nove dita…Dita? Dieci. Pizzicotto? AHIAAAA.

Mi ritrovai in pochi minuti a osservare la porta per la seconda volta nello stesso arco temporale. Una grande e grossa porta di legno con serratura…Che ho fatto?

Che mi abbia riconosciuto? Allora è davvero lei…La sentivo parlare…c’era qualcuno?

“Dita? Dieci”

“Pizzicotto? AHIAAAAAA”

Ok…

“Emh…ehi?…Io non mordo….se mi fai il favore di riaprire la porta… così possiamo parlare meglio, che attraverso questo enorme pezzo di legno…”

In cucina, presi un coltello e con coraggio riaprii la porta…

“Ehi…oh…quello è affilato…lo sai vero?”

“Ci cucino…quindi sì, lo so.”

“Quindi….?”

“Chi sei? Anzi no…lo so…o almeno io penso di saperlo, ma non credo sia una cosa normale dire che ti ho visto su una nuvola?”

La osservo…è davvero determinata con quel coltello.

Lo osservo mentre mi guarda in modo sbalordito dal coltello al volto…forse ho esagerato? Ma non so chi sia…nè, cosa sia…ma se mi voleva fare del male del tempo già lo aveva avuto…

“Va bene, entra…che per le scale rimbomba tutto e i vicini non si fanno i fatti loro neanche attraverso le pareti di casa”

Mi afferra per un polso e mi spinge dentro la casa, ho tutto il tempo per guardarmi intorno in quello spazio ordinato e luminoso.

“Accomodati pure lì…ma guaio, se muovi un muscolo. Sei in casa mia ora…”

Vidi sul tavolo un foglio con un disegno bellissimo e mi stavo allungando a prenderlo…un cambiamento di aria vicino al volto e lentamente girai la testa..il muro… c’era un coltello piantato…mi rigirai lentamente…

Cosa….cosa..avevo fatto? Da quando tiro coltelli? E da quando ne so tirare uno sopratutto…Ma seriamente sono sveglia? Cosa sta succedendo?

Lei si stava guardando le mani in una specie di shock e poi guardava me e il coltello…avevo l’impressione che lei non sapesse cosa aveva appena fatto…

“Ok…forse ora…se ci sediamo entrambi…parliamo e poi mangiamo qualcosa…prima che tu ti metta a lanciare mobili”

Estrassi il coltello dalla parete e glielo porsi…

“Sì..hai ragione..non ci sto capendo più niente. Avanti, dimmi, cosa sei e chi sei?”

E così, ho iniziato a raccontare, mentre guardavo fuori dalla finestra un’altra nuvola di passaggio incrociare un raggio di sole..

“Ci chiamano i custodi…o meglio i ragazzi delle nuvole. Quando ci formiamo nelle notti di tempesta, i grandi consiglieri del tuono sanciscono un patto con noi e ci affidano una nuvola su cui vivere per poter girare il mondo e portare acqua e perturbazioni dove necessita, a patto di non guardare mai giù…sennò succede come a me…la nuvola si disintegra e ci cade giù…”

“Quindi l’urlo che ho sentito prima eri tu?? Ma dove sei cascato? E come fai a essere ancora vivo?”

Seriamente stava sorridendo? La faceva divertire il pensiero che mi fossi spataccato sulla Terra?

Em…sorridi e basta….trattieniti dal ridergli in faccia….l’immagine di vederlo cadere a picco fa ridere.

“Si sono stato io….e non sono morto perchè non sono umano…quindi non essendo umano non ho una struttura ossea fragile come la tua. Fortunatamente sono caduto qua vicino e ti ho trovata subito.”

“E perchè hai guardato giù?”

“E tu perchè hai guardato me?”

Seriamente…? Cercava di darmi la colpa della caduta perchè lo avevo visto?

Forse non dovevo chiederglielo…la devo aver offesa…

“Non volevo dire che era colpa tua….cioè in teoria si….però è stato un caso…la colpa è mia e della mia stupidità…guardare giù cosa poteva comportare? Una sbirciatina dicevo….ma non avevo idea…che la nuvola avrebbe fatto così…”

“Mi dispiace…se vuoi, per questa notte posso farti la cortesia di tenerti a dormire qui…ammesso che tu non tocchi niente. Come hai visto ho una mira….eccelsa.”

Ma cosa stavo dicendo….che azzardo è. CHE AZZARDO E’? Io non lo conosco…però mi ispira un poco di fiducia in qualche modo…Dovrei essere impaurita? Mi ha detto che non è umano…E poi perchè mi è venuto di minacciarlo con un coltello e di dirgli che ho una gran mira, se non so nemmeno centrare il mio soggetto a un palmo dal naso?

La vedevo molto pensierosa…capire gli umani è più complicato di quello che pensavo.

