Il giorno del giudizio

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“Il Giorno del Giudizio”

La tecnica del body painting di Serena Di Paola, una volta di più: stupisce, “rapisce”, facendo reclinare la testa sul post-modernismo. Verso la fine di un’epoca capitalizzata, sfiancata dal lavoro, dal guadagno e dall’usura.

Nella prima rappresentazione al chiuso di una fabbrica o di un’officina, la ragazza, in una posa un po’ asettica, quasi immemore, assiste allo sfacelo dell’ambiente interno. A ben guardare, nulla sembra preoccuparla o affligerla per davvero. La distruzione è totale. Devastante. Catastrofica. Soltanto l’evanescente figura che ella rappresenta, par dar respiro e sollievo alla cupezza dell’immagine.

Nella seconda “visione”, troviamo un ammasso di macchinari rotti o fuori uso. Qui, la fanciulla, par lasciarsi sommergere da una trepida disperazione con quel braccio dipinto di rosso come sangue che cola. Unico conforto è quello scorcio di esterno che con prepotenza sopravvive e “respira” nonostante l’immobilismo e il silenzio.

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Nella terza, una “popolazione di ferro e piombo – come “razza estinta”, che non concede repliche, né stimmate di creatività e umanizzazione – fa da sfondo emblematico allo sguardo attonito della ragazza.

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Soltanto la scritta Coca-Cola che risalta sui pantaloncini corti e strappati della giovine girl, ci riportano a un immediato presente o a un futuro meno sconvolto e sconvolgente.

Nell’ultima visualizzazione, la curiosità della ragazza, viene atratta (anche se non troppo) da ciò che resta di uno strano marchingegno. Una struttura di lamiera e legno, messa in bella vista, è il “riferimento” conclusivo a cui la scena soggiace

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Accoccolata al suo fianco, la fanciulla, par accogliere quell’estremo anelito di speranza sino a lasciarsene trasfigurare. Il “messaggio” urla chiaro senza bisogno di parole

“Sarà la bellezza e la fecondità delle idee a salvare il Mondo!”

Bodypainter: Serena di Paolo 

Writer: Maria Rosa Oneto 

Ph: Davide Z.