Grido strozzato

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Grido strozzato

In una Colonia deserta, presso Cervia, si aggira una moderna Locandiera di goldoniana memoria.
L’ambiente, diroccato e in evidente stato di abbandono, si presta a fare da teatro a scene enigmatiche, dove una ragazza, è l’unico personaggio dell’intero contesto.

Serena Di Paolo -Bodypaing

Questa “Mirandolina” dei tempi moderni, si presenta con un grembiulino di organza bianco, una gonna blu a balze cerchiate di ferro e i tacchi a spillo.

Sulla pelle delle braccia, sul seno scoperto e sul viso perplesso e rassegnato, sono ben visibili delle striature di un rosso acceso. Forse, sbavature di rossetto o ferite che gocciolano sangue rappreso.
Strana governante all’esterno di un edificio devastato si mostra stanca al punto tale da abbandonarsi esanime sullo scalone sbrecciato che conduce in cortile.
I “tatuaggi” che esplodono con più evidenza nella terza foto, mettono in risalto chiaramente una sorta di sudditanza all’invisibile signore/padrone dell’intero maniero.

Sconcerta questa “immagine sacrificale”, dove le mammelle “torturate” da molteplici disegni tribali, diventano simboli di una passione erotica, forse, consumata con violenza.
Dietro grate arrugginite, la giovane “Locandiera”, sembra aver smemorato il pensiero per essere libera di vagare in ambiti più personali e intimistici. Emozioni che paiono “graffiare” ancor più in profondità le gote e l’anima contorta.

Soltanto un barlume di sole viene a raggiungerla, accendendole la faccia e il petto di speranza e dolce nostalgia.
Governante di un presente rattrappito, siede in posa statica su uno “sgabello di macerie”; alle spalle una sorta di murales o di affresco ammuffito dal degrado e dall’umidità.
Anche sulle gambe porta evidenti segni di sbucciature o ferite.

In piedi, in una cucina post-bellica, mostra i rimasugli di una pentola, dove alcuni resti di cibo sembrano già morti o lasciati a marcire.
Dalla stessa rudimentale cucina, la giovane donna, accanto alla finestra, lascia entrare un’orma di verde, un incolto giardino dove il suo sguardo aleggia, con rinnovata empatia.
Risalta in questa inquadratura, la gonna a balze che torna a recuperare ampiezza e splendore.
Dopo un attimo di respiro silvestre e di “smarrimento” del cuore, nel cambio di scena, la giovane, seduta sui gradini di casa, par non curarsi più di nulla.

Tranne che della propria condizione di “prigioniera”.
Eccola finalmente “risorta” accanto alla Sua creatrice, in un salone ormai spoglio, capace di contenere unicamente la bellezza delle due donne.

Ferma sull’androne di casa, nuovamente sola, lasciandosi alle spalle la trascuratezza di anni d’incuria, sembra aspettare l’arrivo di un amore o di un personaggio liberatorio.

Brandendo un battipanni d’altri tempi, raggiunge la stanza da bagno. Ritta in piedi sui sanitari, vuole sincerarsi che possa ancora scendere acqua per lavarsi; inutilmente. L’ambiente totalmente ignobile e meschino narra un trascorso di lordume e indecenza.

La tenera“Mirandolina”, senza possibilità alcuna di ripulirsi, d’insaponarsi per sciogliersi di dosso tutti quei “segnacci”, ritorna in cucina a mostrare gli “avanzi” del proprio sconcertante destino; che resta in sospeso come un grido mai proferito.

Bodypainter: Serena Di Paolo

Writer: Maria Rosa Oneto 

Ph: Danilo Zanzini

Modella: Anna

 

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