Huidobro, chi è?

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Per la giornata della poesia google ha dedicato il suo doodle al Huidobro.

Ma Chi è o meglio chi fù costui?.

Si tratta di un poeta meno conosciuto di altri ma di grande importanza culturale, un poeta cileno, considerato l’ideatore del “creazionismo” poetico vissuto ad inizio 900′. Amo molto l’idea, la tendenza di fare della poesia uno strumento di creazione assoluta. Spesso su questo sito abbiamo dato spazio ai tentativi spontanei di collegare in modo creativo testi tra loro o con arte visiva. Lui chiudeva la poesia in una bolla, una bolla incantevole.

Vicente Huidobro nacque a Santiago del Cile nel 1893. Di famiglia benestante e culturalmente attiva, era figlio di Luisa Fernández Concha, un’attivista femminista del tempo. Visse tanti anni a Parigi dove conobbe Picasso, Apollinaire, Reverdry e molti altri esponenti avanguardisti di inizio 900′. Morì il 2 gennaio 1948.

Ad oggi è considerato fra i quattro maggiori poeti cileni di sempre insieme a Neruda, Mistral e De Rokha.

Per Vicente Huidobro, il vero poeta aveva un che di divino, di geniale. Il cileno fu uno dei più grandi poeti del suo tempo assieme a De Rocka, Mistral e soprattutto Pablo Neruda con cui non andava proprio d’accordo.

Il creazionismo era un movimento da lui definito nel 1925, nella sua raccolta saggi Manifesti, come quella scuola di pensiero che definisce la poesia come un contenitore in cui ogni parte che lo costituisce, e tutto l’insieme, mostrano qualcosa di nuovo, slegato dal mondo esterno e da ogni realtà al di fuori. La poesia resta un nucleo a sè, come una goccia d’olio in una bottiglia d’acqua, mi vien da pensare.

Vicente pensava che ogni poeta dovesse mostrare qualcosa che non si fosse mai visto, di nuovo, ma che si vorrebbe tanto vedere. Diceva: «Quando scrivo: “L’uccello fa il nido nell’arcobaleno”, si presenta un fatto nuovo, qualcosa che non avevate mai visto, che mai vedrete”.

Ecco il creazionismo, il poeta dice quelle cose che mai si direbbero senza di lui, di fatto diventa una sorta di visionario. In questa maniera le poesie create ci donano momenti sublimi, diversi da molti testi insipidi.

Non necessariamente dev’essere qualcosa di grandioso o maestoso, può benissimo essere un umilissimo sublime, privo di qualsivoglia pretesa. La poesia creazionista ha in se immagini create, situazioni create, concetti creati.

Concetti ed elementi sono totalmente inventati, e non importa della loro realtà o veridicità precedenti alla poesia.

Culturalmente e politicamente, durante la sua militanza anti franchista si scontrò spesso con Neruda. Di datto col creazionismo diede vita ad una poesia nuova, rinnovò il vocabolario poetico, diede nuovo ritmi alla poesia.

La sua arte e il suo spirito innovativo e anti reazionario lo si trova in Orizzonte quadrato (Horizon carré), Stagioni scelte (Saisons choisies, 1921), Equatoriale (Ecuatorial, 1918), Altazor o il viaggio in paracadute (Al tazor o el viaje en paracaidas, 1931), Il cittadino dell’oblio (El ciudadano del olvido, 1941). 

Tutte opere molto innovative, che contribuirono alla crescita del movimento poetico mondiale. 

D.L.

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Foto da Google 10/01/2020