Gregory David Roberts. Shantaram

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Greg David Roberts
Shantaram.

Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. Greg è un consumatore di eroina. Lo è diventato come accade spesso, in seguito a un terribile colpo infertogli dal destino: la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Nel 1980, Greg scappa dalla prigione di massima sicurezza di Pentridge, e vaga per i dieci anni successivi per l’Australia . Greg vive in nove paesi differenti, ne attraversa 40, fa il rapinatore di professione, diventa uno Shantaram, un uomo della pace di Dio, a Bombay, dove allestisce un ospedale per i mendicanti e gli indigenti della città, recita nei film di Bollywood, stringe relazioni pericolose con la mafia indiana, parte per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, viene catturato nuovamente in Germania e rimandato in Australia, dove sconta la sua pena e racconta l’intera sua vita in questo romanzo epico.

Dopo due anni di carcere, Roberts evade in maniera rocambolesca da un carcere di massima sicurezza australiano e riesce a fuggire grazie ad un passaporto falso e a raggiungere Bombay dove pensa di trascorrere solo alcune settimane. Come spesso capita i primi passi nella città indiana lo portano nel quartiere e nel caffè dove si ritrovano tutti gli stranieri ed proprio lì che conoscerà delle persone che saranno sempre presenti nella sua vita, ma soprattutto conoscerà Karla, la donna di cui si innamorerà subito e che non dimenticherà mai.

In un primo momento conduce una vita tranquilla lasciandosi guidare in giro per la città da Prabaker, un indiano che proviene da un villaggio situato nel nord dell’India ma che si trova in città per cercare di fare un po’ di soldi guidando il taxi di suo cugino, ma anche facendo da guida agli stranieri. Tra Roberts e Prabaker nascerà una splendida amicizia che durerà per sempre nonostante alcuni alti e bassi .
Ben presto Roberts si renderà conto di non poter più stare negli hotel destinati ai turisti perché il suo visto è scaduto e non può, per ovvi motivi, richiederne uno nuovo. Da quel momento comincia la sua grande avventura che lo porterà prima a vivere in hotel in cui chiudono un occhio sui documenti e poi direttamente nello slum dove vive il suo amico Prabu. Roberts alla fine accetterà pensando di stare solo per poco tempo in attesa di trovare una sistemazione migliore, ma il tempo trascorrerà e lui starà sempre di più in quella capanna circondato da vero affetto e dai suoi pazienti. Ho scritto proprio pazienti, perché l’autore aprirà una specie di dispensario dove cercherà di curare alcune delle malattie che i poveri dello slum hanno quotidianamente e che non possono curare per mancanza di soldi e perché nonpossono andare negli ospedali pubblici.

Per sopravvivere e guadagnare un po’ di soldi, decide di fare da intermediario tra i turisti in cerca di droghe leggere e pesanti e i fornitori di queste droghe prendendo dei soldi solo dai turisti che così si sentono molto più sicuri rispetto ad andare direttamente nei quartieri poveri a cercare la droga
Ma Roberts non si fermerà qui visto che conoscerà alcuni personaggi della malavita locale con i quali comincerà una nuova avventura prima come riciclatore di denaro e poi seguirà il boss mafioso locale per il quale lavorava in Afghanistan dove si batterà nella guerra per portare le armi ai mujaheddin afgani. Tante altre cose accadranno e soprattutto etra Roberts e Karl

Il romanzo è molto lungo, fin troppo per me, e nennmeno si legge tutto d’un fiato. Ambientato per la maggio parte in India.Ci sono descrizioni dei quartieri ,di povertà e malattie molto dettagliate e di alcune scene davvero cruente , che non sono riuscita a leggere se non a piccoli pezzi
I personaggi, o forse sarebbe meglio dire le persone, presenti nel libro sono tutte ottimamente caratterizzate e l’autore cerca di presentarcele così come le ha conosciute lui. Ma nello stesso tempo ci vuole far conoscere il personaggio a tutto tondo quindi non solo nell’immediato ma anche quello che lui ha scoperto e capito di questi suoi amici durante tutto il periodo che ha trascorso con loro
Profondo, commovente, intenso… sono molti i momenti significativi da sottolineare: la prima e nuova consapevolezza di sè che ha il protagonista quando gli viene attribuito il nuovo nome di Shantaram; (che gli dà con grande intuizione la madre del suo migliore amico indiano – in lingua marathi vuol dire “Uomo della pace di Dio“ )-i dialoghi a sfondo filosofico sull’universo, sulla morale, sulla vita tra Linbaba e Khaderbhai; e molti altri ancora…esperienze è alla continua ricerca del significato della vita, nella speranza che un giorno, prima della fine, riesca a scoprire, o quanto meno a scorgere, l’uomo migliore che è dentro di lui, il suo lato ” Shantaram”
In fondo, passando dal ruolo del fuggiasco ricercato, a medico improvvisato per poveri e indigenti in un faticente slum di Bombay, diventando un attore nel film di Bollywood, ad essere un amico di mafiosi e giungendo persino a trovarsi combattente con i mujahideen islamici in Afghanistan e in Pakistan, il nostro Shantaram non fa altro che un viaggio alla ricerca della riconciliazione con se stesso e dei suoi errori giovanili; del voler rimanere coerente verso il bisogno di credere in qualcosa e forse della ricerca disperata di una figura paterna.

Infatti nelle ultime righe del libro che usa in prima persona sono: “Procediamo a piccoli passi. Rialziamo la testa e torniamo ad affrontare il volto feroce e sorridente del mondo. Pensiamo. Agiamo. Sentiamo… Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuiamo a vivere“. ”)
E’ un libro che merita di essere letto,