Il Faro più ad Oriente d’Italia, la prima luce dell’anno, l’emozioni di un paesaggio indimenticabile

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2007

Il faro della Palascìa, in queste prime ore del 2016 si staglia bianco e sereno contro l’azzurro del mare ed il celeste del cielo nel punto più ad est d’Italia, dove da oriente sorge il primo sole che illumina il nostro Belpaese. Rimane per me un luogo di emozioni e suggestioni incredibile. L’intervento di recupero, conservazione e valorizzazione del faro di punta Palascìa ad Otranto riveste un significato non solo tecnico e architettonico, ma anche fortemente simbolico. Punta Palascìa, infatti è l’estremo lembo orientale d’Italia ed il faro, che dall’alto della scogliera si staglia sul mare aperto, è diventato negli anni la sentinella verso est, vero sguardo aperto sull’universo trans-frontaliero, per molti versi ancora poco conosciuto. Sulla scorta di documenti originali risalenti alla seconda metà dell’ottocento e redatti dall’allora corpo reale del genio civile, il faro di punta Palascìa, la cui costruzione prende avvio nel 1863, in seguito alla demolizione di un casotto sorto poco prima nel XIX secolo sulle rovine della vecchia torre di Palascìa già riportata in molte antiche carte geografiche.

Dopo la sua chiusura nel 1979, il faro è stato completamente abbandonato ed ha ripreso vita con i lavori iniziati nel 2003 e conclusi nell’estate del 2005, non prima di aver rischiato di diventare un ristorante, una casa vista mare e non ultimo caserma militare. Oggi dopo tante battaglie, nel dicembre del 2008, il faro riprende la sua attività per cui è nato, cioè illuminare il cammino delle imbarcazioni che attraversano questo braccio di mare e non solo, ancor di più sarà nuovo faro di cultura. Punto di forza per queste visite guidate sarà l’interscambio tra spazi interni ed esterni, passando attraverso la terrazza che domina la scogliera e che culmina con i suoi 84 scalini che portano alla lanterna, da lassù si domina il mare aperto e la natura circostante, vero e proprio centro di quel parco naturale regionale Otranto-Leuca istituito di recente.

La giornata del 19 dicembre 2008 non la dimentico, ero anch’io lì con pochi eletti, nel giorno della cerimonia di riapertura del faro della Palascìa, in una giornata meravigliosa dal punto di vista meteorologico, come solo nel Salento avviene alle porte dell’inverno. La luce del faro recupererà in toto la struttura ancora oggi presente, risalente al 1884, oggi si è dotata di una lanterna di sole 1000 Watt, che però grazie agli specchi porta la luce del faro fino ed oltre le 12 miglia marine ai confini nazionali. La Punta Palascìa, comunemente detta Capo d’Otranto, è il punto più orientale d’Italia. La punta si trova nel territorio comunale di Otranto, a 40° 7 minuti di latitudine nord e 18° 31 minuti di longitudine est. Il faro è uno dei cinque fari del Mar Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea. Costituisce spesso meta di turisti e curiosi, anche grazie alla tradizione che anche  quest’anno, come negli ultimi annualmente vede la notte di San Silvestro e la succesiva mattina richiamare una moltitudine di persone in attesa della prima alba d’Italia del nuovo anno ai piedi del faro. Secondo le convenzioni nautiche questo luogo è il punto di separazione tra il Mar Ionio ed il Mar Adriatico. Un luogo magico, silenzioso, aperto che guarda ad Oriente da dove vennero le civiltà. Palascia, ultimo lembo di mare lambito dall’Adriatico e dallo Ionio, dove la storia si mescola con la leggenda, dove in questo turbinio di mescolanze, il profumo del mare si fonde con quello delle erbe odorose, il timo che da “ il respiro dell’anima ” , la mentuccia selvatica, i garofanini, le distese dell’asfodelo.

Palascia dove con lo sguardo perduto all’orizzonte si intravedono le montagne dell’Albania, tra i cangianti colori del mare le sardine si rincorrono tra le onde inseguite dal tonno creando una scia argentata, dove il silenzio profondo è rotto solo dallo sciabordio delle onde e dal cadenzato tonfo dei gabbiano che si tuffa in mare per cibarsi di pesce.

Il luogo è anche sede della stazione meteorologica di Otranto-Punta Palascia, ufficialmente riconosciuta dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Un luogo magico da proteggere e far conoscere, un simbolo, un immagine serena del tacco d’Italia.

Raimondo Rodia

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