Il ragazzo delle nuvole: il messaggio(seconda parte)

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Oh, tu, visitatore incauto, che hai avuto il coraggio di aprire le porte del link su cui hai cliccato, sappi, che dovrai aver letto la prima parte prima di proseguire in questo viaggio nella landa dei miei pensieri 😛

Vai qui ->Il ragazzi delle nuvole: il custode(prima parte)

Buona lettura!!

E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?

(Fernando Pessoa)

“Vuoi rimanere un altro po’ a guardarmi o mi inviti a mangiare qualcosa, che siamo in due ad avere un forte bisogno di zuccheri?”

“Ma cosa?!”

Quando guardi dallo spioncino e poi apri la porta non penseresti mai di ricevere in casa un ragazzo più alto di te e che non conosci…poi mi attraversa una strana sensazione. La forma che avevo visto sulla nuvola…la sagoma…l’ombra che si rifletteva sul muro era uguale…

Gli chiusi la porta in faccia.

Quando ti dicono che sei destinato a un anno di Terra per punizione…non ti avvertono che devi cercare e trovare l’umano che ti ha visto, nè che sia una ragazza che ti può accogliere in casa…La guardai e vidi in una frazione di secondo il suo sguardo posarsi sulla mia ombra che si rifletteva sul muro…Mi chiuse la porta in faccia.

Ok…Em…respira…tutto questo fa parte di uno dei tuoi dannati sogni strani, ora ti darai un pizzicotto, conterai le dita delle mani e ti renderai conto di non sentire male e di avere nove dita…Dita? Dieci. Pizzicotto? AHIAAAA.

Mi ritrovai in pochi minuti a osservare la porta per la seconda volta nello stesso arco temporale. Una grande e grossa porta di legno con serratura…Che ho fatto?

Che mi abbia riconosciuto? Allora è davvero lei…La sentivo parlare…c’era qualcuno?

“Dita? Dieci”

“Pizzicotto? AHIAAAAAA”

Ok…

“Emh…ehi?…Io non mordo….se mi fai il favore di riaprire la porta… così possiamo parlare meglio, che attraverso questo enorme pezzo di legno…”

In cucina, presi un coltello e con coraggio riaprii la porta…

“Ehi…oh…quello è affilato…lo sai vero?”

“Ci cucino…quindi sì, lo so.”

“Quindi….?”

“Chi sei? Anzi no…lo so…o almeno io penso di saperlo, ma non credo sia una cosa normale dire che ti ho visto su una nuvola?”

La osservo…è davvero determinata con quel coltello.

Lo osservo mentre mi guarda in modo sbalordito dal coltello al volto…forse ho esagerato? Ma non so chi sia…nè, cosa sia…ma se mi voleva fare del male del tempo già lo aveva avuto…

“Va bene, entra…che per le scale rimbomba tutto e i vicini non si fanno i fatti loro neanche attraverso le pareti di casa”

Mi afferra per un polso e mi spinge dentro la casa, ho tutto il tempo per guardarmi intorno in quello spazio ordinato e luminoso.

“Accomodati pure lì…ma guaio, se muovi un muscolo. Sei in casa mia ora…”

Vidi sul tavolo un foglio con un disegno bellissimo e mi stavo allungando a prenderlo…un cambiamento di aria vicino al volto e lentamente girai la testa..il muro… c’era un coltello piantato…mi rigirai lentamente…

Cosa….cosa..avevo fatto? Da quando tiro coltelli? E da quando ne so tirare uno sopratutto…Ma seriamente sono sveglia? Cosa sta succedendo?

Lei si stava guardando le mani in una specie di shock e poi guardava me e il coltello…avevo l’impressione che lei non sapesse cosa aveva appena fatto…

“Ok…forse ora…se ci sediamo entrambi…parliamo e poi mangiamo qualcosa…prima che tu ti metta a lanciare mobili”

Estrassi il coltello dalla parete e glielo porsi…

“Sì..hai ragione..non ci sto capendo più niente. Avanti, dimmi, cosa sei e chi sei?”

E così, ho iniziato a raccontare, mentre guardavo fuori dalla finestra un’altra nuvola di passaggio incrociare un raggio di sole..

“Ci chiamano i custodi…o meglio i ragazzi delle nuvole. Quando ci formiamo nelle notti di tempesta, i grandi consiglieri del tuono sanciscono un patto con noi e ci affidano una nuvola su cui vivere per poter girare il mondo e portare acqua e perturbazioni dove necessita, a patto di non guardare mai giù…sennò succede come a me…la nuvola si disintegra e ci cade giù…”

“Quindi l’urlo che ho sentito prima eri tu?? Ma dove sei cascato? E come fai a essere ancora vivo?”

Seriamente stava sorridendo? La faceva divertire il pensiero che mi fossi spataccato sulla Terra?

Em…sorridi e basta….trattieniti dal ridergli in faccia….l’immagine di vederlo cadere a picco fa ridere.

