I sogni spezzati

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I SOGNI SPEZZATI

Eri una ragazzina con i suoi sogni e la sua spensieratezza. Eri allegria e sorrisi. Camminavi felice, con la testa tra le nuvole perché da poco tempo avevi dato il tuo primo bacio. Innamorata dell’amore e di quella sensazione che dona, aggrappata a quel volo di farfalle nello stomaco, volavi lontano.
In un giorno qualunque in cui tutto questo ti è stato strappato via…

La paura non ti permetteva nemmeno di respirare e non era il dolore fisico a spaventarti tanto, ma la tua anima che andava in pezzi. Quelle mani che con forza cancellavano definitivamente chi eri lacerandoti la pelle e lo spirito, quelle mani che per far cessare le tue grida hanno rincarato la dose, diventando sempre più forti e violente e tu, sempre più piccola e muta sotto il peso di un corpo sconosciuto che violava tutto ciò che eri.

Hai smesso quasi di respirare attendendo la fine, nell’indifferenza di una bestia che di fronte alle lacrime di una ragazzina ha sorriso dicendo: “Impara, ti servirà a far felice un uomo”!
Ricorderai quei respiri fino all’ultimo dei tuoi giorni e ogni tanto ancora ti capita di sognarli… Poi l’odore, quello non lo puoi scordare, è rimasto come impregnato sulla tua pelle e ogni tanto quando ti lavi ti sembra ancora di sentirlo.
Il tempo è passato e tu hai visto guarire le ferite esteriori, ma non quelle interiori, del resto, per quelle serve molta più forza.

Era difficile anche farsi una doccia e lavarsi le parti intime perché anche solo sapere di averle ti ripugnava… E toccarti ti faceva paura. Avevi come l’anima sporca e se avessi potuto ti saresti cancellata completamente dalla faccia della terra.
Hai vissuto così per anni, ribellandoti ad ogni forma di ordine o sottomissione e rifiutando ogni tipo di consiglio e di limite.
Una vera e propria RIBELLE, che per quei capelli lisci di un colore nero/blu che ti arrivavano alla vita, quella giacca in pelle, i jeans a campana con la bandana in vita e la tua aria da dura, venne soprannominata: “L’indiana”.

Eri una di quelle da “Temere”, che era meglio avere come amica che come nemica. Veramente in pochi sapevano che dietro la corazza di una ragazza di 19 anni, in verità, si nascondeva una bimba di 15 anni a cui erano state strappate le ali e l’unica cosa che desiderava era solo nascondere al resto del mondo le sue paure e quelle profonde cicatrici.

Era passato altro tempo e tu avevi cominciato a saper convivere con quel peso, portandolo ancora con enorme fatica, ma in modo più dignitoso… Perché TU non avevi colpe.
E’ stato proprio il capire che “TU, NON AVEVI COLPE” a spingerti verso la salvezza, a non nasconderti e a non vergognarti di ciò che avevi subito, perché non eri tu quella che doveva indossare l’etichetta della “Vergogna”!
Questo ti ha spinto a non dargliela vinta a chi ti aveva fatto tutto questo! Vegetare era regalargli ancora te stessa, ancora di più… Più di quello che senza il tuo consenso già si era preso!
Riprenderti la VITA sarebbe stato il tuo obiettivo…

Ecco che hai sfidato con enorme coraggio te stessa, ti sei fatta male ripercorrendo ogni attimo, parlandone e curando finalmente quelle ferite interiori che fino a quel momento avevi accuratamente nascosto. Hai dato voce a quella bambina di 15 anni, lasciandola piangere e urlare fino a quando non è crollata stremata … Per poi rialzarsi finalmente, nelle sue vere sembianze, quelle di una donna di ormai 22 anni!
Una donna che non si vergogna più del suo passato, ma lo porta come una medaglia d’onore, perché dopo aver combattuto una guerra, vittoriosa è tornata a casa.

Una medaglia importante, in onore di tutte quelle donne che quella forza non sono riuscite a trovarla, magari perché non ne hanno avuto la possibilità. Quelle donne il cui tempo si è spezzato senza pietà in quel momento…
Quelle donne che avranno 15 anni per sempre.

Silvia Nelli ©

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