“Grazie alla malattia ho scoperto una nuova me e ne parlo nella mia biografia.

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Buon giovedì Amici,
eccoci al secondo e ultimo appuntamento di febbraio.
Oggi al “Salotto Rosa” diamo spazio a Rossana Rossi, una donna che a 50 anni si è trovata a combattere un tumore, che da un giorno all’altro ha destabilizzato la sua vita, non priva di difficoltà familiari. È l’amore per le sue 3 figlie che le dà la forza per combattere, rialzarsi ed andare avanti, ancora più forte e consapevole di quanto bella sia la vita, nonostante le sue avversità. Rossana ha deciso di scrivere la sua autobiografia da sola, senza avere esperienza alcuna nel campo della scrittura e senza richiedere l’ausilio di servizi quali editor o correttori di bozze. Intitola la sua opera “Ora basta!”, che pubblica poi per Eracle editore lo scorso novembre.

Tra le pagine del suo libro l’autrice quindi, racconta con chiarezza la scoperta di questo male e di quanto esso abbia influito sul rapporto di coppia. Con coraggio, senza disperarsi, Rossana si spoglia con sincerità mettendo a nudo i propri dubbi, le proprie debolezze, la forza, le riflessioni sulla sua relazione coniugale e sull’ amore indissolubile e salvico che unisce madri e figli. Un percorso di consapevolezza sulla propria precarietà, sul proprio essere imperfetti e bisognosi di amore. Amore che ci viene donato dal prossimo e amore che dobbiamo verso noi stessi.

Immagine di copertina della autobiografia di Rossana Rossi, “Ora Basta!”, pubblicata per Eracle editore.

Leggiamo la testimonianza che ha rilasciato per la rubrica e per tutte le persone che vivono o hanno vissuto la stessa situazione.

“Mi chiamo Rossana, sono una donna di 53 anni, madre di 3 splendide creature, moglie di un uomo che amo tantissimo e, come tante altre, lavoratrice.
Ho conosciuto mio marito che avevo 20 anni e da allora non solo siamo ancora assieme, ma ne abbiamo passate tante, rischiando anche di perderci in tutti questi anni, però l’amore per la famiglia e il sentimento che nutriamo l’uno per l’altro ci ha fatti riavvicinare.
Adesso posso dire che siamo una famiglia in cui ci si rispetta, in cui si condividono esperienze, ci si confronta sui vari problemi e nonostante i diversi punti di vista, ci si viene sempre incontro per il bene di tutti.

Questo sembra una cosa normale e banale, ma non lo è, in quanto ci siamo arrivati soltanto dopo la mia grave malattia, dopo vari momenti di depressione e di allontanamento tra di noi.

Cosa succede? Come inizia tutto ciò?
A 50 anni svolgo un controllo di routine per la prevenzione del tumore al seno e vengo richiamata per un ulteriore controllo, dove scoprono la presenza di un tumore.
Uscivo da un periodo già di per sé terribile dovuto alla morte dei miei suoceri per tumore, a breve distanza l’uno dall’altra e alla crisi di coppia che stavamo attraversando.

Negli anni mi ero occupata maggiormente delle mie 3 figlie, ovviamente nei ritagli di tempo che il mio lavoro a tempo pieno mi permetteva, ed era davvero poco. Mio marito intanto era sempre più lontano da me e dalle ragazze, vivendo solo per il lavoro e dedicandosi nelle ore libere ai suoi hobbies e ai suoi amici.

Quel giorno sento il mondo crollarmi addosso, pensavo di essere immune da un simile male, essendo stata io sempre attenta alla dieta, sempre in forma, avendo persino allattato le mie figlie un anno per ciascuna e non avendo precedenti in famiglia. Perchè proprio a me? pensavo.
Ho sempre camminato e fatto movimento il più possibile…

Così la notizia mi prende alla sprovvista ma reagisco come ho sempre fatto nella mia vita, ossia con forza e coraggio e di lì a poco sono sottoposta al primo intervento di mastectomia.
Mi ritrovo senza un seno, con delle figlie piccole da crescere, un marito assente e
pochi appoggi familiari, essendo papà mancato da tantissimi anni e mamma ormai molto anziana, posso contare però su amiche meravigliose, che si fanno in quattro per aiutarmi e tenere alto il mio morale.

Mio marito in questo frangente si avvicina a me e mi sta accanto durante la degenza in ospedale e, dopo due mesi di fermo necessari per un minimo di ripresa, torno al lavoro.
Sono molto stanca e preoccupata, i problemi e le cose da fare sono tante e come al solito me ne faccio carico al cento per cento: organizzo la cerimonia di prima comunione per mia figlia, riprendo la solita routine di lavoro, casa, figli, pulizie. Intanto seguita dalla mia oncologa, inizio la terapia che prevede una puntura mensile che blocca il ciclo mestruale, facendomi piombare all’improvviso in menopausa e in una compressa giornaliera che porta molte controindicazioni.

