Il festival del mondo antico a Rimini e provincia, ecco l’edizione 2021

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Il Festival del Mondo Antico quest’anno contribuirà a ravvivare l’estate culturale riminese.

Il Festival, una storia lunga 23 anni

Il Festival del Mondo Antico  nasce nel 1999 come “Antico/Presente”, una rassegna di conferenze e letture sui testi classici organizzata dalla Biblioteca Civica Gambalunga, per poi assumere, nel 2005, il format di festival.

Una proposta nata dall’allora Dirigente del Settore Cultura del Comune di Rimini Marcello Di Bella che interpretava una domanda crescente da parte dei cittadini nonché un’esigenza del comparto turistico.

Giunta nel 2018 alla XX edizione, l’iniziativa può essere considerata a pieno titolo un esempio di “patrimonio immateriale”, espediente per la promozione e la valorizzazione di quello tangibile.

Lo scopo di questa manifestazione è la valorizzazione dello straordinario patrimonio storico-artistico e archeologico della città. Il tutto attraverso il dialogo fra passato e attualità.

Il Festival si rivolge a tutti con esperienze diversificate nel linguaggio e nelle forme di comunicazione, per coinvolgere studiosi e docenti, ma anche appassionati e famiglie: si va dalle lezioni magistrali, alle presentazioni di libri, dalle conferenze alle tavole rotonde, passando da spettacoli, esposizioni, visite guidate, ricostruzioni storiche, giochi e laboratori dedicati a bambini e ragazzi.

Proprio le proposte per i più giovani, scaturite dalla lunga esperienza maturata dai Musei con il mondo della Scuola, sono cresciute tanto da costituire una sorta di Festival nel Festival, il “Piccolo Mondo Antico festival”, un’occasione per i bambini di imparare divertendosi.

L’idea

Questa manifestazione parte dall’idea che la conoscenza del Mondo antico è il presupposto per interpretare il mondo contemporaneo. Per questo è sempre presente uno sguardo aperto all’archeologia, alla storia e all’arte.

Il festival sviluppa dibattiti legati all’ambito filosofico, antropologico e letterario, secondo la visione classica della cultura dell’essere con al centro l’uomo.

I Musei di Rimini non sono l’unica realtà coinvolta durante il Festival; diversi sono gli istituti culturali riminesi, sia pubblici che privati, che ormai da molti anni collaborano, quale l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini, l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, la Soprintendenza, le Università, la Società editrice Il Mulino, gli Istituti scolastici e diverse associazioni.

L’obiettivo è quello di valorizzare l’intero territorio provinciale e la sua rete di musei: La collaborazione con i Comuni del territorio e le loro significative e originali realtà museali, disegna insieme a Rimini una rete di eventi capaci di mettere in luce le diverse vocazioni.

La rassegna ha visto negli anni il coinvolgimento di alcuni fra i più importanti studiosi ed esperti.

Fra i tanti ricordiamo: Alberto Angela, Marc Augé, Alessandro Barbero, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Eva Cantarella, Andrea Carandini, Franco Cardini, Roberto M. Danese, Ivano Dionigi, Umberto Eco, Mario Luni, Valerio Massimo Manfredi, Tomaso Montanari, Silvia Ronchey e artisti quali Alessandro Bergonzoni, Alessio Boni, Lella Costa, Lino Guanciale, Ivano Marescotti, Roberto Vecchioni.

Non sono mancati autorevoli protagonisti stranieri: Maciej Bielawski, Danielle Gourevitch (Sorbonne, Paris), Nikolai Grube (Università di Bonn), Ralph Jackson (British Museum, London), Venceslas Kruta (Sorbonne, Parigi), André Laronde (Sorbonne, Paris), Gary Urton (Università di Harvard), Paul Zanker e molti altri!

