Il miracolo della bambina di Galatina tornata in vita più volte

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Affreschi chiesa Madonna delle Grazie Galatina

In questo periodo il mistero della morte e resurrezione del Cristo coinvolge credenti e non in un dibattito senza fine.

Miracolo della bambina che morì e risorse tre volte

Secondo le scritture Gesù risorge il terzo giorno. Un grande teologo di questo tempo Joseph Ratzinger, Papa emerito in carica, ha affermato che la resurrezione di Gesù è un mistero che va oltre la scienza: Gesù non ritorna alla normale vita biologica (come Lazzaro e le altre persone risuscitate di cui si parla nei Vangeli), ma il suo corpo viene trasformato, per cui non è più soggetto alle leggi dello spazio e del tempo.

Per Ratzinger si apre con questo mistero una nuova dimensione escatologica, l’evento avviene nella storia e vi lascia un’impronta, ma va al di là della storia. Il vincere la morte, il suo mistero è stato sempre affascinante per gli uomini che da sempre cercano l’elisir di lunga vita, essere immortali cercare il modo che porti alla vita eterna. Tornare in vita dopo essere morto è un miracolo impossibile se poi questo avviene più volte diventa mistero.

Tanto tempo fa a Galatina nasceva in pieno centro oggi, ma a quel tempo fuori dalla mura ( extra moenia ) un convento Domenicano ed una chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie terminata nel 1508 come da epigrafe dedicatoria. Nel 1720 già messa male venne ricostruita una prima volta e poi risistemata dopo il terribile terremoto del 20 febbraio 1743 nelle forme attuali.

Chiesa Madonna delle Grazie Galatina

Nel transetto di questa chiesa due grandi altari barocchi lasciano a bocca aperta, io mi soffermo sull’altare di destra commissionato dalla famiglia Congedo e completato nel 1748, ideato probabilmente da Mauro Manieri e decorato da fiori, foglie, angeli e conchiglie colpisce in particolare per il quadro centrale che ricorda il miracolo di San Domenico a Soriano nel 1530. Il quadro miracoloso di Soriano per alcuni di origini celesti, la venerata tela di San Domenico oggi è conservata sull’altare maggiore della Basilica di Soriano Calabro.

Secondo questa leggenda, nel 1510 San Domenico apparve più volte a Padre Vincenzo da Catanzaro (colui che promosse la costruzione del Convento) ordinando l’erezione di una chiesa a Soriano Calabro a lui dedicata. In questa chiesa, esattamente nella notte tra il 14 e il 15 settembre del 1530, Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria apparvero a fra Lorenzo da Grotteria per consegnargli una tela raffigurante San Domenico con il libro nella mano destra e il giglio in quella sinistra, chiedendogli di consegnarla al superiore del Convento Domenicano di Soriano Calabro per esporla alla venerazione dei fedeli.

Chiesa Madonna della Grazie Galatina

Nel giro di qualche anno conferì grande fama al Convento Domenicano che si impose come uno dei più conosciuti, meta di fedeli e pellegrini provenienti da tutta l’Italia ed Europa. Nei fedeli si destò una straordinaria devozione verso il Santo raffigurato nella tela, che sarà chiamata “Il Quadro” per antonomasia. A seguito dell’avvenimento del 15 settembre 1530 la Celeste Immagine di San Domenico in Soriano fu oggetto di grande venerazione e devozione e vennero riconosciuti in tutto il mondo innumerevoli miracoli e grazie che dal XVI secolo si verificarono per intercessione del Santo Fondatore dell’Ordine dei Predicatori.

Affreschi chiesa Madonna delle Grazie Galatina

Qui si innesta il miracolo di Galatina, al santo si rivolse nel 1789, promettendo un anello d’oro con rubino, un cittadino di Galatina Giuseppe Tommaso Panico per chiedere la guarigione della moglie ammalata di pleurite ed incinta, dopo qualche giorno nacque una bambina in cattive condizioni di salute tanto che però morì cinque giorni dopo la nascita. Il Panico disperato sfidò il santo ” Non ti credo che sei San Domenico, se non resusciti mia figlia e fai stare bene mia moglie “, la bambina risuscitò, ma morì altre due volte e altre due volte grazie alle parole del padre e l’intercessione del santo di Guzman, avvenne il miracolo e tornò in vita. La madre riacquistò la salute. La bambina naturalmente venne battezzata con il nome di Domenica ma comunemente conosciuta come ” la morta viva “.

Dopo pochi anni il padre si recò a Soriano Calabro per sciogliere il voto fatto e il 7 maggio 1791 rese di fronte ad un notaio e a tre frati testimonianza degli accadimenti di due anni prima.

Raimondo Rodia