I giorni dispari del mistero

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I GIORNI DISPARI DEL MISTERO

I

Traccio passi informi
in un tempo che stringe
la sua stretta morsa
e accartoccia gli anni
lungo le gettate stagioni.

Consumo teorie
alla ricerca affannosa
di un senso che regge
i giorni dispari del mistero.

Quante domande seminate
al pari di invocate risposte:
germogli abbandonati
nell’arido deserto
delle certezze vaghe.

Apparecchio la mia tavola
con verità truccate
da false ideologie;
imbratto idee con buffe filosofie.

Incateno al palo
un credo mascherato
da apocrife convinzioni.

Sorseggio una fede,
che sbarra le porte alla coscienza
e getto via la chiave
nel pozzo dei mistici concetti.

Concetti triti e ritriti
che, in specchi deformanti,
si allungano, si allargano,
si accorciano, si stringono
attorno ad un’esistenza derubata
da una visione obliqua.

Una diagonale taglia verità
e ricama teoremi:
regole che vigono con la legge
delle prospettive terrene.

II

Metto a fuoco valori elevati all’assurdo
ed edificano archi spalancati
alle smisurate opinioni.

Perdo la bussola
in un gioco di scatole cinesi
e lego il mio pensiero all’eterno cruccio.

Costringo l’idea a sposare l’istante
senza chiedersi il perché,
ma resto impigliata
in quel vortice pensante,
che non sfila i grani dell’antinomia.

Vengo risucchiata, arrotolata
nelle imprevedibili circostanze
e all’improvviso, mi sorprendo
a guardare le lancette che avanzano
sul quadrante dell’età.

All’orizzonte, già intravedo,
avvicinarsi il tramonto,
giacché mi affretto a vivere,
prima che le campane suonino
il rintocco greve della sera.

@ Anna Cappella @