Il folletto dei boschi laziali, il lenghello

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Le nostre scorribande a caccia di esseri misteriosi, folklore e stranezze in giro per l’Italia ci porta oggi nei boschi del Lazio. Da tempo immemore si aggira da queste parti un essere: il Lenghello.

Questo essere leggendario, detto anche lenghero, lenghelu o in modo amichevole lengheletto, è un folletto della tradizione popolare dei Castelli Romani.

Non è un essere esclusivo di queste parti in realtà, essendo conisciuto con altri nomi in altre parti d’Italia. In molte regioni del Sud Italia lo si chiama farfaro ad esempio. In effetti ci siamo già imbattuti in esseri simili in Romagna e Salento, con il Mazapegul o lo Scjakùddhi.

Questo però non è il tipico folletto tozzo ma secondo la leggenda è di aspetto alto e longilineo, per questo è chiamato lenghelo, ovvero “lungo” o “allungato”.

Ma come si comporta questo lenghello?

È il classico spiritello dispettoso ma fondamentalmente non malvagio. Tradizione vuole compaia in varie situazioni frequentando di solito i sottoscala. Ama disturbare con scherzi di ogni genere chi non rispetta i propri familiari o le persone che non ama, che gli sono antipatiche. Tipicamente salta sulla pancia dei malcapitati mentre dormono, disturbando il sonno e il riposo.

Altre sue particolarità sono quelle di nascondere o rompere piccoli oggetti di casa, ma se gli gira bene e gli sei simpatico può anche far trovare soldi o dare numeri vincenti al lotto…pare.

Un essere curioso e dai mille risvolti dunque che la tradizione popolare vuole rintanato all’interno di Palazzo Sforza-Cesarini di Genzano di Roma, ma che credenza più diffusa nei tempi passati volesse presente presso ogni famiglia.

Nella zona di Marino si dice: Te ballo sopp’a panza comm’u lenghelu!, cioè “Ti ballo sopra la pancia come il lenghelo”. 

Un personaggio che ovviamente viene interpretato anche in chiave maligna, essendoci chi lo identifica con il diavolo, un lupo mannaro o l’anima di un morto.

Alcuni lo utilizzano come spauracchio per spaventare i bambini e tenerli buoni, una sorta di uomo nero.

Ogni zona ha i suoi esseri, il suo folklore, i suoi misteri, ed è questo il bello.

L.D.