Generazione X

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Sospesi tra una polaroid e un cellulare, sfrecciando tra camicie a scacchi e scooteroni, Mountain Bike, Grunge, Brit Pop, Oasis, Beverly Hills e improbabili colori, resta l’eco duraniano un po’ dark un po’ paninaro..vade retro anni 80!!! Scempio d’apparenza…salvo poi amare echi d’infanzia rubata tra Drive In ed Heater Parisi, Daitarn III e Mazinga Z. Ma meglio Non è la Rai..sarà..

Ci è crollato il muro addosso, quello di Berlino che eravamo dei pulcini appena usciti dal guscio e ci troviamo a parlare il russo nelle Boutique 30 anni dopo.

Non esiste via d’uscita per noi, generazione di mezzo, tra internet e una partita alla tedesca. Ci chiamavano Generazione X, ci dicevano ribelli, in realtà cercavamo di capirci qualcosa, persi tra cd, registrando mp3 col cuore nei vinili.

Noi col mito dei Pink Floyd o di David Bowie, ma vuoi mettere i Guns o Kurt Cobain o chissà Prodigy, Oasis e adesso siamo li a stupirci di Coez o Achille Lauro..

Stampato dritto in faccia il futuro, lo dovevamo gestire noi il passaggio, lo stiamo ancora gestendo tra malinconie, timone saldo in mano e paura di non reggere il confronto coi millennials.

Temiamo l’intelligenza artificiale noi che abbiamo usato il Vic 20, il Commodore 64, l’Atari, l’Amiga, Il Sega Master System, il Nintendo, la Playstation, Wii, Xbox…Le abbiam passate tutte. Dallo skate al monopattino elettrico, dal Walkie Tokie allo Smartphone. Abbiamo osservato inermi Andreotti, Craxi, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Renzi, Di Maio e Salvini, abbiamo la pellaccia dura.

Lo perderemo il confronto, ma mentre stavamo crescendo il mondo è cambiato, mentre cambiavamo noi, noi degli anni 70.

L.D.