Il fantasma di Mondaino

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C’è un fantasma che si aggira da secoli per Mondaino, il tranquillo paesino della Valconca, nel riminese. Lo sapevate?

Può essere ne abbiate già sentito parlare, essendo forse il più noto fantasma della zona dopo l’ineguagliabile Azzurrina.

Chi è il fantasma di Mondaino ? 

Trattasi di un importante poeta rinascimentale, un tal Giovanni Muzzarelli, un poeta che fu molto apprezzato da Papa Leone X, pontefice del tempo.

Il poeta annovera tra le sue opere principali “Rime e l’Amorosa Opra”, dedicata ad Elisabetta Gonzaga,  duchessa d’Urbino.

Il Muzzarelli, giunto a Roma, a causa delle sue spese ingenti, finì per ridursi in povertà. Grazie alla stima che aveva da parte del papa, ottenne dal pontefice nel 1514 la rocca di Mondaino. Diventò così Capitano della Comunità.

Questo suscitò molte invidie dei compaesani, che lo reputavano un raccomandato e non tolleravano l’improvviso potere. Così complottarono contro di lui e arrivarono, nel Marzo del 1516 a spingerlo nel pozzo della rocca, insieme alla sua mula mentre il poeta stava cercando di fuggire.

L’uomo non morì subito, ma rimase in agonia dentro al pozzo, maledicendo i suoi compaesani e giurando un giorno vendetta. A riprova dell’omicidio è stato trovato, in fondo al pozzo,  un anello d’oro con lo stemma del daino, probabilmente di proprietà del poeta. 

L’altra ipotesi...

C’è un’altra tesi sulla fine del povero Muzzarelli, ovvero che sia stato assassinato sulla via di casa da un marito tradito. Questo spiegherebbe il ritrovamento del nome “Giustina” inciso in fondo al pozzo, nome della sua probabile amante. Si tratterebbe di Giustina Malatesta, famiglia avvezza a storie di fantasmi. Difatti nella vicina Verrucchio, in particolari notti d’inverno, leggenda vuole che appaia un gigantesco carro fantasma che trasporta attrezzi da tortura.

Questo sarebbe il carro dei Malatesta che, trainato da una coppia di buoi e condotto da Malatestino (il bovaro dannato e guercio), percorre il paese per poi cadere giù per la discesa che porta al fiume.Ma questa è un’altra storia.

Mondaino di notte

La leggenda

Da questo epidodio nacque la leggenda, tutt’ora presente, che sostiene che il suo fantasma si aggiri per la rocca di Mondaino per ricordare agli abitanti la sua barbara uccisione.

È un fantasma irrequieto fantasma di Giovanni Muzzarelli. Le cronache ci raccontano che nel 1987 alcuni carabinieri che presidiavano i seggi elettorali denunciarono forti schiamazzi e suoni piuttosto sinistri. L’episodio fece notizia a fine anni 80.

Nello stesso periodo, amministratori e funzionari comunali, ma anche operai che eseguivano i lavori di restauro, riportarono fatti strani e inquietanti. Addirittura un’impresa edile si rifiutò di continuare la ristrutturazione delle sale e abbandonò i lavori.

Un’altra testimonianza risale invece alla fine del XIX secolo ed ebbe come protagonista un certo Polidori, allora appena tredicenne. Era un novello musicista che andava a esercitarsi col trombone nei saloni della rocca.

Al tempo non c’era la luce elettrica e accanto al leggio teneva accesa una candela. Mentre di esercitava sentiva strani rumori, grida, sbuffi, lamenti. Poi, immancabilmente, la candela si spegneva. Una volta in particolare ci fu un frastuono tremendo, con porte e finestre che sbattevano nonostante la serata tranquilla e senza vento. Il tutto accompagnato da passi pesanti e soffi gelidi sulla candela che improvvisamente si spense.

Giovanni Muzzarelli dunque resta una presenza costante e fastidiosa che ricorda ai compaesani la  colpa ormai secolare di averlo ucciso.

L D.

Fonti:

Comune di Mondaino 

Guida ai fantasmi d’Italia, Anna Maria Ghedina