Il cerchio si chiude (catena d’anime)

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Il cerchio si chiude? Mira..

Mira cammina trascinando stanca le sue vecchie scarpe, tra grigiumi cittadini e angoli di storia, tra il vuoto degli sguardi routinari scaccia ogni suo dubbio, la sua strada è degna. Scomoda, ma degna.

Il sole di maggio scalda l’aria tra ondate floreali tra i palazzi anni 30, l’odore di sugo è una provocazione che sa di sfida, trova conforto tra un ippocastano e una serranda abbassata che recita a lutto, due ragazzi danno vita ad un bacio lungo una vita sulla panchina accanto, ma il bidone di via dei Mille è stato generoso, non scambiamo pan per focaccia, basta sopravvivere. Mira caccia via i ricordi ma un uomo la guarda, sembra nel suo mondo, ma la guarda.

Nasconde la noia e la distruzione di una vita di fallimenti, di tragica quotidianità, di banalità portata all’estremo, lui non ha sfidato, lui si è adeguato, lui si è appiattito come una sogliola. Lo schiacciasassi della società uccide l’uomo che non vuol vederlo, ma Mira vede nei suoi occhi il fuoco congiunto del riscatto.

Tra una boutique e la strada bistrattata “Ha una sigaretta? Signor Michele?, l’etichetta sulla divisa di lavoro tradisce l’uomo che imbarazzato annuisce, “Mi dica il suo nome almeno”..”Mira”. L’accendino è un occasione di sguardi, quei suoi occhi grandi, neri.

Ora camminano, insieme, in un qualunque parco di una grigia città qualunque, l’uomo medio e la donna di strada sono un raggio di sole che scioglie il gelo dell’inverno e da colore alla città infausta.

@ L.D