Il castello di Gallipoli, i quadri di Hackert ed i vestiti di Angela Chezzi

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Un emozione attraversare ogni volta il grande portone da cui si accede al maniero di Gallipoli, il castello circondato quasi completamente dal mare, si erge con la sua imponente mole all’estremità orientale dell’isola che ospita il borgo antico. Superato l’ingresso alcuni giovani donne e uomini con vestiti d’epoca ci accolgono al suo ingresso, un inventiva questa della creatrice di moda Angela Chezzi, impegnata da sempre nel suo laboratorio di confezioni su misura, alta moda e pret à porter, costumi di scena e per lo spettacolo, ricami (a macchina e a mano), cucito creativo, ma anche bravissima nella realizzazione di bambole artigianali, nell’avviare corsi di sartoria, nel suo curriculum non manca la fotografia nel campo della moda e dello spettacolo.

Donne in costume al maniero di Gallipoli

Uomini in costume al maniero di Gallipoli

Rinfrancata da queste belle presenze mentre una banda suona con allegria ecco il parterre della manifestazione con tanti nomi noti in questo vernissage dal titolo ” I Porti del Re “. Nove grandi opere dell’artista tedesco Jakob Philipp Hackert, raffiguranti altrettanti porti pugliesi del Regno di Napoli, una per ogni lato saranno esposte nella Sala ennagonale del Castello di Gallipoli dal 20 giugno al 5 novembre. Tra i protagonisti dell’inaugurazione dell’esposizione del 20 giugno, lo storico dell’arte, docente universitario, autore e conduttore televisivo Philippe Daverio.

Al maniero di Gallipoli

L’antico maniero, gestito dal 2014 dall’Agenzia di Comunicazione Orione, ospiterà le opere che l’artista tedesco realizzò su commissione di Re Ferdinando IV. Jakob Philipp Hackert è stato un pittore tedesco che lavorò molto in Italia. Nel 1786 divenne pittore di corte del re Ferdinando IV di Borbone, durante questo periodo produsse, le celebri pitture ritraenti Caserta e la sua reggia e la serie dei porti del regno borbonico. Nella primavera del 1788, Hackert ebbe l’incarico di ritrarre in dipinti e disegni tutti i porti del Regno borbonico.

La mostra, a cura di Luigi Orione Amato e Raffaella Zizzari, nasce in collaborazione con la Reggia di Caserta e il Comune di Gallipoli. Il professor Daverio e il direttore generale della Reggia di Caserta Mauro Felicori, durante la serata di presentazione sono stati insigniti del Premio Barocco 2017.

Il castello di Gallipoli si staglia nelle placide acque del porticciolo, da sempre sentinella attenta di difesa dello scrigno prezioso contenuto nell’isola grande, il centro storico della ” Città Bella ” con i suoi vicoli imbiancati di calce, le possenti mura ed i bastioni, la cattedrale ed i preziosi oratori confraternali. Un misto di arte, storia e tradizioni che si respira solo qui nel borgo antico. Hackert con i suoi dipinti ci riporta alle glorie borboniche del porto di Gallipoli uno dei più importanti del regno grazie al commercio dell’olio lampante. Infine i costumi di Angela Chezzi hanno riportato le lancette dell’orologio a quei tempi in cui i ” vastasi ” vale a dire gli scaricatori di porto a Gallipoli, pregavano nel loro oratorio confraternale di S. Maria della Purità, lavorando alacremente al porto e rendendo il luogo un posto riconoscibile e nobile.

Perpetuo al maniero di Gallipoli

 

Il video: Santa Maria di Purità a Gallipoli

 
Raimondo Rodia
* le foto dei costumi di Angela Chezzi sono di Pierluigi Luceri.