Il destinato

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La mia sorte ha un che di vero

se tu calpesti la notte in cui risiedo

assiso sulla roccia come un nano

in attesa del suo gigante buono

 

la cerca del due che si fa uno

termina qui, nella mano che mi stringi

 

sulle guance una crepa salata

 

e tu che v’imprimi il sigillo del male

un bacio come di Giuda al fratello destinato.

 

4 COMMENTI

  1. Dolente e rigorosa riflessione sul tradimento. Hai descritto quello per antonomasia, Gesù e Giuda, ma quanti amici abbiamo o ci hanno tradito accomiatandosi con un gesto affettuoso? Perdere un’amicizia è un dolore grande! E’ un sentimento talmente raro che rassegnarsi alla perdita o alla scoperta di un tradimento d’un amico che ritenevi fraterno è una ferita che non si rimargina.
    Grazie Danilo. Ti saluto con affetto. Annamaria