I segreti e principi della cucina smartfood. Pochi concetti, ma efficaci.

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Quando si parla di cucina Smartfood ci si riferisce alla prima dieta in Europa con il bollino scientifico ovvero certificata scientificamente.

Smart è un aggettivo un po’ in voga che sta anche a significare intelligente. E intelligenti sono quegli alimenti che permettono di vivere meglio e più a lungo, perché hanno in se le molecole giuste.

La cucina Smartfood, (o dieta) non è uno scherzo o una trovata commerciale, ma un serio lavoro di ricerche globali in ambito nutrizionale. Il risultato è un concentrato di consigli utili che si traduce in uno stile alimentare vincente e sano.

Il sistema fa riferimento al metodo scientifico di Galileo, ovvero tanta ricerca e revisione di migliaia di informazioni e studi sul cibo provenienti da tutto il mondo.

Il risultato è che Smartfood è la prima dieta in Europa ad avere la certificazione di un istituto clinico e di ricerca: lo IEO, l’Istituto europeo di oncologia di Milano.

Per pura curiosità ho voluto provare per un certo periodo a seguire le indicazioni di questa dieta. Devo dire che fisicamente già in un mese scarso la sensazione di benessere fisico rispetto al prima era importante. Dunque sicuramente per esperienza personale è un tipo di dieta equilibrata e sana che non lascia carenze particolari, anzi.

Ovvio, come tutte le diete andrebbe accompagnata da un parere medico, ma questa dieta cui si abbina una cucina, a differenza di molte altre, ha un fondamento scientifico.

In realtà si tratterebbe di un regime alimentare da seguire tutta la vita, per mantenersi in peso forma, prevenire tumori, patologie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative.

Il principio di questa dieta è semplice: gli ingredienti: 30 protagonisti, ovvero gli Smartfood, alleati della linea e della salute. Si tratta di cibi che  saziano, contrastano l’accumulo dei grassi, aiutano il sistema immunitario e allungano la vita in salute.

Gli Smartfood sono ingredienti scelti, speciali e facilmente reperibili. Ingredienti dunque della quotidianità, seguendo la salda tradizione della dieta Mediterranea.

Una dieta Mediterranea completata da alcuni ingredienti Smartfood “esotici ” come la Curcuma, proveniente dall’Oriente o le noci Brasile e la quinoa del Cile.

Dunque la struttura alla base di questa dieta è piuttosto lineare e semplice: 30 cibi Longevity ( cibi di lunga vita ) e Protective (alimenti che proteggono l’organismo ).

Gli Smartfood si distinguono dunque in Longevity e Protective: I Longevity Smartfood contengono molecole che hanno dimostrato negli studi di nutrigenomica in laboratorio e su modelli animali di stimolare le vie genetiche che influenzano la durata e la qualità dell’esistenza.

Certe sostanze modificano l’espressione del DNA e quindi lo stato di salute. Le molecole smart, addirittura, sembra che riescano a imbavagliare i geni dell’invecchiamento e ad attivare i geni che allungano la vita.

Queste vie genetiche coincidono con le vie del metabolismo. I geni dell’invecchiamento, o gerontogeni, si accendono dopo pasti copiosi e ordinano che si ricavi energia nelle cellule e si immagazzini grasso.

Ma l’iperproduzione di energia genera radicali liberi e alla lunga danni cellulari, mentre i tessuti adiposi abbondanti si comportano come una ghiandola che secerne sostanze infiammatorie: entrambe le cose innescano il decadimento fisico, l’obesità e le malattie legate alla senescenza, quali il cancro.

Al contrario, quando si mangia poco o si digiuna, i gerontogeni non si esprimono o si esprimono meno e “parlano” i geni della longevità: impongono che si usi l’energia disponibile soprattutto per riparare i vari danni a carico dei tessuti. I pranzi ripetuti da pascià non sono un viatico verso una vecchiaia in salute.

Invece la restrizione calorica, una sorta di semi-digiuno che prevede una riduzione del 30-40% dell’apporto calorico giornaliero, allunga la vita in tutte le specie in cui è stata sperimentata, scimmie incluse.