ATTRAVERSARE PONTI

L’edizione di quest’anno s’intitola “Attraversare Ponti” e coinvolgerà Rimini, Cattolica, Riccione, Santarcangelo tra il 3 e 25 Luglio e il 22 Settembre 2021.

Antico/Presente Festival del Mondo Antico, inaugura per l’edizione 2021 una nuova formula per adattarsi alle modalità di fruizione degli eventi richieste dall’emergenza sanitaria.

Gli appuntamenti sono anticipati nel periodo estivo, rispetto alla consueta collocazione autunnale, per venire incontro in questo modo all’esigenza di eventi fruibili in spazi all’aperto e diluiti nel tempo.

Giunto alla XXIII edizione il Festival può definirsi a ragione un esempio di patrimonio immateriale, veicolo per la promozione e la valorizzazione del patrimonio tangibile di testimonianze originali e identitarie. 

Il lasso di tempo è ampio, dalla preistoria all’epoca romana, dal Rinascimento all’evo moderno e contemporaneo che ha continuato a guardare all’antico per custodirlo e trarne ispirazione creativa.

La rassegna assume dunque una nuova veste di Festival diffuso nel tempo e nello spazio. Gli incontri si svolgeranno nelle serate di luglio in parte, come di consueto, al Museo della Città all’interno del giardino Lapidario romano, ma una collocazione “speciale” è riservata a diversi incontri di questa edizione: la suggestiva Piazza sull’Acqua nell’invaso del Ponte di Tiberio.

Proprio dal ponte prende spunto il tema di quest’anno di Antico/Presente, incrociando un anniversario prestigioso: i 2000 anni del Ponte di Tiberio.

A 2000 anni esatti dalla sua costruzione, la città festeggia questa importante ricorrenza valorizzando uno dei suoi più importanti patrimoni. Conosciuto oggi come Ponte di Tiberio, è stato voluto da Ottaviano Augusto.

La sua costruzione è iniziata nel 14 d.C. ed è stata completata, in soli sette anni, nell’anno 21 d.C. sotto il regno del successore Tiberio, di cui mantiene il nome.

Da allora il ponte sul fiume Ariminus è stato il punto di snodo e di passaggio verso il nord Italia, attraverso la via Emilia e la via Popilia, che da esso prendono avvio.

Costruito in pietra d’Istria, progettato con una serie di accorgimenti tecnici e soluzioni ingegneristiche che ne hanno garantito la stabilità e la durata nel tempo, ancora oggi la sua imponente mole fa da sfondo a uno degli angoli più suggestivi della città.

Il ponte ha attraversato le vicende storiche di Rimini subendo a più riprese distruzioni, crolli e ricostruzioni: demolito in parte dai Goti nel 552, danneggiato da Pandolfaccio nel 1528, colpito dai terremoti del 1672 e del 1786, minato, ma poi salvato, dai tedeschi in ritirata nel 1944, recentemente pedonalizzato e valorizzato con la creazione nel suo invaso della suggestiva Piazza sull’Acqua, il ponte dopo duemila anni ha ancora molto da raccontare.

Il programma del Festival guarda quindi al ponte nella sua dimensione più immediata, quella fisica, architettonica e storico – archeologica. Ma punta a sviscerare anche il suo significato simbolico, leggendolo come metafora del superamento dei limiti, dell’abbattimento delle barriere e del dialogo attraverso la costruzione di relazioni, in un rimando continuo e proficuo tra il passato e il presente.

Il Festival si cala nella dimensione estiva in una formula inedita e come un organismo vivente che evolve nei modi e nelle forme, mira a comporre un palinsesto complesso ma coerente nel sostenere la conoscenza del mondo antico quale presupposto per interpretare il mondo contemporaneo.

A ventitre anni dalla sua nascita continua a rinnovarsi esplorando argomenti sempre diversi, in un’ottica diacronica e interculturale, anche attraverso linguaggi adatti a coinvolgere le varie fasce di età a iniziare dai più giovani.

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