Il mito di Kitsune o volpe

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Oggi per la sezione leggende e folklore ci occupiamo di mitologia giapponese, con il mito di Kitsune o volpe.

Foto tratta da filkr di Mitsudomoe

Si tratta di uno dei più famosi yōkai in Giappone. Gli yōkai sono una specie di demone o spettro, una presenza inquietante che anima i pensieri nipponici.

Sono solitamente entità malevole e maliziose. Sembra causino sfortuna e danno, a chi le incontra. Inquietanti e affascinanti dunque.

Le “similvolpi” sono genericamente chiamate Kitsune, ma hanno anche nomi regionali diversi, come: nogitsune, ninko, osaki-gitsune, kuda-gitsune ad esempio. 

Il kitsune ha molte qualità o talenti o poteri che si voglia. Lo si vede comparire nella storia goapponese, in letteratura, a teatro e più in generale in tante situazioni della cultura odierna.

La Kitsune è dotata di intelligenza e lunga vita, Le Kitsune amano la libertà, ma sono anche socievoli e scherzose con gli altri. Le loro battute possono essere divertenti ma anche taglienti e pericolose.

Le Kitsune possono essere un pericoloso mutante, possono possedere le persone.

Più in generale kitsune è un seduttore, un pò come il vampiro, è affascinante e astuto, impaurisce l’avventore e lo soggioga. Per questo è ammirato, adorato e temuto.

In giro per il Giappone si trovano esempi di culto Inari, di stampo shintoista o buddhista con tanto di statue di Kitsune presso i santuari.

I Kitsune e la Cina 

Il Giappone è anche in questo caso legato alla vicina Cina. Molti racconti nipponici sono collegati alla Cina, dove i Kitsune erano noti come mutanti che assumevano la forma di belle e seducenti donne. Arrivarono nella tradizione giapponese attraverso i testi scritti.

Nel paese del dragone la parola huli è una combinazione dell’ideogramma di kitsune e tanuki e sono riferiti ad una volpe. Lo stesso composto di ideogrammi si ripete in Giappone  pronunciati come kori e sta a significare tutte le specie di eventi soprannaturali e preoccupanti.

In Giappone, kitsune e tanuki sono conosciuti per la loro capacità di cambiare forma e ingannare gli altri. Tanuki risulta divertente e meno abile negli inganni; kitsune è più serio e preciso.

Entrambe le creature misteriose sono canidi. I kitsune, come il tanuki, sono creature che vivono ai margini della società umana. Essi compaiono e scompaiono. 

La volpe rossa (Vulpes vulpes), carnivoro diffuso ovunque è l’animale che rappresenta il kitsune. Questi esseri appaiono nei primi antichi testi giapponesi in cui hanno la funzione di presagi buoni e cattivi.

Oltre ad apparire come una volpe hanno anche la sembianza di una donna bellissima che attrae uomini inconsapevoli, questo almeno dal nono secolo come registrato in un setsuwa.

La storia

La leggenda racconta che un uomo incontrò una ragazza carina e sensibile, la sposò ed ebbero un figlio.

Nello stesso periodo, il loro cane diede vita ad un cucciolo che abbaiava di continuo alla moglie.

Un giorno il cane la spaventò e lei terrificata si trasformò immediatamente in una volpe selvatica e saltò in cima al bordo.

Alla fine la coppia fu obbligata a dividersi, ma il loro amore rimase e la moglie si recava ogni notte per dormire con l’uomo.

La parola kitsune nasce da questo: venire (kitsu) e dormire (ne).

Kaya no Yoshifuji

Il mito di kitsune compare anche in un racconto risalente all’896. Protagonista un uomo di nome Kaya no Yoshifuji, che viveva nel villaggio di Ashimori nella Provincia di Bitchū. 

Egli rimase improvvisamente solo con la dipartita della moglie, ma era un uomo troppo affabile per sopportare questa situazione a lungo.

Una sera, al crepuscolo, era fuori per una passeggiata e avvistò un’incantevole giovane che non aveva mai visto in precedenza e la volle subito. Era troppo attratto dal.gentil sesso e non resisteva alla bellezza. Lei cercò di scappare quando egli l’afferrò, la prese e le chiese chi fosse.

Molto dolcemente lei rispose “Nessuno”. Alla fine Yoshifuji andò a casa della ragazza, una casa affascinante piena di inservienti, una casa di una benestante. Quella sera dormirono insieme e il testo recita:

“Lui era così preso da lei che si dimenticò di sua moglie, della sua casa e dei suoi figli, non li considerò più. Lui e la ragazza si giurarono amore eterno”.

La sua nuova compagna rimase incinta e quando partorì, “Yoshifuji non ebbe nessun altro interesse nel mondo”.

La famiglia originaria dell’uomo nel frattempo lo cercava, lesse i sutra buddhisti e scolpì un’immagine di un Cannone con Undici Teste.

Si narra che nel frattempo apparve un uomo con un bastone nella nuova casa di Yoshifuji. La sua nuova famiglia scappò terrorizzata e l’uomo colpì Yoshifuji, costringendolo a uscire da uno stretto passaggio e fuggire. Erano passati  tredici giorni dalla sparizione di Yoshifuji.

In seguito presso la sua vecchia casa, dal fondo di un deposito adiacente, apparve una creatura scura simile ad una scimmia…

Una volpe l’aveva ingannato. Aveva sposato una volpe e non tornò più sano di mente, kitsune, che lo aveva plagiato e fatto impazzire.

Aveva vissuto tredici giorni nell’oltremondo volpino. Gli erano sembrati tredici anni. Una scimmia e un onmyōji furono convocati per pregare per lui ed esorcizzarlo.

