Iglesias

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Loscrivodame e @Ladolcevitaly arrivano in Sardegna sud occidentale, nella regione dell’Iglesiente. Il centro principale della zona è Iglesias.

Era una delle città regie durante la dominazione spagnola. Ed anche sede vescovile.

La zona dove sorge Iglesias era già frequentata in epoca preistorica: tracce risalenti al neolitico antico, le tombe ipogeiche risalenti alla cultura di Ozieri, dette domus de janas. E ancora, ritrovamenti prenuragici ascrivibili alle culture di Monte Claro testimoniano la presenza umana.

Vi sono anche tracce nuragiche e ceramiche fenicio-puniche a cui è ascrivibile il tempio di Genna Cantoni, nei pressi dell’area archeologica di Matzanni.

All’età romana risale la città perduta di Metalla, ritrovabile in molte fonti e legata alle estrazioni minerarie della zona.

Nell’Alto Medioevo la zona fu dimenticata. Le prime tracce riapparvero dal IX secolo con la chiesa bizantina di San Salvatore. Dopo i bizantini la zona passò nel curato del Cixerri.

Poco prima del 1300, per incentivare lo sfruttamento delle risorse argentifere del territorio, venne fondata una nuova città, Villa di Chiesa (Villa Ecclesiae, Bidda de Cresias in sardo antico).

La nuova città fu fondata ristrutturando e ampliando gli insediamenti precedenti e richiamando nuovi abitanti. I Della Gherardesca costruirono un castello, detto di Salvaterra o di San Guantino.Il castello subi poi molte modifiche nei secoli. Oltre a questo costruirono le mura, i palazzi, un ospedale e un acquedotto.

I Della Gherardesca finanziarono inoltre la costruzione di diverse chiese tra cui Santa Chiara e Nostra signora di Valverde.

La costruzione di queste ed altre chiese oltre alla devozione del territorio dell’attuale iglesiente per la Chiesa, sembra siano ad origine del nome Iglesias.

Quando, dopo che fu condannato il Conte Ugolino, Villa di Chiesa passò al figlio Guelfo, qui venne coniata persino una moneta: Il tornese. Un chiaro tentativo di Guelfo della Gherardesca di ribellarsi al potere dello stato centrale.
Ciò non bastò a salvargli la pelle, quando suo zio Raniero della Gherardesca assali la città e Guelfo rimase ucciso.

Con la dominazione pisana Villa di Chiesa che ormai era una delle più importanti città sarde, raggiunse un periodo di benessere. Ciò soprattutto grazie all’estrazione di piombo e argento che raggiunse il picco del 10% dell’argento circolante in Europa. La città attrasse gente da tutta Italia e dalla Sardegna intera.

Fondamentale per la storia cittadina anche il Breve di Villa di Chiesa, un antico codice legislativo risalante al 1327, la cui copia si trova nella biblioteca comunale, un documento di valore i inestimabile.

La dominazione aragonese ha avuto un impatto importante sulla città, dato che a fasi alterne, gli aragonesi la dominarono dal 1324 per 4 secoli. La città fu una delle più importanti del regno, governata da un Capitano di Giustizia di nomina regia e da un Consiglio elettivo presieduto da un Giurato Capo. In questa fase storica si diffusero l’uso del catalano e poi del castigliano, dal quale deriva l’attuale denominazione: Iglesias cioè chiese.

I segni della presenza aragonese permangono tutt’ora sia culturalmente che architettonicamente.
Il successivo abbandono delle miniere portò al ripopolamento delle terre, prima abbandonate sia del Sulcis che dell’Isola di Sant’Antioco.

A partire dalla metà dell’800, grazie alla ripresa dell’attività mineraria, la città visse un periodo di rinascita economica, sociale e culturale. Molti tecnici e minatori provenienti dalla Sardegna e dal Nord Italia fecero si che entro il primi del 900 la popolazione quadruplico’. Finché nel secondo dopoguerra le miniere entrarono in crisi definitivamente.

Oggi le sue miniere costituiscono un patrimonio archeologico industriale riconosciuto dall’UNESCO.

La cattedrale di Santa Chiara,  del Tredicesimo secolo, ma anche le chiese della Madonna delle Grazie e di San Francesco, con il convento risalente al Sedicesimo secolo, sono solo due delle tante importanti chiese della zona.

