Guido Guerrere. Io e Ernest

0
1106

Guido Guerrera
Io e Ernest

A cura di Anna Cavestri 

Bellissimo e struggente questo romanzo che racconta l’amicizia particolare tra Fernanda Pivano ed Hemingway. La Pivano è stata la fedele traduttrice in italiano dei romanzi del celebre scrittore. Qui Fernanda è l’io narrante del romanzo. La scrittrice era molto giovane quando a Cortina ha conosciuto il famoso scrittore, ed è bastato un abbraccio forte di lui per far scattare quella scintilla che ha fatto scaturire un rapporto tanto forte e tanto “unico “ tra i due.

Un grande amore mai consumato quello tra i due scrittori. Lei, pur ammettendo l’amore che provava per lui, non voleva compromettere il rapporto con la moglie che conosceva bene. È stata una vita sfrenata quella dello scrittore, tante passioni, le donne in primis, la scrittura, la caccia, le corride e l’alcool che scolava a fiumi. Nanda, (così la chiamava) è stata subito coinvolta in pieno nella vita di Papa ( così lo chiamava lei). 

Nei diversi viaggi a Venezia e a Cuba, lei entra sempre più nella vita di lui, conosce i suoi amici le sue donne, e ottiene sempre con un posto d’onore. D’altronde lui stravede per questa bella italiana, è la sua confidente d’eccezione, nonostante a volte lei preferirebbe non sapere. C’è complicità emotiva, comuni interessi letterari e condivisione di tempo, tra gli amici di lui, a casa sua con la moglie, con cui Nanda ha instaurato un buon rapporto.

Scopriamo in questo libro la vera natura di questo grande uomo, in tutti i sensi, con le sue fragilità, il suo carattere che tanto era dolce e accomodante a volte, tanto si trasformava in un caratteraccio anche per un nonnulla. Con lei è sempre stato amabile. La sua vita di scrittore ha attraversato momenti bui, i critici lo bandivano definendolo un alcolizzato e di questo ha sofferto molto, ma non per questo ha mai perso i suoi amici fidati, tra cui persone di ambienti altolocati molto affezionate a lui.

Nanda, quando era con lui, era in mezzo a loro, sempre come un’appendice del Papa.
Ogni volta che si separavano per lei era un grande dolore, che accettava perché così aveva scelto .
Ed è a lei che Ernst racconta i particolari della sua vita, quelli di cui si vergogna anche un po’, ma che lo definiscono per ciò che è realmente. Da lei accetta critiche e rimproveri, perché il loro rapporto è così schietto e sincero. Ed invecchiando le lascia i suoi pensieri più intimi, dell’uomo che si è sentito potente ed amato, con le sue mille contraddizioni, ma che ha sempre combattuto con la paura della “puta “ (la morte), in questa vita che è “di lei una lunga attesa”. A Cuba avviene questo momento di nostalgia, di memorie di dolore e tristezza. Insieme all’ultima moglie Mary, è stato vittima di un incidente durante una traversata in volo, era devastato nel fisico e nell’anima. Da questo incidente non si riprenderà più.
Nanda è davanti alla sua lapide, straziata, a parlare con Papa, a pregare di continuo, per tutte le tre sere che è rimasta lì, per l’ultima volta.

“Ecco la lapide che avevo tanto desiderato vedere,che avevo desiderato tanto non dovesse mai esistere “

Anna