Halldor Laxness. Gente indipendente

0
236

Halldor Laxness
Gente indipendente.

Un libro bello ma anche impegnativo, non si legge tutto d’un fiato, si gusta poco alla volta, data anche la mole.
Si svolge tra la fine dell’800 e gli anni della prima guerra mondiale, nella sperduta campagna islandese, ma le caratteristiche dei personaggi sono così “ semplici “ che potrebbe essere anche il 1700.
Il giovane Bjartur, orfano, compra a credito una vecchia fattoria in una zona sperduta della campagna islandese e vi si stabilisce con la moglie.
Sposata senza averla mai conosciuta prima, che lo teme e lo odia già dalla prima notte.
Mettono al mondo dei figli, allevano pecore e una mucca.
Dei 4 figli due se ne andranno abbandonandolo, gli altri hanno in sorte un destino poco favorevole.
Sempre per quel destino che rema contro, rimarrà padrone della sua fattoria, ma solo.
In questo romanzo la natura descritta è sempre nemica, la forza dei processi naturali è preponderante. Non è tanto la vita del povero Bjiartur, quanto la sua sopravvivenza al freddo, alla fame e alle malattie.

La sua storia evolve; da povero diventa ricco, mentre il tema fisso è la sua sopravvivenza, si tratta di tenere duro e basta, queste 600 pagine parlano di questo.
Questo grande romanzo è affascinante perché è come un documento ( non tutto obiettivo) ma c’è l’intenzione di descrivere la realtà.
E mano a mano che si legge si scoprono piccoli e grandi orrori: case come scatole di legno coi tetti in lamiera, muffa ovunque, gente che discute di argomenti poco piacevoli durante i battesimi o funerali, la fatica per la sopravvivenza e tanto altro.

La cosa che più colpisce è che il protagonista e i suoi accettano queste condizioni come normali, così era infatti, l’unico che ha avuto sogni che andavano oltre la brughiera e la fattoria sarà l’ultimo che partirà per l’America.
Quando il libro uscì, molti si offesero per il modo brutale con cui viene descritta la vita reale rurale, a dispetto della retorica islandese a proposito della virtuosa vita rurale.
Le ultime pagine affrontano l’inizio della prima guerra mondiale e le conseguenze sul popolo islandese.
Come ho già scritto è un bel romanzo che richiede un po’ di tempo, ma secondo me merita di essere letto, per la precisione della descrizione della vita, in una terra “difficile “ per i suoi abitanti.

Anna