Questo perchè il mio tumore è di natura ormonale per cui non è prevista la chemio, ma non so cosa sia meglio, in quanto la menopausa indotta è davvero tosta e mi arreca disturbi vari: vampate di calore, smemoratezza, dolori articolari e tanta tanta stanchezza.

Tutto ciò però non è sufficiente perchè, essendo molto magra, devo anticipare la sostituzione dell’espansore che di solito si effettua dopo 8/10 mesi dalla prima operazione, perchè a soli 3 mesi dall’operazione sto rischiando che mi si buchi la pelle. Torno quindi sotto ai ferri a metà luglio, non potendo aspettare oltre, e mi congedano con due drenaggi per parte sperando di aver finito il percorso.
Passo due mesi in cui mi sento a pezzi, incapace di essere me stessa e di capire cosa mi stia succedendo. Non riesco più a dormire, mille pensieri e mille paure prendono vita durante la notte, non sono più io, non riconosco più la donna  entusiasta e combattiva di sempre, anzi mi sento vecchia e finita, complice la cura ormonale che mi porta ansia e depressione.

Mio marito intanto si allontana nuovamente da me, incapace di capire il mio dolore e il mio stato d’animo.
Eravamo tornati due estranei sotto lo stesso tetto.
Arriva settembre e, dopo un piccolo incidente dovuto al fatto che non riuscivo più a dormire, mi rendo conto di dover fare qualcosa per me e le mie figlie.
Prendo appuntamento da una psicologa, consigliata da un’amica, e insieme a lei inizio un percorso che mi porta a capire passo dopo passo me stessa, tirando fuori di me quella voglia di vita che si era assopita.
Riprendo a dormine, ricomincio ad uscire con le amiche e mi iscrivo ad un corso di acquagym che mi fa stare bene, permettendomi non solo di allontanare dalla mia mente i miei problemi coniugali ma portandomi la consapevolezza di quanto questo tumore mi abbia cambiata, di quanto più nulla mia faccia paura!

Decido di essere serena, per me e per le mie figlie, soprattutto perchè la grande inizia ad avere problemi a scuola mentre la seconda, a detta della maestra, spesso in classe è triste e si lascia andare al pianto. Devo capire bene in che direzione proseguire con la mia vita: non è eterna e non posso continuare a sciuparla ma viverla in pieno e al meglio.
Dopo alcuni giorni, in cui decido di stare lontana da mio marito, finalmente ci parliamo e riusciamo a dirci tutto quello che ha causato questa distanza enorme tra di noi.

Lui mi confessa il dolore dell’essersi sentito estraniato dalla famiglia, come se io lo avessi escluso, essendomi occupata sempre io di tutto, non permettendogli di prendere decisioni o avere voce in capitolo. Dal mio canto, invece, gli esterno il mio essermi sentita sola, messa da parte, come una scarpa rotta, nel momento in cui più avevo bisogno di lui. Lo vedo distrutto ma convinto che esista un modo per ricominciare. Accetto di riprovarci, con l’ausilio di una psicoteraupeta di coppia che ci da un consiglio molto utile e che mi sento di dare, a mia volta, alle altre donne che leggono: ogni qual volta si è nervosi col partnere o si verificano malintesi, si affronta e chiarisce tutto subito per evitare che si accumuli del rancore e quando le cose non vanno nel verso giusto, assieme bisogna trovare sempre un punto di incontro, condividendo e rispettandosi a vicenda.
Nel 2017 mi sottopongo ad un nuovo intervento di lipofili, per armonizzare il seno con la protesi. Non è andato sempre tutto liscio, adesso ho delle incombenze in più, in quanto devo occuparmi di mia madre 24 ore al giorno, essendo molto anziana ma, nonostante tutto questo, oggi posso dire di sentirmi una persona nuova, con una forza che non sapevo di avere.

Adesso affronto le difficoltà giorno per giorno, con una serenità mai avuta prima. Ogni sei mesi faccio dei controlli di routine e necessari, come la mammografia, l’ecografia, le analisi dei valori tumorali, eco addome e tanti altri. Nonostante un pizzico di paura faccia sempre da sottofondo, affronto tutto con coraggio e intanto mi sono anche allontanata da tutte quelle persone negative che mi succhiavano energia, circondandomi solo di gente solare, che mi vuol davvero bene e con cui posso scambiare confidenze e aiuti pratici. Ho capito inoltre che mio marito è una persona d’oro e non potrei farne a meno, mi ama così come ama in modo viscerale la nostra famiglia.

Cerchiamo entrambi di vivere la nostra vita lavorativa e sociale senza dimenticare che al primo posto deve esserci il nostro amore e in particolar modo l’interesse dell’uno per l’altro.
Questa malattia ha tirato fuori la combattente che silente era in me, mi ha insegnato a farmi rispettare e ad essere sì gentile, ma meno accomodante sempre e con tutti.
Ora so chi sono, cosa voglio e soprattutto quanto valgo.

Ora basta! è il mio libro testimonianza toccante e profondo”

Ringraziamo di cuore Rossana per averci aperto il suo cuore e le auguriamo tutto il bene di questo mondo!!!!

Giorgia Linho