Il Museo dell’Arte Mineraria e il Museo delle Macchine, contenenti grandi macchine da miniera, sono interessanti da visitare come le diverse miniere, tra cui Monteponi, San Giovanni e Masua.

Suggestivo è il complesso naturalistico del Monte Marganai, un bosco di notevole interesse floreale.

Iglesias lies at the foot of the Marganai mountains, in south-western Sardinia.

The area has been inhabited since the Nuraghic age, as witnessed by the remains visible in many sites.

Iglesias’ history has always been linked to mining activity. Today, the old mines scattered in its territory constitute a world-level mining heritage, whose importance has been sanctioned by UNESCO.

On 15 August Iglesias celebrates the Assunta, with the Candelieri (Candle-holders) procession.

Other much-loved events, again in August are the Crossbow tournament and the fascinating Medieval costume parade.

Il 15 agosto si festeggia l’Assunta, con la processione de I Candelieri e nello stesso mese si tiene il Torneo della Balestra e il caratteristico Corteo Medievale.

La Festa di Sancta Maria di Mezo Gosto,  conosciuta in città come Processione dei Candelieri in onore dell’Assunta, è una manifestazione storico-religiosa di origine medievale. E’ riconducibile al periodo di dominazione pisana della città, anche se non sono da escludere influenze più antiche. Tale evento si svolge il 15 agosto nelle vie del centro storico iglesiente che dimostra la fortissima devozione dei suoi abitanti in onore della Vergine Assunta. La suddetta processione è ben documentata nel Breve di Villa di Chiesa.

I Candelieri sono delle grandi macchine votive alte 4 metri e hanno bisogno di 16-20 persone per essere trasportati. Attualmente sono 8 e sono così suddivisi: Università di Villa, Gremio della Montagna, Gremio dei Vinajuoli, Gremio dei Lavoratori-Artigiani, Quartiere di Santa Chiara, Quartiere di Mezo, Quartiere di Fontana, Quartiere di Castello.

La rinascita della Festa è avvenuta nel 1992 con il ritrovamento e al restauro della colonna di un candeliere nell’aula capitolare della Cattedrale.

Dal 1993 è l’Associazione dei Candelieri B.V. Assunta che ogni anno cura ogni aspetto organizzativo della manifestazione insieme ai portatori della Vergine Dormiente e agli obrieri dei quartieri e dei gremi storici iglesienti.

Altre importanti manifestazioni della zona sono senza dubbio i riti della settimana di Pasqua, organizzati dalla Arciconfraternita del Santo Monte di origine antichissima, si legge infatti che il 16/06/1616 arriva l’elevazione al rango di Arciconfraternita.

I “confratelli” che formavano la associazione erano di provenienza nobile e appartenevano alle famiglie in vista della città. Si occupavano, e si occupano tutt’ora dei più bisognosi con opere caritatevoli di ogni genere

La gerarchia è composta da un Conservatore, da un vice Conservatore, un Tesoriere, un Segretario e dal Sacrista Maggiore che regolano le attività che vengono dirette e realizzate dal Corpo dei Confratelli o “Germani”.

L’abito di questi ultimi durante i riti è di ispirazione e influenza spagnola, bianco, lungo fino ai piedi e composto da un cappuccio con una visiera abbassata (sa visiera) dove compaiono solamente due fori per gli occhi.

Il martedì santo si svolge la processione “dei misteri”  dove vengono portati sette simulacri che ricordano la passione di Cristo: Gesù che prega nell’orto degli ulivi, la sua cattura, la flagellazione, l’Ecce Homo, la salita verso il Calvario, la Crocifissione e la Maria Addolorata. Le statue sono portate a spalla dai Babballottis tipica figura dei riti Iglesienti.

Il mercoledì santo si procede alla benedizione e distribuzione ai fedeli dei rami di ulivo che adornavano la statua di Gesù che pregava nelle processione dei misteri.

Il giovedì santo, la sera, il Santissimo Sacramento viene esposto. Il Santo Monte sortisce in processione per compiere questo atto di pietà e di fede accompagnato dalle altre confraternite cittadine (Santissimo Sacramento e San Giuseppe).

