Il caso Spotlight un film di Tom McCarthy

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NON SOLO NUMERI, DOVE SONO LE

EMOZIONI?

I fatti trattati da questo film sono sconcertanti e suscitano sdegno, delusione e rabbia nei confronti della chiesa e del suo potere. Tuttavia, benché le tematiche siano molto forti, il film risulta lento, macchinoso e poco coinvolgente, appare più come un documentario, privo di emozionalità. I personaggi sono piatti, confusi e talmente tanti da perdere di significato e di profondità.

Addirittura i cronisti protagonisti, non hanno una loro identità, non si capisce chi sono, cosa fanno oltre ad indagare sul caso. Tutto è troppo burocratico, statistico e sterile. Il fatto che il film abbia avuto molta risonanza agli oscar a mio avviso può dipendere dal tema più che dal modo in cui è stato trattato.

L’obbiettivo di McCarthy era probabilmente quello di esaltare il coraggio di persone comuni che usano il proprio lavoro per fare giustizia, ma nel farlo e nel censurare ciò che c’è dietro ha trasformato il tutto in un lungo servizio da notiziario, che spiega poco e lascia tutto molto in superficie. Il cinema è un’arte, un film deve suscitare emozioni, a me questo film ha lasciato solo sdegno per le vicende accennate ma non mi ha né colpito né tantomeno emozionato.