“Si sono stato io….e non sono morto perchè non sono umano…quindi non essendo umano non ho una struttura ossea fragile come la tua. Fortunatamente sono caduto qua vicino e ti ho trovata subito.”

“E perchè hai guardato giù?”

“E tu perchè hai guardato me?”

Seriamente…? Cercava di darmi la colpa della caduta perchè lo avevo visto?

Forse non dovevo chiederglielo…la devo aver offesa…

“Non volevo dire che era colpa tua….cioè in teoria si….però è stato un caso…la colpa è mia e della mia stupidità…guardare giù cosa poteva comportare? Una sbirciatina dicevo….ma non avevo idea…che la nuvola avrebbe fatto così…”

“Mi dispiace…se vuoi, per questa notte posso farti la cortesia di tenerti a dormire qui…ammesso che tu non tocchi niente. Come hai visto ho una mira….eccelsa.”

Ma cosa stavo dicendo….che azzardo è. CHE AZZARDO E’? Io non lo conosco…però mi ispira un poco di fiducia in qualche modo…Dovrei essere impaurita? Mi ha detto che non è umano…E poi perchè mi è venuto di minacciarlo con un coltello e di dirgli che ho una gran mira, se non so nemmeno centrare il mio soggetto a un palmo dal naso?

La vedevo molto pensierosa…capire gli umani è più complicato di quello che pensavo.

“Em…è questo il tuo nome? L’ho visto sul disegno…come firma…ecco vedi…io non posso stare qui una sola notte…”

“Cosa? ”

“No….è che io devo rimanere qui un anno”

Gli porsi la pergamena…

Ah…ah…ahah…ahahhahahahhahahah mi sento male….questo è un sogno…

“Cosa? Cosa è? Cosa vuol dire un anno??? Un anno qua con me? Perchè ti ho dato il “flash?”

Ma cosa??? Non dirai sul serio….”

“Purtroppo si…se si instaura il flash e si cade…non ci si può separare…non chiedermi perchè, ma è così da secoli…”

“Ok….ora….mangiamo…poi dormiamo…poi…ci pensiamo….”

“Cosa mangiate voi….custodi?

“Beh…mangiamo come voi…le stesse cose…io preferisco la frutta”

“Ok. Tu dormi sul divano, io mi chiuderò a chiave in camera, le camere le ho sigillate, il bagno è di là, la cucina sai dov’è, la porta anche. Se sento anche il più piccolo dei rumori giuro che ti butto fuori…sarò piccola, ma a calci ti so prendere…Quindi…Buona notte!”

“Buona notte a te…Ah…il mio nome è Bat”

Come al solito sono finita per sembrare sgarbata…ma ancora non mi fido.

Che carattere questa ragazza…d’altronde la leggenda diceva che se un custode cade e la nuvola si de materializza è perché non si è imbattuto in un normale umano.

Giuro di aver sentito bruciare l’interno del braccio, prima, quando ho lanciato quel coltello…starò diventando del tutto matta. Mi guardai riflessa allo specchio, la mia statura bassa, i capelli lunghi e folti scuri con le ciocche fucsia di cui andavo tanto fiera, gli occhi neri…ho sempre la solita espressione incazzata…Sarà la stanchezza…Ripensai a quando avevo aperto la porta qualche ora prima…quel ragazzo alto e vestito strano, con gli occhi grigi del colore della tempesta e i capelli bianchi….Ora che ci penso…non gli avevo chiesto se si voleva cambiare per la notte…

Girai la chiave nella serratura e quando entrai in sala lo vidi sdraiato sul divano alla luce della lampada che avevo lasciato accesa in cucina…Mi avvicinai piano…forse dorme?

Ma nel mentre che facevo un passo nella sua direzione il braccio mi riprese a bruciare, così forte che dovetti stringermelo con l’altra mano..ma cosa??

Si era chiusa in camera…davvero incutevo così timore? Perchè gli umani hanno tutte queste difficoltà a fidarsi? Vabbè non mi resta che sdraiarmi e riposare….

Dopo qualche minuto che ero sdraiato sentii la porta della sua camera ri aprirsi…non volevo farla arrabbiare ancora di più, così non mossi un muscolo e sentii i suoi passi sul pavimento…si era bloccata?..Aprii gli occhi e la vidi, lei era seduta sul pavimento a stringersi un braccio, ma che succede? Mi alzai di scatto.

“Ehi? Em? Che succede???”

“Non…non ti avvicinare a me, non è niente”

“Come non è niente? Ti stai stringendo così forte il braccio che potrei quasi sentire le tue giunture scricchiolare. Em? EM?”

Era svenuta. Ma nel momento stesso in cui perse conoscenza lei…svenii anch’io….

Che bel modo di iniziare…due sconosciuti che il destino fece avvicinare.

E questa è la seconda parte del ragazzo delle nuvole il custode! Come l’altra volta ditemi che ne pensate! E attenti alle tempeste….Bat potrebbe essere da voi.

A.