“Em…è questo il tuo nome? L’ho visto sul disegno…come firma…ecco vedi…io non posso stare qui una sola notte…”

“Cosa? ”

“No….è che io devo rimanere qui un anno”

Gli porsi la pergamena…

Ah…ah…ahah…ahahhahahahhahahah mi sento male….questo è un sogno…

“Cosa? Cosa è? Cosa vuol dire un anno??? Un anno qua con me? Perchè ti ho dato il “flash?”

Ma cosa??? Non dirai sul serio….”

“Purtroppo si…se si instaura il flash e si cade…non ci si può separare…non chiedermi perchè, ma è così da secoli…”

“Ok….ora….mangiamo…poi dormiamo…poi…ci pensiamo….”

“Cosa mangiate voi….custodi?

“Beh…mangiamo come voi…le stesse cose…io preferisco la frutta”

“Ok. Tu dormi sul divano, io mi chiuderò a chiave in camera, le camere le ho sigillate, il bagno è di là, la cucina sai dov’è, la porta anche. Se sento anche il più piccolo dei rumori giuro che ti butto fuori…sarò piccola, ma a calci ti so prendere…Quindi…Buona notte!”

“Buona notte a te…Ah…il mio nome è Bat”

Come al solito sono finita per sembrare sgarbata…ma ancora non mi fido.

Che carattere questa ragazza…d’altronde la leggenda diceva che se un custode cade e la nuvola si de materializza è perché non si è imbattuto in un normale umano.

Giuro di aver sentito bruciare l’interno del braccio, prima, quando ho lanciato quel coltello…starò diventando del tutto matta. Mi guardai riflessa allo specchio, la mia statura bassa, i capelli lunghi e folti scuri con le ciocche fucsia di cui andavo tanto fiera, gli occhi neri…ho sempre la solita espressione incazzata…Sarà la stanchezza…Ripensai a quando avevo aperto la porta qualche ora prima…quel ragazzo alto e vestito strano, con gli occhi grigi del colore della tempesta e i capelli bianchi….Ora che ci penso…non gli avevo chiesto se si voleva cambiare per la notte…

Girai la chiave nella serratura e quando entrai in sala lo vidi sdraiato sul divano alla luce della lampada che avevo lasciato accesa in cucina…Mi avvicinai piano…forse dorme?

Ma nel mentre che facevo un passo nella sua direzione il braccio mi riprese a bruciare, così forte che dovetti stringermelo con l’altra mano..ma cosa??

Si era chiusa in camera…davvero incutevo così timore? Perchè gli umani hanno tutte queste difficoltà a fidarsi? Vabbè non mi resta che sdraiarmi e riposare….

Dopo qualche minuto che ero sdraiato sentii la porta della sua camera ri aprirsi…non volevo farla arrabbiare ancora di più, così non mossi un muscolo e sentii i suoi passi sul pavimento…si era bloccata?..Aprii gli occhi e la vidi, lei era seduta sul pavimento a stringersi un braccio, ma che succede? Mi alzai di scatto.

“Ehi? Em? Che succede???”

“Non…non ti avvicinare a me, non è niente”

“Come non è niente? Ti stai stringendo così forte il braccio che potrei quasi sentire le tue giunture scricchiolare. Em? EM?”

Era svenuta. Ma nel momento stesso in cui perse conoscenza lei…svenii anch’io….

Che bel modo di iniziare…due sconosciuti che il destino fece avvicinare.

E questa è la seconda parte del ragazzo delle nuvole il custode! Come l’altra volta ditemi che ne pensate! E attenti alle tempeste….Bat potrebbe essere da voi.

A.

LA PIUMA, LA ROSA E LA NUBE,TERZA PARTE  

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I sogni sembrano reali finché ci siamo dentro, non ti pare? Solo quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c’era qualcosa di strano. (Dal film Inception)

 

Mi sentivo bene, mi sembrava tanto un sogno….tutto aveva colori particolari….mi trovavo in mezzo a un prato, il cui colore era di un verde smeraldo….erba fresca, mossa dalla leggera brezza.

Il cielo, però, era di un grigio tetro… grosse nuvole lo attraversavano… sentivo ancora il braccio bruciare.

Mi guardai una mano… le dita erano ricoperte di anelli argentei collegati l’uno all’altro da sottili catenelle, di quello che pensavo fosse acciaio.

Indossavo un’armatura….un’armatura? É proprio un sogno… siamo nel 2016, le persone non vanno in giro con le armature, ma anche se fosse un sogno non ho mai sognato di essere vestita così…

Il mio braccio dove ancora sentivo dolore…c’era una piuma intrecciata a una rosa con le spine. Ma cosa? Alzai lo sguardo… lo vidi di fronte a me…

Mi toccai la testa… che brutto risveglio …dove mi trovavo? Un prato.. aria…nuvole grigie… mi ricordavo di essere svenuto sul pavimento accanto a lei.. dov’era?dove mi trovavo? sentivo un grosso bruciare al braccio, proprio come Em prima che svenisse…mi guardai… una piuma..una rosa intrecciati… sapevo il loro significato e ebbi la conferma dall’armatura che indossavo…. alzai lo sguardo, lei era davanti a me.