Alla fine tornò in sé stesso ma molto in imbarazzo. In seguito a questo evento egli visse  In buona salute altri dieci anni e morì a 60 anni.

La narrativa è molto complessa e di differente interpretazione. Si parla del viaggio di un uomo nell’oltremondo del regno kitsune mentre la sua famiglia lo cerca.

La volpe non è qui un mostro demoniaco e ingannevole, ma una vittima innocente del desiderio carnale di un uomo.

L’abbandono subito di Yoshifuji della prima moglie, seguito dall’abbandono della seconda moglie (volpe), indica che lo stato delle donne e delle volpi potrebbe non essere stato del tutto divergente.

Spunta dunque una “morale”, come in molti Setsuwa. Il racconto è un’ammonizione a non dare la famiglia per scontata.

Abe no Yasuna 

Un altro esempio altrettanto noto in cui la narrativa dell’amore tra volpe e uomo inspira il pathos, è la storia di Abe no Yasuna, padre di onmyōji Abe no Seimei.

Yasuna si diceva avesse sposato una volpe bianca di nome Kuzunoha.

La leggenda apparve agli inizi del 1662 in un’opera scritta chiamata Abe no Seimei monogatari (Il racconto di Abe no Seimei).

La storia ottenne grande popolarità tramite il teatro dei burattini e il Kabuki.

La scena più famosa è l’henshin o  trasformazione, in cui un attore effettua un rapido cambiamento da umano a volpe. Tutto grazie all’abilità di un attore e gli effetti speciali del Kabuki, ma anche grazie ai.poteri noti e kamaleontici della forma del kitsune.

Le storie di kitsune-nyōbo, o mogli-volpi, erano sorte già alla fine del ventesimo secolo.

Yanagita Kunio documenta un racconto proveniente da una parte rurale della Prefettura di Ishikawa. Qui un uomo uscì una notte per usare il gabinetto esterno e appena tornò dentro, scoprì che sua moglie si era duplicata.

Adesso c’erano due lei nella stanza. Erano indentiche e  l’uomo non fu in grado di decidere quale fosse quella vera e quale fosse un bakemono.

Fece loro tutte le domande più difficili a cui entrambe risposero con facilità. Alla fine decise che una delle due era più convincente , così la seguì fuori e prese l’altra donna come sua moglie.

Negli anni che seguirono, la casa prosperò e lei diede vita a due maschi. Un giorno, i ragazzi stavano giocando a nascondino e notarono che la loro madre aveva una coda!

La moglie-volpe non poteva più stare con la famiglia, e se ne andò.

Poi durante la stagione della coltivazione apparve di nuovo, questa volta come volpe, e circondò le risaie della famiglia. Gli anni successivi, gli steli del riso sembravano vuoti, e l’esattore delle imposte determinò che la famiglia non possedeva niente.

Ma quando tagliarono gli steli, li portarono in casa e pelarono i gusci, trovarono che erano pieni di riso e, dal momento che non doveva pagare le tasse sul loro raccolto, la famiglia diventò benestante.

Ci sono diversi tipi di Kitsune …

  • Zenko  è una buona volpe, è messa della dea Inari, madre dell’agricoltura, della fertilità e della buona fortuna.

Una statua di Kitsune si trova infatti all’entrata dei santuari e dei templi shintoisti, con funzione di protezione e la si ritiene bene augurante.

La Kitsune passa dal mondo umano a quello spirituale per comunicare con la dea Inari.

Di solito le volpi sacre in Giappone vengono raffigurate con una palla bianca, in bocca o sulla coda, che ha una funzione magica e simbolica, oppure con una stella.

  • Yako  è invece la volpe selvaggia. Essa può comportarsi in modo malvagio, attaccando le case degli agricoltori e distruggendo i raccolti durante la notte.
  • Ninko è lo spirito volpe, essa è invisibile, la vedono solo le persone che ne sono possedute.

Le kitsune cercano uomini benestanti per sedurli e sposarli come riportano tante leggende.

Le volpi sviluppano abilità umane, imparano a parlare e prendono la forma umana di una bella donna o a volte di un uomo.

Con le loro doti esauriscono i desideri dei loro compagni. Nella forma spirituale, la kitsune è in grado di possedere le persone o di entrare nei loro sogni con le unghie.

Le leggende riportano di volpe kitsune diverse con una, tre, cinque, sette o nove code.

In pratica ogni 100 anni di età, alla kitsune cresce una nuova coda che la rende più intelligente e ne accresce i poteri.

Le nove code

Raggiunto il traguardo delle 9 code, la kitsune si trasforma nella volpe a nove code, prende il nome “Kyuubi no kitkitsune e diventa bianca o dorata.

La volpe a 9 code può essere divina o malvagia, un “angelo” o un demone, può vedere e sentire tutte le cose che succedono nel mondo. Può persino emettere dalla bocca o dalla coda il fuoco, a mò di drago. Il fuoco è noto come kitsune-bi

Se la volpe a nove code è malvagia, essa è un pericolo per il mondo e può causare disastri naturali, terremoti, incendi o tempeste di vento, tifoni.

Quando ha sembianza umana presenta alcune debolezze. Fa fatica a nascondere la coda, che a volte sbuca da sotto i vestiti.

L’acqua riflette sempre la vera forma della kitsune che a specchio appare in forma volpina. Infine un problema per loro sono i cani. Ne hanno paura tanto che quando sono in forma umana, si trasformano in volpe e scappano appena ne vedono uno.

Queste e tante altre storie affascinanti alimentano il mito della volpe giapponese o kitsune. Alla prossima!

L.D.

Loscrivodame leggende e folklore

Foto da Filkr ( Saori )

Fonti: Il grande libro della mitologia 

Japanprimavera.com

Giapponeinpillole.com