Il mio cuore

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Il mio cuore

Ho lasciato che il dolore
fluisse con l’acqua del fiume,
portandosi via: alberi e case.
Era una furia compulsiva,
invadente ed oscura
come un delitto consumato
nel bosco, al ballo delle streghe.
Ho danzato sino a perdere i sensi.
Il corpo stretto da veli, la faccia,
tumefatta di nero. Gli occhi,
spiritati e malefici, la bocca,
puzzolente di sterco, eruttava
ingiurie e profezie future.
Ho lasciato che il dolore,
precipitasse negli abissi del Mondo,
in quel crogiolo di fuoco e melma.
Giù, dove il tempo non è più tempo.
La speranza
una serpe dalla testa mozzata.
L’amore: uno scempio reso vano
da bestemmie ed insulti.
La gioia, il richiamo insistente
della civetta e il mio cuore,
una scatola di attrezzi
per scassinatori di professione!

Maria Rosa Oneto