Giallo e Blu, recensione di Elena Ungini

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Una nuova recensione. Questa volta,
GIALLO E BLU, di Ismar Gennari.

Trama:
Non metterò la trama perché il libro è composto da sedici racconti, che spaziano su vari argomenti.

Recensione:
Un libro straordinario, a cominciare dalla prefazione.

“Giallo e blu, i colori di una bandiera, di un giorno di primavera, di un sentimento che avrebbe potuto non essere.
E invece è stato”.

Sedici racconti, sedici spezzoni di vita, sedici frammenti di storie che lasciano senza fiato. Ci possiamo leggere l’infinito amore per la musica e l’arte: colori e musica, in una sinestesia di parole che si perdono nell’infinito. Ci possiamo ritrovare nell’affascinante semplicità dei bar di paese, con le tipiche sfumature d’accento e la parlata fresca della periferia, dove il tempo sembra essersi fermato dietro la serranda mezza abbassata, con la scritta “torno subito” a significare che il locale, adesso, è chiuso, o meglio, “visto che è lunga la conta, tira giù la saracinesca, che ti fai una mezz’oretta di pausa. Se qualcuno vuole il caffè si arrangia, fa due passi e arriva giù dal Gianni”. Oppure ci scontriamo con la sprezzante aria di sufficienza della donna che, “tip tap tip tap”, con le sue scarpette firmate entra in libreria solo per mostrarsi agli altri, per esibire la propria cultura, ma, involontariamente, anche la propria solitudine; ci misuriamo con la schiettezza del padre che in fabbrica compie il proprio lavoro “togli il pezzo, metti il pezzo, schiaccia il pedale”, e intanto pensa a un futuro migliore per i propri figli.
Racconto dopo racconto, ci si imbatte nei pensieri toccanti di un cane abbandonato che non perde la speranza, ci si trova a lasciar scorrere le dita sui solitari e possenti cerchi di un albero che vive da centinaia di anni e racconta la sua storia, per poi analizzare il punto di vista di un assassino professionista, che all’improvviso si rende conto di quanto l’odio sia il peggiore degli assassini, perfino peggio di lui. Le vicende si susseguono, come stralci di mondo che ci passano davanti, talmente vividi da far immaginare di trovarsi di fronte a un film. Grandi storie d’amore, che può nascere tra un uomo e una donna, ma anche tra due donne, oppure solo per se stessi; terribili storie di morte e assassinio, ma mai scontate, mai banali. Si resta incantati dal suo modo di raccontare, dai suoi dettagli, dai suoi colori, “giallo e blu, come dire giorno e notte, luce e oscurità, raziocinio e follia”. Giallo e blu, ma non solo. C’è tutta una tavolozza di colori in queste pagine pervase dalla voglia di raccontare agli altri un mondo diverso, un mondo dove “realtà e immaginazione si sovrappongono”, per incantare chi sta leggendo.

Elena Ungini