Gabriele Romagnoli. Solo bagaglio a mano

0
212

#saggistica #
Gabriele Romagnoli
Solo bagaglio a mano.

Durante un viaggio l’autore legge che la Corea del sud detiene il record mondiale dei suicidi.
Per scoraggiarne la diffusione si erano inventati i funerali falsi. Alcune società pagavano i dipendenti per sperimentarlo , nella speranza che non si suicidassero.
E così decide di sperimentare il suo funerale.

C’è un rituale però da seguire, fino alla chiusura dentro una bara. Da questa esperienza claustrofobica nasce il pensiero del bagaglio a mano, dell’essenziale.
Il bagaglio a mano come metafora di un’ esistenza che vede “nel perdere“ una forma di ricchezza. Un alleggerimento della mente del cuore e di tante cose inutili di cui ci “riempiamo “

Anche della memoria bisogna alleggerirsi, per guardare avanti, senza fermarsi a guardare ciò che è stato.
È una scrittura diretta, quello che scrive sembra ovvio, forse lo è meno metterlo in pratica.

“Una valigia grande si tende a riempirla con “quel che ci sta “.

Nel bagaglio a mano entra “quel che si vuole “

Un libro che fa riflettere.

Anna Cavestri