“Mi dici dove ci troviamo e perché sono vestita così? Mi sembra tanto un sogno ma posso parlarti e dirti quello che voglio, per cui non lo è?”

“Diciamo… che si….questo è una specie di sogno, ma non è un sogno, cioè dipende molto da quel tatuaggio che hai sul braccio, o diciamo più marchio, o diciamo più segno di due anime che si sono toccate e intrecciate? Certo….per dirlo in modo poetico…”

“Di che cosa stai parlando? Parli di questa piuma… questa rosa..? Aspetta anche tu li hai… cosa significa?”

“C’è una leggenda popolare trai guardiani…. narra di guerrieri….. sì lo so sembra molto un racconto fantasy, ma…tanto, tanto tempo fa c’erano, appunto, due guerrieri che vennero separati  uno a capo di una nuvola a controllare il Cielo e uno destinato a giacere sulla Terra… si dice che fossero stati separati perché formavano un grosso,ma grosso pericolo….anche se la leggenda non è chiara di che pericolo si tratti…”

“Aspetta…aspetta, e non me lo dire, siamo la reincarnazione di questi due guerrieri…”

“No noi non siamo la reincarnazione…siamo gli eredi…. il che fidati è molto peggio perché essendo gli eredi abbiamo ereditato i poteri di entrambi e non del singolo….E questo che vedi è la loro eredità lasciatoci…per continuare a vedersi loro avevano creato un mondo parallelo a Cielo e Terra, questo….”

“Sì ma noi eravamo in casa, perché non parlarmi in casa, perché portarmi  in questo mondo parallelo?”

“Non sono stato io a portarti con me qui, né tu a portare me qui….E’ una cosa che succede rare volte…umani e guardiani si possono teletrasportare…Quando siamo venuti a contatto qualcosa deve essere scattato e i maschi si sono attivati….Ti ricordi? Ti avevo accennato di coloro che mi hanno spedito per punizione un anno sulla Terra, per aver guardato giù… ecco il problema sono loro. Loro ascoltano, loro ti vedono, loro ti etichettano come problema, per cui se lo venissero a sapere non so cosa potrebbe succedere…Che cosa potrebbero pensare se scoprissero che per davvero siamo gli eredi dei due guerrieri?”

 

“Em?? Em??”

 

Cosa stava succedendo adesso?? Perchè aveva l’espressione così spaventata?

“Se è per la leggenda o per il consiglio…non ti devi spaventare…non sei da sola…”

 

“Zitto un po’….”

 

Lo presi al volo per il braccio e lo strattonai via….

 

Mi tirò per un braccio e quando mi voltai vidi un enorme nube nera crearsi dalle nuvole alle mie spalle….

 

“Em….smettila….smettila subito….in questo posto non c’è malvagità né nubi oscure a meno che non siamo noi a crearle…”

 

“Io non sto facendo niente…..giuro….”

 

Avevo il respiro accellerato….io non stavo facendo niente! E se né io e né lui stavamo facendo qualcosa….

 

“Bat….ho come l’impressione che non siamo soli….”

 

Dalla nube nera si solidificarono un ragazzo e una ragazza….

 

“Buon dì mi amigos….era molto el tiempo  che esperavamo una vostra visita…scusate l’accoglienza poco calorosa”

 

“Già…siamo un tantino in ritardo…..eh…oh….emh….Anna…..”

 

“Oh…Io sono Anna e lui è Luv…”

 

Le espressioni dei due ragazzi erano davvero accentuate…chi avevano davanti? Chi era quella ragazza dal vestito strano e quel ragazzo con l’occhiello all’occhio e il bastone da passeggio?

 

“Seriamente? Ti prego questo è un sogno davvero assurdo….che…ahiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”

 

“Scusa…era per farti capire che non è un sogno…”

 

“Luv!”

 

“Em! Em….Nooooooooooo”

 

Em scattò in avanti per afferrare Luv…ma questo sparì…

 

“Davvero scusa….ma ci servite svegli e attenti e non posso permetterti di fare qualcosa di cui poi ti pentiresti”

 

“Mi….hai….dato…una…bastonata….”

 

“Luv…lo sai che gli umani sono più delicati di quello che pensi!”

 

“Ma cara….”

 

“Niente cara. Occhio per occhio mio caro. Gli umani agiscono così…”

 

Aprii gli occhi all’improvviso.

 

“Em? Tutto ok?”

 

“Ma che diavolo?? Ahia..ahiaaaa ma da quanto tempo siamo su questo pavimento? E quello cos’è?”

 

“Un invito…non era un sogno…ma hanno preferito rispedirci indietro…per ora…”

 

Presi in mano l’invito era come toccare il piumaggio di un animale…

 

“Si ma quello non è il peggiore dei messaggi credimi….il peggio è questo…”

 

Presi un altro foglio sbruciacchiato….

 

“I guardiani….vogliono vederci. E credimi è una cosa che non succede mai…”