I Riti Pasquali al tempo della Pandemia

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Siamo nella settimana dei riti pasquali, specialmente al meridione e nel suo estremo sud-est, nel tacco d’Italia ci mancheranno in particolare ad esempio ” lu panarieddhu ” una sorta di ghiottoneria prodotta intrecciando foglie di giovani palme intorno ad un cioccolatino, non prima di aver per tempo raccolte tenere foglie verdi di palma tenute per un pò di tempo sotto la sabbia ad ingiallire, quella dei panieri formati intrecciando le foglie degli alberi delle palme è una tradizione, questi panieri contenenti a volte cioccolatini si regalavano dai fidanzati alle fidanzate che ricambiavano a Pasqua con la “cuddhura”.

La palma benedetta, simbolo di pace, si poneva nell’intercapedine del quadro situato sul letto matrimoniale oppure dietro la porta d’ingresso delle abitazioni per tenere lontane in entrambi i casi le malattie. Il ramoscello d’olivo, invece si poneva in un angolo del campo per proteggere i raccolti. Come non ricordare poi le serenate pasquali, anche quelle stile musical de ” Lu Santu Lazzaru ” una serie di serenate cantate in rima, che nei paesi della Grecia Salentina raccontano la Passione di Cristo in griko. Che dire poi delle passeggiate nei borghi del Salento durante la serata del giovedi gli imperdibili ” Sepolcri “, già dalla mattina del giovedì le campane sono mute “ttaccate” (attaccate) e le funzioni religiose sono annunciate dal suono sordo delle “trenule” a volte accompagnate dal suono di un corno.

Quindi si preparano e si allestiscono i sepolcri. Una consuetudine ancora in uso è quella di utilizzare nei sepolcri il così detto ” piattu pe lu sapurcu “, un piatto per il sepolcro, formato da grano germogliato al buio, riprendendo così un’antica tradizione che altro non è che la trasposizione del mito di Adone, che moriva e rinasceva ogni anno. Dal giovedì santo alla Pasqua le massaie un tempo evitavano di fare il bucato per non incorrere nelle pene dell’inferno.

Come abbiamo già detto, suggestive sono le processioni del venerdì santo in molti centri salentini, accompagnate dalle bande musicali che intonano motivi lugubri e strazianti. Interessante è anche la processione del sabato mattina a Galatina per la grande partecipazione della folla. Meste processioni che durante la via crucis del venerdi sera raggiungono il massimo del pathos. Si credeva che chi fosse nato o battezzato il Sabato Santo sarebbe stato nella sua vita molto fortunato, e se maschio e nato da una famiglia povera, si sarebbe fatto prete a spese del Capitolo come avveniva a Maglie. Così dopo un sabato di silenzio ed introspezione ecco la gioia della Pasqua con l’esplosione e l’incendio della ” Curemma o Quaremma ” rappresentata da una vecchietta con la conocchia in mano ed un’ arancia amara, con sette penne infilzate. Questo fantoccio viene appeso al camino all’inizio della quaresima ed ogni settimana si sfila una penna dall’arancia.

L’ultima penna viene sfilata a Pasqua, giorno in cui si butta nel fuoco la quaremma. In alcuni paesi del Salento ancora oggi, si espone ai crocicchi quale monito di penitenza. Arrivata Pasqua la quaremma si distrugge. Si cosparge di liquido infiammabile, le si mette na battaria nculu (una serie di petardi nel didietro), e si incendia saltando in aria disintegrandosi, tra l’allegria di tutti. Il giorno di Pasqua a mezzogiorno tutti i parenti si univano a tavola per gustare il pranzo, tutti vestiti con gli abiti della festa e gustando un pranzo che un tempo era a base di cicorie cotte in acqua e condite con olio di oliva, uova sode, la “marzotica” gustata con fave verdi e non mancava mai la “cuddhura” ciambella con una o più uova sode.

Le feste pasquali terminano con il lunedi di Pasquetta ma come sempre nel Salento si tende ad allungarle. Infatti mentre in tutta Italia il lunedì in Albis si festeggia ovunque la pasquetta, a Noha si svolge una fiera dedicata ai cavalli con gare di tiro, potenza ed altro, mentre i leccesi, sempre originali e un pò snob festeggiano la pasquetta il martedì, tradizione conosciuta a Lecce come ” Lu Riu” che sarebbe la scampagnata che una volta i leccesi facevano per raggiungere la chiesina della Madonna d’Aurio posta nel feudo di Surbo, ma vicinissima alla periferia leccese, quindi questa usanza del ripetere la pasquetta anche il giorno dopo nasce dalla tradizione di voler raggiungere questa chiesina dedicata alla madonna di Loreto che la forma dialettale d’Aurio ha trasformato in “Lu Riu”.

A Sternatia nel cuore della Grecìa Salentina invece la pasquetta avviene il giovedi dopo Pasqua tenendo conto del calendario bizantino. In questo periodo di clausura per il COVID 19 meritano un plauso l’arciconfraternita dell’Addolorata di Galatina che dopo aver creato una pagina Facebook in questo periodo tramite la pagina Facebook e il canale video Youtube sono vicini ai tanti fedeli tramite social.

Ecco gli appuntamenti che vi segnalo.

Venerdi 10 aprile alle 19.30 Via Crucis trasmessa in diretta streaming dalla chiesa Madonna della Luce co-patrona di Galatina sul canale Youtube Madonna della Luce Galatina.

Sabato 11 aprile alle 8.30 PENSIERO RELIGIOSO officiato dal rettore Mons. Aldo Santoro trasmesso in diretta streaming dalla chiesa Addolorata sul profilo Facebook MARIA ADDOLORATA.

Domenica di Pasqua 12 aprile alle ore 8.30 SANTA MESSA trasmessa in diretta dalla chiesa Addolorata visibile sul profilo Facebook MARIA ADDOLORATA. Buoni riti propiziatori a tutti voi.

Raimondo Rodia