Dovremmo allora privarci del cibo in modo programmatico come gli animali di laboratorio? Arduo (e giustamente) per la maggior parte delle persone. L’ipotesi affascinante è che con alcuni cibi mangiamo ed è come se non mangiassimo. Su queste idee si basa la cucina Smartfood.

A quanto pare si può mimare il digiuno con tutte le verdure e con un certo quantitativo di grassi. Ed ecco i Longevity Smartfood. Alcune loro sostanze, com’è emerso in studi di laboratorio e su modelli animali, mimano il digiuno, provocano gli stessi effetti sui geni che ha lo stress dell’assenza di nutrizione: non s’immagazzina adipe, non si produce energia di pronto uso, si pensa all’integrità dell’organismo.

Sono sette le molecole smart individuate finora contenute negli alimenti della cucina Smartfood, che sembrano talmente abili da instaurare legami chimici che vanno a inibire i geni dell’invecchiamento e a svegliare i geni della lunga vita: antocianine, capsaicina, curcumina, epigallocatechingallato, fisetina, quercetina, resveratrolo.

La Dieta Smartfood ha riunito 20 alimenti Longevity che le contengono in quantità abbondanti:

  • – arance rosse (antocianine);
  • – asparagi (quercetina); – cachi (fisetina); – capperi (quercetina);
  • – cavoli cappuccio rossi (antocianine);
  • – ciliegie (antocianine);
  • – cioccolato fondente almeno al 70% (quercetina);
  • – cipolle (quercetina);
  • – curcuma (curcumina);
  • – fragole (antocianine e fisetina);
  • – frutti di bosco (antocianine);
  • – lattuga (quercetina);
  • – melanzane (antocianine);
  • – mele (fisetina e quercetina; anche antocianine se rosse);
  • – patate viola, sia le dolci sia del tipo vitelotte o highland burgundy red (antocianine);
  • – peperoncino e paprika piccante (capsaicina); – prugne nere (antocianine);
  • – radicchio rosso (antocianine);
  • – tè verde e tè nero (epigallocatechingallato);
  • – uva (resveratrolo; anche antocianine se nera).

Ci sono risultati di indagini sugli esseri umani che correlino i Longevity Smartfood a una maggiore aspettativa di vita? No.

Ma ci sono studi ed elementi empirici che ne hanno evidenziato proprietà notevoli su uomo e animali.

La nutrigenomica è una disciplina nuova e mancano le basi per fornire una dieta settimanale precisa di lunga vita. Ma mangiarne, quando disponibili stagionalmente non può che far bene.

I 10 Protective Smartfood sono invece cibi e categorie di cibi fonti di macronutrienti. Minerali come calcio o ferro, vitamine e fitocomposti (molecole proprie delle piante, quali i polifenoli).

Anche in questo caso vi sono tantissime ricerche che hanno mostrato come questi alimenti se consumati regolarmente, allontanino obesità e molte malattie croniche come diabete, patologie vascolari, demenze e tumori. 

Questi cibi sono i seguenti:

  • – aglio;
  • – cereali integrali e derivati;
  • – erbe aromatiche;
  • – frutta a guscio;
  • – frutta fresca;
  • – legumi;
  • – olio extravergine d’oliva;
  • – oli di semi spremuti a freddo;
  • – semi oleosi;
  • – verdura.

Ovviamente qui contano anche i metodi di cottura che comportano meccanismi chimici che rendono più o meno disponibili per l’organismo le sostanze utili. Bisogna fare in modo che certe sostanze possano agire senza essere inibite dai metodi di preparazione, e questo è un altro concetto importante nella cucina Smartfood.

Questi trenta alimenti sono la base della dieta, sono quelli che devono essere presenti sempre. Poi vanno combinati con tutti gli altri cibi come le proteine animali, il pesce, la carne, le uova, i formaggi. Ma questi devono essere presenti.

Non esistono regole ossessive nella combinazione, ma una proporzione nei pasti da seguire e tante ricette si.

Le scopriremo!

Per maggiori informazioni vi invito a leggere:

L.D.