IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI TE’ di Dinah Jefferies

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Dinah Jefferies è nata in Malesia a Malacca, ma all’età di otto anni si è trasferita in Inghilterra, dove ha insegnato Studi teatrali e Inglese. Ha iniziato la sua carriera di scrittrice nei cinque anni in cui ha vissuto in Andalusia e con il romanzo  “Il profumo delle foglie di tè” ha raggiunto il primo posto dei più venduti in Inghilterra. Il libro è ambientato negli anni ’20 a Ceylon, allora colonia Inglese oggi Sri Lanka, in cui le grandi piantagioni di tè mostravano il loro volto migliore. I signori inglesi, di antica casata, dirigevano le vaste proprietà circondati da servitori singalesi che si inchinavano a loro con rispetto e gratitudine, anche se in città, ferveva il malcontento. Nel testo, il tempo è scandito da quattro momenti ben definiti che guidano il lettore attraverso la vita della protagonista, tra gioia e dolore, in quei luoghi dove si respira a pieni polmoni l’atmosfera dell’epoca, tra il fruscio delle vesti di seta e l’odore intenso di tè appena colto. Gli ambienti sono eleganti, profumati di fiori e aromi naturali, immersi nelle grandi distese verdi punteggiate da piccole figure chine a cogliere foglie e germogli odorosi. Invidie e malumori serpeggiano tra la servitù di casa, educata e istruita a vivere con i signori, e quella relegata a vivere negli slum (baracche) e a lavorare duramente nei campi dall’alba al tramonto. In questo contesto si muove la storia d’amore tra Gwen e Laurence, storia di grande passione, che ben presto si rivelerà travagliata, attraversata da gelosie e profondi silenzi, parole solo bisbigliate e segreti trattenuti nell’ombra. L’equilibrio consolidato da anni nella piantagione viene scosso dall’arrivo della giovane donna che si troverà a fronteggiare difficili situazioni, in una vecchia casa coloniale, tra porte che si chiudono, sguardi che si rincorrono e inquietanti scoperte che si intrecciano. L’autrice immerge il lettore nella magica pace di una campagna lontana dal mondo, tra i riflessi del sole di fine giornata e i gridolini di bimbi felici, in cui il ritmo incalzante  della scrittura, non viene mai abbandonato, stimolando l’attenzione di chi legge con situazioni in continua evoluzione. La storia è appassionante, scritta con dialoghi ben curati e descrizioni di personaggi ben tratteggiati, tanto da rendere reali le diverse sfumature di ognuno di loro. Il finale, particolarmente coinvolgente, rimette in ordine tutti i tasselli seminati lungo il percorso narrativo, creandone una struttura solida ed efficace.

Maria Cristina Pazzini