Guardo il cielo

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“Guardo il cielo”

Di Maria Rosa Oneto 

 

Guardo sempre il cielo

sfuggito dalla mani

quand’ero bambina.

Teatro di follie e burattini.

Palcoscenico d’attori

con la barba e i baffi bianchi.

Prateria senza confini

dove scorazzano in pace:

gazzelle e leoni.

Tigri dagli occhi non più inferociti.

Umili pecorelle in braccio alle nubi.

Guardo oggi al cielo

in quell’infinita meraviglia

d’estasi e poesia.

Lo sento gemere e soffrire

quando il turbamento dell’anima

raggiunge l’Infinito.

Oasi eterna di delizie

ove faccio approdare il cuore

per immaginare

un amore scalzo d’inquietudini,

privo di mestizia e malinconia.

Sereno e brillante d’aurora

come un mattino d’aprile.

Guardo ancora al cielo

e nel farlo scavalco i limiti consueti.

Raggiungo la lussuria

di un piacere beato, esclusivo.

Un eremo di beatitudine assoluta..

Di frasi appena percepite

nell’aria affascinata

da un tremore d’ Angeli in volo.