Il fantasma assetato d’amore nel castello di Torrechiara

0
476

Il fantasma assetato d’amore

Siamo a Torrechiara, provincia di Parma. Qui sorge il bellissimo castello omonimo.

Si tratta di un castello di grande fascino, che è stato perfettamente conservato e restaurato. La sua bellezza lo rende meta di tanti viaggiatori. Il castello è infatti molto noto, essendo uno dei più belli e imponenti d’Italia.

In questo castello, così perfettamente conservato, sono stati girati famosi film storici italiani e stranieri. Tutto bello e tranquillo? Non proprio..

Il fantasma

All’interno del castello, nelle notti di plenilunio, si fa vedere il fantasma assetato d’amore di una donna bellissima quanto fatale, dal nome ignoto. Ella a suo tempo era stata una dama che aveva abitato nel castello di Torrechiara.

La donna era stata a suo tempo murata viva dal marito, in una stanza dove non era presente nemmeno uno spioncino, e fatta morire di fame e di sete.

La duchessa fu vittima di intrighi e congiure, dovute a invidie e gelosie per il suo grande fascino, la sua procace bellezza e la sua passionalità.

La nobile veniva trascurata dal marito, che la deprimeva sino alla sofferenza fisica. Così cercò nell’amore di altri uomini ciò che il marito non le dava, trovando però insoddisfazioni e grandi delusioni.

Il risultato fu una profonda solitudine e tristezza. Si trattava di una donna profondamente incompresa, respinta dalle altre donne.

La profonda gelosia nei suoi confronti spinse le altre donne ad ordire un complotto per farla soffrire ancora di più. L’obbiettivo era farla odiare anche dagli uomini, a cominciare dal duca, suo marito.

Le indagini

Anni fa un gruppo di parapsicologi appartenenti al centro ricerche di Modena, si recò nel maniero e si appostò nel giardino in una zona d’ombra.

Gli studiosi, dopo una lunga attesa, notarono che il silenzio aveva qualcosa di strano. Al contempo si era creata una coltre fitta di nebbia i maniera improvvisa e non tirava un filo d’aria.

Tutto intorno sembravano esserci strani esseri non definibili. Si percepiva un senso di paura. Chi si nascondeva in quella nebbia fitta? E se fosse uscito allo scoperto da un momento all’altro?

Nel buio e nella nebbia, gli studiosi presenti persero il senso del tempo, che sembrava si fosse fermato.

Verso le ventitré lo spettro apparì. Egli avanzava, camminava lentamente, in abiti stretti e succinti che accentuavano in modo spiccato le sue forme.

Tuttavia aveva un volto malinconico che creava tanto turbamento, ma suscitava anche pietà. Giovane e bella, destinata ad un grande futuro, ma oppressa da un tormento interiore, che triste esistenza.

La duchessa passò accanto agli studiosi, senza alterarsi, avanzando e guardandoli attentamente ad uno ad uno.

All’improvviso si fermò vicino al più giovane del gruppo, lo strinse fra le braccia, lo baciò con passione e a lungo. Poi svanì poi nella nebbia. L’uomo, ancora turbato, più tardi spiegò che il fantasma della duchessa non lo aveva spaventato, ma enanava un fascino strano e misterioso oltre a un leggero profumo.

Dal portamento dava impressione di molta energia, femminilità e di una sensualità appena avvertita, oltre ad una notevole bellezza. Una bellezza che pareva non aver patito quattro secoli nel sepolcro, era tale da far rimanere senza respiro.

I capelli neri corvini incorniciavano un volto ovale. Gli occhi verdi avevano una splendida profondità, e da essi sprigionava un lampo che dava un senso di vertigine.

E così molti uomini si erano lasciati sedurre, cadendo affascinati dal fafantasmaEssa sprigionava sensualità, aveva una voce ipnotizzante a cui era difficile sottrarsi.

Lo studioso aggiunse una descrizione di quel momento, di come sentì quella forma. Sembrava viva, in carne e ossa, e lo avvolgeva con una stretta tanto sensuale quanto fredda, per via della carne gelida. Lo studioso definì la duchessa piena di vitalità, desiderio, passione, tenerezza. In sostanza enanava un fascino impareggiabile. 

Poi, improvvisamente, si alzò un gran vento, la nebbia svanì e con lei il fantasma della duchessa.

Il cielo tornò stellato e la luna piena riapparve.

Da quel momento la leggenda assunse ancor più vigore e il Castello di Torrechiara divenne ancor più il castello del fantasma assetato d’amore.

L’altro fantasma, il più noto

L’altro fantasma presente nel castello è legato alla vicenda amorosa che coinvolse la duchessa Bianca Pellegrini e il ricco e coraggioso condottiero Pier Maria Rossi, conte di San Secondo.

Fu proprio lui, nel Quattrocento, a costruire il castello per la sua amante. Entrambi erano infelicemente sposati e così decisero di costruire la loro alcova d’amore e di farlo all luce del sole. Splendida è la stanza nuziale del castello, con gli affreschi, le pareti ricoperte d’oro e il soffitto ricoperto di lapislazzuli blu.

Il fantasma del condottiero sembra si aggiri ancora nell’ala ovest del castello, infelice per l’amore ormai perduto. Il fantasma va ripetendo nuct e semper (ora e sempre).

L’amore sfuggito o mancato sembra dunque animare gli antichi spiriti di questo bellissimo castello…

Loscrivodame leggende&folklore.

Fonti:

Il Parmense 

Leggende e misteri svelati dell’Emilia Romagna, di Pier Carpi