Il profumo delle zagare amare, una storia d’ amore scritta da Valeria Pagano, in una Sicilia anni ’60

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A cura di Giorgia Linho

1963, Sicilia.

Sara, giovane donna, moglie e madre di 6 figli, inappagata da un matrimonio scelto per lei dai suoi genitori, un giorno viene sorpresa dal grande amore. Un amore fatto di passione, dialogo e complicità mai provate; un amore che la riempie, soddisfa, completa. Un sentimento che la pone di fronte a un bivio: lui o la sua famiglia, libertà o prigionia, vita nuova o vita vecchia.

Valeria Pagano, scrittrice catanese, insignita del premio “Thrinakìa”, come prima classificata, racconta la storia di Sara, in uno spaccato di società che vive tra gli stereotipi tradizionali e gli ideali di cambiamento. Questi sono gli anni di piombo, gli anni delle proteste e delle manifestazioni studentesche ed operaie. Gli anni della rivoluzione sessuale femminile, in cui tante donne come Sara sognano la libertà, inseguendo un nuovo vero amore, lontano dai pregiudizi di un’ Italia ancora bigotta. Un romanzo che parla di violenza, di dolore, di rinunce, ma anche di speranza, coraggio e amicizia vera; quell’ amicizia che va oltre le diverse mentalità, un vincolo che sostiene e aiuta, anche non condividendo le scelte di vita dell’ altro. Una prosa limpida, semplice, verace, schietta e lineare, che colpisce il lettore in un’ atmosfera d’altri tempi, tra il profumo delle zagare e degli aranci.

Un romanzo che commuove, appassiona e avvince, lasciando nel cuore del lettore un pezzo delle vite dei protagonisti.