I DELITTI DELLA PRIMAVERA

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I  DELITTI DELLA PRIMAVERA  di Stella Stollo

RECENSIONE  di Maria Cristina Pazzini

Un libro molto piacevole da leggere e interessante dal punto di vista storico, che descrive la società Fiorentina del periodo Rinascimentale, con precisione ed esattezza. Il racconto è avvincente e ricco di personaggi ben disegnati, intrecciati tra loro, lungo una trama disseminata di delitti efferati e misteriosi. Il mandante, personaggio intrigante, opera attraverso due compari, uomini sempliciotti e interessati al guadagno, a cui fa uccidere donne che in comune hanno la bellezza e in qualche caso la cultura. Ciò provoca scalpore e ribellione presso la società dell’epoca, in cui la donna non doveva intralciare il volere dell’uomo e i dettami ben radicati della comunità. Il concetto è largamente difeso anche dalla chiesa strettamente legata all’aristocrazia. Non dimentichiamo che erano gli anni in cui il frate domenicano Savonarola, arringava dal suo pulpito contro il lusso e la lussuria seminando paura e sospetto tra la gente. L’autrice mette in risalto, con estrema efficacia, la contrapposizione tra il mondo dell’aristocrazia, sofisticata e odorosa di bello, e il mondo del popolo relegato ai margini della città. Tra le due realtà si muovono con abilità, i grandi Maestri dell’arte, che nelle loro botteghe aspirano a cambiare le regole del mondo, ospitando filosofi, scienziati e grandi navigatori. Ma la particolarità della storia è che si muove su un doppio binario: quello dei delitti compiuti a danno della donne e di un giovane ragazzo omosessuale e quello della realizzazione dell’opera del Botticelli “La Primavera” a cui sembra rifarsi l’autore degli omicidi riportando sulla scena dei delitti alcuni particolari della celebre tela. Il racconto si avvale di efficaci salti di tempo che riescono con maestria a collocare i crimini disseminati nell’arco di dieci anni, seguendo lo svolgimento dell’opera Botticelliana dalla nascita al suo compimento. Questo provoca grande travaglio e disperazione nel Botticelli, ma un investigatore speciale, il cui nome è Filippino Lippi, allievo del Maestro, riuscirà, con astuzia e pazienza, a dipanare il mistero.  Stella Stollo è nata a Orvieto e vive in Toscana, ha pubblicato due romanzi brevi dai titoli: “Io e i miei piedi” e “Algoritmi di capodanno” in questo ultimo lavoro l’autrice spazia, tra il mondo dell’arte, dell’alchimia e della magia, dipingendo un bellissimo affresco composto da personaggi e situazioni in cui essi si muovono con estrema agilità, appassionando il lettore fino all’ultima pagina.

Maria Cristina Pazzini