A questa processione partecipano adulti e bambini con il tradizionale abito da babbalotti che ricorda quello degli antichi flagellanti. Rigorosamente incappucciati, come d’altra parte i Germani del santo monte, sfilano per i selciati della città vecchia in religioso raccoglimento con la Vergine Addolorata. Il tamburo e la matraccas avvisano e scandiscono lo snodarsi del corteo.

Il venerdì Santo è sicuramente il giorno più suggestivo della settimana santa, i Germani provvedono in strettissimo riserbo alla deposizione del crocifisso alle 15.00 in punto e poi iniziano i lunghi preparativi per la processione del “descenso” che inizia in tarda serata nelle vie del centro storico illuminate con della torce accese.

Il corteo inizia con la presenza de “Is Vexillas” con gli strumenti della Passione di Cristo, poi è il turno di San Giovanni e la Maddalena, due bambini vestiti con abiti di foggia orientaleggiante accompagnati dagli Obrieri del Descenso che sono i due Germani responsabili della deposizione del Crocifisso e dei dettagli di questa processione, poi passano “Is Varonis” che rappresentano le figure di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo, accompagnati da due servi.

Poi è la volta del baldacchino con il Cristo morto portato a spalle dai fedeli, una statua a grandezza naturale del XVII secolo. Dietro il baldacchino con Gesu’ senza vita la statua dell’Addolorata scortata dai componenti dell’Arciconfraternita, ancora dietro la grande croce lignea portata dai “Penitenti”.

Un’altra importante manifestazione è il “Corteo storico medioevale” che si svolge per le strade della cittadina mineraria il 13 di agosto. Il corteo è un evento molto particolare e suggestivo per la bellezza degli indumenti tipici medioevali, indossati da centinaia di partecipanti. La manifestazione si svolge per le vie del centro storico. I partecipanti sfilano accompagnati dal suono dei tamburi, delle chiarine e dalle evoluzioni molto particolari degli sbandieratori.

I figuranti che partecipano alla sfilata sono intorno alle 500 unità e appartengono ai quattro Quartieri Storici della città di Iglesias (Castello, Santa Chiara, Fontana e il Quartiere di Mezo) ed alle associazioni, corporazioni e gruppi storici cittadini (Gruppo Storico Ghibellina,Società Balestrieri Villa Ecclesiae, Associazione Balestrieri Iglesias, Gruppo Storico Musici Porta Sant’Antonio, Compagnia dell’Arco, Gruppo Storico Antiche Porte, Corporazione Vignaiuoli Contadini e Tavernari, Sbandieratori Aquile Ghibelline, Corporazione lavoratori di Fosse, Saggitarii Vagantes, Sbandieratori di S.Guantino del Quartiere Castello) e di altri sodalizi soprattutto di alcuni comuni toscani come Pisa, Lucca, Sansepolcro, Castiglion Fiorentino, Massa Marittima e tanti altri.

Il corteo nato una ventina di anni fa, si ispira al periodo pisano di Villa di Chiesa (Iglesias secolo XIV) e ricrea, coi costumi dell’epoca, la borghesia toscana che viveva in città, fino dal tempo del conte Ugolino della Gherardesca, icona storica di questa bella città. Non a caso Iglesias presenta un taglio urbanistico e culturale toscano molto forte. È organizzato dalla S.Q.M.V.E. (Società Quartieri Medioevali Villa Ecclesiae) e il Comune di Iglesias cui va il merito di aver creato una manifestazione organizzata unica conosciuta ormai ben oltre i confini sardi.

I costumi tipici di Iglesias sono influenzati anche dai costumi spagnoli. Gli abiti tradizionali femminili sono: la “Nostrada”, con la “mantiglia” di seta bianca e celeste e la “Massaia”, con la mantelletta di panno e la gonna rossa, plissettata.

L’abito maschile tipico è invece di orbace nero accompagnato alle volte da un giubbetto di panno o velluto azzurro, indossato in passato dai benestanti. Originale anche il cappello nero a falda larga somigliante ai copricapi spagnoli.

Che dire, città dalla cultura ricchissima, da visitare, specie durante le sue manifestazioni tradizionali e in costume e le sue sfilate variopinte…Fede