IL MARCHIO DELL’INQUISITORE di Marcello Simoni Recensione di Maria Cristina Pazzini

0
900

Vi segnalo il bellissimo libro di Marcello Simoni “Il marchio dell’inquisitore” ambientato nella Roma papalina del Secolo di Ferro, a pochi giorni dall’apertura del XIII Giubileo.

In una vecchia stamperia della città viene trovato morto, misteriosamente schiacciato dal torchio, un noto religioso. Su questa vicenda prende il via il lavoro dell’inquisitore Girolamo Svampa, che, aiutato dal segretario della Congregazione dell’Indice, padre Francesco Capiferro, investigherà sul fatto. Con loro Cagnolo Alfieri, un bravo di dubbia fiducia, il quale, intrufolandosi nei malfamati vicoli dei rioni romani, cerca e trova indizi utili per il buon esito delle indagini, sfuggendo spesso, al controllo di numerosi armigeri sguinzagliati per la città. L’uomo, più di una volta, rischia la vita trovandosi a fronteggiare sgherri che, a suon di colpi di spada, lo vogliono far fuori, minacciando di uccidere con lui anche sua figlia Matilde, monaca di clausura nel Monastero di Santa Maria in Campo Marzio. Lungo il percorso narrativo altri cadaveri verranno rinvenuti, arricchendo così di incertezze e colpi di scena il lavoro dell’inquisitore. Diversi nomi di alti prelati, apparentemente integerrimi, verranno smascherati e con essi l’intreccio di potere che si nascondeva nelle sale degli austeri palazzi ecclesiastici.

Realistica la ricostruzione della vecchia Roma, con i suoi personaggi vissuti all’ombra dei grandi monumenti, in cui si aggirano indisturbati. I dialoghi sono fluidi e la narrazione piacevole, come nello stile dell’autore Marcello Simoni. Le ultime pagine sono caratterizzate da uno scambio di opinioni tra due personaggi, utili a chiarire alcuni punti della vicenda, aggiungendo inoltre ulteriori particolari alla storia.

Maria Cristina Pazzini