Il finale

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Il finale

Non ci fu che il cielo a farci compagnia, nei mesi dell’inverno, che rabbrividivano sul cuore. Il giardino intorno, era spoglio, con alberi rinsecchiti e fiori cadenti, dentro vasi dimenticati da mesi.

Eppure, l’amore non era sbiadito come il cielo.
Ancora ristagnava, in pozzanghere d’acqua, dove i bambini si attardavano a giocare come matti forsennati.

Persino l’aria, pareva: svuotata, assente. In tono minore, la natura, si preparava al letargo, a quel gelo funesto che avrebbe disegnato i monti e le case. Il fiume del villaggio, gorgogliava piano, quasi completamente asciutto e in vena di prendersi un lungo periodo di riposo, dopo le corse intrepide dell’estate scorsa. Un silenzio rarefatto, si attardava per le strade. I comignoli fumavano con allegra leggerezza. Dalle finestre socchiuse, un brano di musica leggera, s’inoltrava all’esterno e faceva pensare alle stelle, alle notti d’agosto, magiche di lucciole. I lampioni, già accesi, spandevano ombre tetre e un senso di solitudine disperato. Qualche raro passante, fumava, gettando in alto cerchi evanescenti, che rubavano tonalità al meriggio ormai inoltrato.

Un’anziana signora, già vestita con abiti pesanti, portava a spasso il cane, parlandogli con la stessa tenerezza di un figlioletto. Dentro una vetrina, splendente di luci e specchi, alcune signore si facevano aggiustare i capelli, scegliendo pettinature alla moda e tinture azzardate.

La voglia di vita restava, benché debole e attutita. L’intera vallata, cosparsa di nebbia,
pareva una dama dell”800 ricoperta di talco.
Seduta in salotto, leggevo le ultime pagine di un romanzo di recente pubblicazione. Era un intreccio di potere, sesso e sangue che prendeva la gola, togliendoti il respiro. Una frase, colpì la mia mente, tanto da rileggerla più volte:” Nulla soffoca l’amore quanto la mancanza di dialogo!” D’istinto, mi alzai a comporre un numero di telefono, il solito, che non facevo da tempo.

Dall’altra parte, lo squillo continuò a vuoto per diversi minuti. Quando fui sul punto di riattaccare, una flebile voce femminile, rispose:”Pronto!” “Buon giorno signora, sono Carla Benetti, una paziente del Dottor Gastaldi – dissi con voce tremante – avrei bisogno di parlargli di un mio problema di salute!” “Purtroppo, cara Signora, il Dottore non ce più o meglio, è mancato – riferi’ la donna dall’altra parte del filo – nonostante i tradimenti e le amanti. Non si preoccupi di farmi le condoglianze, io, sono morta, assai prima di lui!” E senza aggiungere altro, chiuse la conversazione!

Maria Rosa Oneto