I resti della chiesa di S.Biagio a Calimera dove solo i ” Puri ” possono varcare la soglia

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S.-Biagio-CalimeraOggi nel giorno dedicato a S. Biagio vi voglio raccontare di un posto alquanto particolare, quella che era ed è lo stato attuale della masseria S. Biagio di Calimera. La nostra passeggiata virtuale parte dal “ Percorso degli Odori ”, un percorso sensoriale dove è possibile sentire i profumi, toccare con mano, ammirare e conoscere le piante officinali e aromatiche più diffuse nel territorio salentino. Si prosegue con il “ Laghetto delle Bufale ” dove si possono ammirare questi grandi mammiferi da cui si ottiene il latte per la produzione delle Mozzarelle e Formaggi nel caseificio aziendale annesso alla Masseria, l’unico in provincia di Lecce che produce la mozzarella di bufala. Ma passiamo ai resti del casale, oltre ad una recente chiesa del XIX secolo dedicata a S. Biagio, tutta la zona intorno offre uno spaccato del vivere contadino del passato. La cappella esistente in loco dedicata a S. Biagio, con l’intero sito localizzato sulla strada di Borgagne è interessante dal punto di vista naturalistico, archeologico ed è caratterizzato dalla presenza di numerosi boschi di quercia della specie “Ilex” cioè il leccio, residui di quelle grandi foreste che in passato coprivano quasi l’intero territorio provinciale. Gli stessi abitanti di Calimera, fino ad un secolo fa, traevano il loro reddito dall’abbattimento della foresta formata da querce per farne carbonella da ardere, tanto che ancora adesso l’epiteto degli abitanti del paese grecanico è “ Craunari ” cioè gente che faceva il mestiere del ” Carbonaio “. Il sito oltre ad essere interessante per gli aspetti naturalistici lo è anche per la presenza dei dolmen Placa e Gurgulante. La zona di S. Biagio si presenta ricca di acqua ed in passato fu abitata da varie comunità di cui restano cisterne, tombe e fosse granarie. La chiesa di S. Biagio, edificata intorno all’anno mille, comprendeva un solo vano semi-ipogeo con volta a botte. Nel XVIII secolo una nuova costruzione inglobò la vecchia ricavando, al piano rialzato, due vani per i religiosi, trasformata poi in stalla nel secolo successivo e poi in fienile. Oggi si sta tentando un recupero dell’edificio. Molto interessante i resti di affresco sopra l’altare principale, ma quello che colpisce è un eloquente scritta all’ingresso della chiesa che ammonisce ” INGREDERE LIMINA PURUS ” cioè ” il puro varchi la soglia “, la data 1758 chiude l’epigrafe, siete pronti ad affrontare la trappola che si cela oltre la soglia? All’esterno fanno tristezza intorno alla costruzione i cocci originali in terracotta delle tegole del tetto che ormai non c’è più e che una volta coprivano la struttura, oggi imbardata e coperta. Poco distante un aia antica ovale racconta la trebbiatura del grano ed accanto i resti della strada che tagliando da est ad ovest il salento leccese partendo da Roca sull’Adriatico, arrivava a Torre S. Giovanni sullo Ionio. Interessante notare le pietre miliari che al tempo dei romani e delle centuriazioni dei campi, misura ogni sette passi d’uomo una grande pietra conficcata al centro tra le altre più piccole che formano i muretti a secco che erano ai lati di questa antica strada, inoltre si può notare ancora oggi una pietra sporgente dal muretto a secco che fungeva d’aiuto al cavaliere per salire agevolmente in groppa al suo destriero. Ultima tappa della visita è lo “ Zoo ” con la presenza di animali esotici e domestici, qui piccoli ed adulti entrano a contatto diretto con gli animali, potendoli accarezzare e dar loro da mangiare. Nella Masseria San Biagio, oltre alla Bufale, risiedono diversi animali molto diffusi in Asia meridionale, Brasile e Medio Oriente, in questo angolo di terra salentina è stato possibile ricreare armoniosamente il loro habitat naturale: caprette tibetane, cigni bianchi, emù, gallinelle messicane (specie esotiche), lama, pavoni dai colori vivaci, i più comuni maialini ed i loro parenti cinghiali, per finire con le mucche. Ci sarebbe da raccontare molto altro su questo sito e su Calimera paese grecanico che non nasconde le sue origini ( Calimera tradotto dal greco significa Buongiorno ). Vale la pena ad esempio visitare la chiesa rurale dedicata a S.Vito con all’interno un Men an thol cioè una pietra forata attraverso la quale si svolge, ancora oggi, un rito legato alla fertilità. Passando attraverso la pietra forata si compie un antico rito propiziatorio legato alla fertilità, rito di chiare origini pagane, accolto dalla cristianità come altri riti antichi e ripetuto annualmente il lunedì di pasquetta. Per una visita più approfondita vi rimando ad un altro articolo, ma sopratutto vi invito a vedere dal vivo queste meraviglie.

Raimondo Rodia