Il conto delle minne

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Il conto delle minne 

Giuseppina Torregrossa

313pp

Oscar Mondadori 

Recensione di Antonella Gagliardo 

 

La protagonista di questo romanzo, Agatina, racconta la sua storia è quella dei suoi avi, partendo da un dettaglio, che ha contraddistinto il passato della sua famiglia; le ” minne”.

Le minne sono dei dolci particolari, tipici catanesi, dedicati a Sant’Agata. Hanno la forma tipica del seno femminile e vanno rigorosamente in coppia.

Sua nonna Agata ogni anno vuole Agatina accanto a se’ per la delicata preparazione di questi dolci.

Tra le due c’è un rapporto di inteso affetto.

 

“Ero grata a mia nonna per le sue attenzioni amorevoli, i piccoli gesti affettuosi, le carezze leggere, gli incoraggiamenti non richiesti, i complimenti a non finire che abbisognano i bambini per crescere sicuri e sviluppare fiducia nella vita. Papà e mamma non si perdevano in cose inutili, come loro chiamavano la tenerezza e l’amore, e mia nonna quando poteva suppliva alle loro manchevolezze”.

 

Mentre preparano questi dolci, la nonna racconta ad Agatina, la storia  della Santa , alla quale , il cattivo console Quinziano, per punirla del suo rifiuto , aveva fatto tagliare i seni.

Da qui il confronto tra i dolci e i seni femminili, simbolo di femminilità, di contratto con l’altro sesso , di vita ma anche di malattia e morte, perché nel seno, anche nel più bello e perfetto,  può insinuarsi una piccola noce, che manda in necrosi tutte le cellule, anche quelle della felicità e della vita.

Ed è dai” seni “che Agatina ci racconta la storia, molto femminile, di tutte le donne della sua famiglia e nel contempo ci racconta anche la sua.

Bellissima l’ironia, l’intimità siciliana che traspare da ogni parola, la commozione che molte scene regalano al lettore, la capacità di descrivere un ambiente rendendolo ” quasi vivo”.

Bellissima la volontà ed il coraggio di queste donne nell’affrontare la loro vita, molto spesso dura, con la tenacia tipica delle donne di altri tempi.

Agatina ce le racconta con il suo sguardo bambino, che a mano a mano cresce, conoscendo in prima persona anche lei le bellezze e le brutture del mondo e dell’amore.

Diventa una donna colta ed amancipata, che però perde le qualità acquisite, con immensi sacrifici, perché si innamora della persona sbagliata, Santino Abbasta, un uomo sposato che diventara’ l’ossessione di Agatina, fino a ridurre  in pezzi la sua vita.

L’autrice di questo romanzo, oltre a scrivere e’ una ginecologa di Palermo che si è dedicata per molti anni alla prevenzione di tumori al seno, quindi ci ha voluto parlare anche di questa delicata malattia.

Lo ha fatto parlandoci anche di amore e sesso,  di infanzia, di passione, di vita che non è mai come la vorremmo, di sogni realizzati e infranti.

Tanti gli argomenti trattati, tante le emozioni.

Il libro mi è’ piaciuto, sebbene Agatina , nel racconto della sua vita personale mi abbia deluso, poiché da donna preparata e autonoma, si è  trasformata nella schiava sessuale di un uomo davvero sgradevole , ma una donna può essere anche questo, purtroppo !!

Vi consiglio di leggerlo, perché ci troverete tanta vita dentro !!!