Guerre e potere

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La guerra, questo nome orrendo, insignificante, sorgente di debolezza per uomini stolti. Si, quando l’uomo non è capace di dialogare, è sconfitto. Fa uso delle armi per dimostrare la propria potenza, la propria superiorità.

Si guarda a testa bassa il vincente, quando non si sa che è proprio lui il perdente. . Da che mondo è mondo, l’uomo è sempre stato belligerante, rubando territori che non gli competevano.

La grande guerra contro i nativi americani, l’abbiamo dimenticata? Altro che genocidio e per cosa? Per colonizzare terre appartenenti ad altri popoli. Quando un colonizzatore o figlio di ultima generazione, si definisce americano, non fa altro che mentire, in quanto europeo o figlio di europeo.

Tuttavia, l’America, il cui nome è attribuito al grande navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, togliendo così il primato a Cristoforo Colombo, che fu il primo europeo a toccar terra nelle Americhe, come è scritto sui libri, non fu scoperta per primo dal navigatore genovese (genovese poi, è tutto da chiarire), ma dai navigatori vichinghi, notizia scoperta dalla ricerca dell’università Statale di Milano.

Pertanto, Amerigo Vespucci diede il nome America al nuovo continente e non solo, diede il nome anche al Venezuela, per una semplice ragione. Quando vide che gli indigeni dell’attuale Venezuela, costruivano case su palafitte, il Vespucci ricordò Venezia, decidendo così di dare a quella terra il nome di Venezziola o Venezuela, cioè piccola Venezia.

Come si sa, la storia viene scritta dall’uomo, soprattutto dai vincenti di guerre (inutili), dei perdenti se ne sa poco.

Bisogna saper dialogare, la diplomazia calpestata dalla forza è un atto di sicura sciagura umana e questo l’uomo lo sa bene, ma sembra non voler capire. Come sarà il futuro dei figli di questo uomo testardo assetato di potere?

La geopolitica, questa parola coniata per l’ordine dei territori, fa paura; un domani qualsiasi Stato, può invadere un altro, tanto la sovranità è stata collocata nel dimenticatoio di chi, per sfortuna dei popoli tutti, vuole più potere.

Denis Cornacchia