Hip-hope di Riccardo Guasco. Un salto indietro di 30 anni.

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Ci sono un gruppo di abili illustratori che hanno deciso di collaborare online con lo scopo di creare un vero emporio della maglietta d’autore. E hanno creato T-Shirt.it  (clicca sul banner qui sotto).

Noi di Lodame servizi, siamo sempre molto attenti a queste belle iniziative che possano aiutare l’arte a “sdoganarsi” da certi cliché e gli artisti a dare valore alla propria creatività. 

Qui si coniuga l’esclusività dei disegni con la qualità dei tessuti e ogni T-Shirt diventa davvero personalizzata, una piccola opera d’arte.

In evidenza sul sito in questi giorni Riccardo Guasco, uno degli illustratori del team: “Illustratore e pittore, Riccardo è dotato di quella peculiare forma di sensibilità per cui la grazia formale va di pari passi con la delicatezza dell’intenzione.

Basta guardare una qualsiasi delle sue opere: che si tratti di un annuncio pubblicitario o della cover di una rivista, non manca mai quel tocco di stupore che è prerogativa degli sguardi poetici. Il risultato sono immagini che fanno sorridere anche gli occhi.

Riccardo si definisce un innamorato del manifesto, che considera uno strumento capace di educare alla bellezza del mondo. E infatti, la straordinarietà del suo stile prettamente pittorico sta proprio nell’ordinarietà dei pretesti che ritrae, e che la sua matita tramuta in situazioni artistiche: tra sogno e quotidiano, le figure umane diventano corpi trasfigurati in torsioni piene di slancio, fino a fondersi con gli elementi di contesto”.

COMPONENTE MANUALE

Anche se realizzate in digitale, le T-Shirt partono sempre da un bozzetto a matita, che poi viene colorato sommariamente a pennello prima di essere rifinito al computer.

Non c’è dubbio che sia proprio la nascita sulla carta a conferire ai disegni tanta leggerezza e finezza; la stessa leggerezza che permette a queste creazioni di prendere il volo e di atterrare su campagne pubblicitarie, riviste, libri, cappelli e biciclette.

Riccardo tra l’altro ha all’attivo tante collaborazioni nel mondo della comunicazione come evidenziato nel suo spazio sul sito.

“Riccardo ha collaborato con: The New Yorker, Eni, TIM, Diesel, Rizzoli, Baldini & Castoldi, Poste Italiane, Campo Viejo, Giunti, Moleskine, Rapha, Thames & Hudson, DeAgostini, Sole 24 Ore, Emergency, Greenpeace, Rai e L’Espresso”.

Il concetto della linea di Riccardo Guasco 

Ovviamente dietro una linea di t-shirt disegnate c’è sempre un concetto, un’ idea. Riccardo ha deciso di fare un salto indietro nel tempo, negli anni 80′.

“In TV imperavano le improbabili trame dei cartoni giapponesi, al cinema le grandi saghe di Indiana Jones, Ritorno al Futuro e Star Wars, alla radio la musica di Michael Jackson, Madonna e Duran Duran: Chiunque di noi abbia anche solo sfiorato gli anni Ottanta (vale a dire i nati fino a metà del decennio) non può che serbare un ricordo particolarmente intenso di quel periodo. Tutto era eccesso: la musica, le acconciature, le giacche con le spalline imbottite…

Conclusi i grigi e violenti anni Settanta, il mondo scopriva una nuova leggerezza. Le ideologie tramontavano e l’impegno lasciava il posto alla voglia di divertirsi e sperimentare”.

In quegli anni in America impazzano l’hip hop e i block party, le feste di strada in cui i giovani afroamericani e latinoamericani interagivano suonando, ballando e cantando. Dai passi della capoeira nasce nel Bronx la break dance, uno stile dinamico ben presto diffuso dall’America all’Europa e poi a tutto il mondo.

Il fenomeno del writing contribuisce a creare un’identità comune in questi giovani, che cominciano a vivere la città prima di tutto come spazio di espressione. Da qui l’idea di Guasco di ispirarsi agli Hip-Hope.

Dunque il nuovo soggetto che l’illustratore ha dedicato a T-Shirt.it, riscopre proprio lo spirito e le atmosfere di quegli anni: la cultura hip-hop, i graffiti old style, il fermento della New York violenta e creativa. È in quegli ambienti che muove i primi passi Keith Haring. Gli spazi pubblicitari vuoti della metropolitana di New York diventano ben presto per lui il laboratorio dove sperimentare le più ardite soluzioni grafiche.

Da dove ha preso spunto Riccardo per questa linea?

Presto spiegato: “A intraprendere questo percorso un po’ nostalgico e un po’ celebrativo sono stati un viaggio nella Grande Mela, la mostra su Keith Haring a Milano ma anche la serie Netflix “The Get Down”, che racconta proprio la nascita di hip hop, punk e disco music.

Hip Hope si rifà ai ballerini di break dance di Keith Haring, a cui aggiunge però capigliature afro, dischi e tute Adidas. Bastano le movenze del personaggio ritratto per raccontare un’intera epoca”. 

Riportare l’energia di quegli anni, che ebbero anche tanti lati positivi, ai nostri tempi. È questo il must di Riccardo Guasco.

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