Il convento di Sant’Igne a San Leo

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San Leo lo abbiamo già incontrato e definito giustamente uno dei luoghi piu belli e interessanti dell’entroterra riminese.

Accessibile da un solo lato della rupe, appare arroccato, quasi precario nel suo fulcro: la rocca.

Il senso di precarietà è aggravato dalla recente frana su cui proseguono i lavori di messa in sicurezza.

Il centro storico è piccolo e ruota attorno Piazza Dante Alighieri da cui partono le due vie principali.

In piazza sorge la splendida Pieve, la più antica del Montefeltro. Arenaria, calcare e altre pietre compongono la pieve che da un senso di grande compattezza e solidità.

Costruita sulla roccia è un vero gioiello è lascia impressionati gli avventori. Dentro non filtrano rumori e domina il buio alternato a fasci di luce.

Di fianco, a pochi metri, sorge il Duomo di San Leone, posto su uno sperone antichissimo e noto da tempi preistorici.

Anche il Duomo ha un aspetto imponente con la sua torre campanaria e la struttura in arenaria.

San Leo e la sua rocca

Ma in questa occasione abbiamo deciso di camminare, e allora attraverso l’unico accesso di via Borgo Orsini, usciamo dal paese.

Si raggiunge la Località Quattroventi lungo la Leontina, ecco spuntare il sentiero 95 del CAI. Questo porta sul Monte San Severino attraverso un crinale di terra, roccia e argilla. Il tratto iniziale e impervio e porta fino ad oltre 650m, dove si trovano dei ruderi e un antico e prezioso fortino.

Poi si prosegue in un percorso boschivo che di tanto in tanto da luogo a panorami incantevoli. Dopo una svolta a sinistra si raggiunge la Fonte di San Francesco. Poi ancora a sinistra e spunta una croce in legno. Ci siamo!

Al bivio di gira a destra e si arriva al Convento Francescano e la Chiesa di Sant’Igne. L’edificio con le sue pietre a vista appare in restauro da tempo.

È splendidamente inserito nel contesto e nella selva fatta di querce, ginestre, prugnole, vitalbi e diverse altre specie di piante.

L’area del convento, il chiostro e la chiesetta sono straordinariamente semplici e speciali allo stesso tempo, come tanti edifici francescani.

Il Convento di Sant’Igne e la predica di Francesco a San Leo

Sant’Igne risale al XIII secolo, quando Bonconte di Montefeltrano donò questi terreni a Francesco d’Assisi che lo aveva rapito per la sua dedizione e spiritualità.

Fu edificata con pianta a croce latina, ad aula unica e un campanile a vela con due campane. Il presbiterio è posto su doppio gradino. Sulla destra del transetto c’è un pezzetto dell’olmo, sotto cui Francesco era solito predicare.

Il chiostro interno è quadrangolare e circondato da 20 colonne ottagonali.

Convento e chiesa di Sant’Igne

Francesco amava questo luogo, fu qui che l’8 maggio 1213, durante i festeggiamenti per l’investitura di Montefeltrano avvenne un episodio importante nella vita del Santo.

Egli pronunciò questa frase:

“Tanto è il bene che io mi aspetto che ogni pena mi è diletto”

Con questa frase conquistò tutti, in particolare Orlando de Catalani, ovvero il conte della tocca di Chiusi, il quale in seguito gli donò i territori del Cosentino dove oggi sorge il Santuario della Verna.

Al secondo piano del Palazzo Conti Nardini avvenne il colloquio tra i due che convennero che il Monte della Verna, fosse, in virtù del duo isolamento, molto adatto alla preghiera e alla meditazione.

Il Monte della Verna

Proprio qui, su questo monte, Francesco nel 1224 ricevette, secondo la tradizione religiosa  le stimmati sacre su mani, piedi e busto.

Oggi rimane questo bel convento a sancire il legame tra San Leo e Francesco d’Assisi.

Poco distante sorge una cella votiva con una statua bianca e azzurra della Vergine.

Il luogo è posto lungo un percorso circolare molto bello, che porta anche alle creste dei Tausani, le piccole Dolomiti di Romagna.

Un percorso meraviglioso ricco di scorci panoramici maestosi, ecco alcuni scatti:

Cresta dei Tausani, foto di Lorenzo Dati

L’imponente rocca di San Leo vista dal percorso

D.  L.

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