20001 luoghi d’Italia: Frontino, oasi di pace nel Montefeltro

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@Ladolcevitaly e Loscrivodame oggi vi raccontano un piccolo borgo del Montefeltro: Frontino.

Se vi capita di passarci scoprirete che è un borgo piccolissimo e classificato tra i più belli d’Italia. Un borgo semplicemente tenuto bene e pulito, delizioso e appagante per lo spirito.

L’atmosfera di altri tempi, l’aria buona che si respira passeggiando nei suoi vicoli, le sonorità lievi sono i punti di forza di questo paesino.

I pochi abitanti del borgo sono in gran parte anziani, ma solitamente ospitali e ben contenti delle visite dei “forestieri”.

Origine del nome e storia

Il nome Castrum Frontini è di origine probabilmente romana, dunque già nel periodo classico il borgo era vivo. Poi, nel VI secolo il borgo e la rocca erano dimora dei longobardi.

La storia vera e propria ha origine proprio nel VI sec. d.C., quando Castrum Frontini è un perno importante del confine longobardo.

Nel 1124, viene fondato il castello di Frontino, in seguito alla creazione della provincia ecclesiale di Massa Trabaria, facente parte del territorio posto alle sorgenti del Metauro e dotato di sovranità politica dal Papa.

Nel 1209, Castrum Frontini compare nel diploma di Ottone IV del 7 ottobre, mentre nel 1213, San Francesco fonda il convento di Montefiorentino.

Nel 300′ sono 3 le date importanti: il 1305, quando il papato, durante il trasferimento della curia pontificia ad Avignone, perde il controllo del castello. Il castello finisce ai Brancaleoni di Casteldurante (oggi Urbania).

Poi il 1332 quando Nerio della Faggiola si appropria del castello, per una ventina di anni.

Nel 1355 il cerchio si chiude con il ritorno del castello alla Santa Sede, con i frontinesi che giurano fedeltà al cardinale Albornoz.

Nel secolo successivo va segnalato per l’irrompente figura di Antonio di Montefeltro e quindi di Federico, conte e poi duca di Urbino. Questi dominano su Frontino dal 1440, difendendo il borgo nel 1451 dal riminese Sigismondo Malatesta, nemico storico dei Montefeltro.

Nel 1522, Frontino, guidata dal capitano Vandini, resiste all’assedio dei fiorentini comandati da Giovanni delle Bande Nere.

Da quel momento in poi la popolazione rimarrà sempre fedele al ducato dei Montefeltro.

Frontino oggi

Oggi Frontino è caratterizzato da querce secolari, ginestre, aria pulita e una piccola comunità appenninica di contadini e boscaioli. Questi restano i custodi di una sorta di microcosmo di storia italiana.

Frontino domina la valle del fiume Mutino, le cui pietre lastricano le sue vie. Proprio da queste pietre è stata generato questo piccolo borgo della provincia di Pesaro e Urbino.

Si tratta del comune più piccolo della provincia, ma ciò nonostante ricco di architetture rurali. Proprio qui sorgono casolari sparsi trasformati in strutture ricettive e spesso ricche di opere d’arte.

Nel convento di Frontino si trova la cappella dei conti Oliva e la pala d’altare di Giovanni Santi, il padre di Raffaello.

Sembra quasi incredibile che vi siano esempi di Rinascimento italiano in uno sperduto angolo del Montefeltro, tra colli, monti, crinali e paesaggi incantevoli.

The village of Frontino rises at the sight of the Monte di Carpegna and imposes itself for its characteristic and picturesque form, while our gaze is lost in a fluctuate by hills and ridges at infinity.

Its origins are ancient and date back to the prehistoric and roman period, while the origins of the Castle of Frontino date back with all probability to 1100 (Concordat of Worms, 1122).

It was inserted in the Ecclesiastical Province of Massa Trabaria until 1376, so much so that he was named Frontino ground. Intense and troubled was the history of this frontier castle, disputed between the Malatesta of Rimini and the Dukes of Montefeltro, which Frontino remained always faithful. ⠀
The historic center, called by the inhabitants the castle, is perched on a spur overlooking the river and the picturesque valley of the Mutino. Arriving it seems to enter an old sitting room: the streets and squares are paved with cobblestones of the Mutino, flowers and plants along the terraced houses.

The towers and the mighty walls recall the origins of this combative Castle, advanced sentinel of Montefeltro. In any way deserve a visit the Franciscan Convent of Montefiorentino, the Mill of the Ponte Vecchio and the monastery of San Girolamo.

The events which it is possible to participate are: the National Prize of Culture “Frontino- Montefeltro” (September/October) the Black Truffle Fair (first weekend of August), the International Festival of Scarecrow (July/First Sunday of August) and the Bean Festival (first Sunday of September).

Il castello

Se parli di Frontino non puoi ignorare il suo storico castello. La fortezza è nota per aver respinto i Malatesta e Giovanni delle Bande Nere. 

Come spesso accade è arroccato su uno sperone, da dove si domina la valle del Mutino.

È un castello caratteristico, con alte mura, torri, vicoli e piazzette lastricate di ciottoli del torrente Mutino.

Atmosfera d’altri tempi

Case ornate di fiori e silenzio interrotto solo dal vento, aria leggera di montagna e sensazione d’altri tempi. Tutto questo crea a Frontino una realtà originale, che richiama il Medioevo.

La torre civica, il nobile e quattrocentesco palazzo Vandini in stile rinascimentale e tante altre bellezze nascoste tra le viuzze, rendono il borgo delizioso.

Sotto il borgo ecco il camminamento sotterraneo che conduceva al mulino.

Bella anche la fontana, scultura d’acqua dell’artista Franco Assetto, torinese d’origine. Assetto trovò in Frontino la sua fonte d’ispirazione, tanto che molte due opere sono conservate proprio lì.

All’interno della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è esposta una tela della scuola di Federico Barocci. Si tratta di un pittore urbinate di grande importanza assieme al grande Raffaello.

La tela rappresenta la Madonna con Bambino e i Santi Ubaldo e Francesco, e risale al 1610.

Una tela del 1616 che raffigura la Crocefissione è invece posta dietro l’altare maggiore.

Altre fresche miniature dipinte su piccole tavole del fonte battesimale sono state recentemente scoperte e restaurate.

Luoghi religiosi e non

Frontino, nonostante sia di fatto un piccolo borgo, è ricca di luoghi religiosi e non.

Il convento di Montefiorentino risale a San Francesco, che lo fonda, come già scritto sopra, nel 1213. In seguito una bolla papale del 1248 concede indulgenze ai fedeli, che contribuiscono al suo restauro.

Si tratta di uno dei conventi più grandi delle Marche, con ampi spazi interni e un grande parco. La sua struttura si trova su un verde poggio ed ha subito diversi restauri e ampliamenti nei secoli, soprattutto nel Seicento.

Internamente la chiesa è molto classica, a navata unica, essenziale come ci si aspetta. Sulla destra, appena si entra, appare una cappella dedicata ai Conti Oliva, datata 1484. Belli anche i due sarcofagi laterali ben scolpiti, gli inginocchiatoi intarsiati e un altare con una bella pala in legno che rappresenta la Madonna con Bambino, creata dal padre di Raffaello. 
 
Sui lati poche opere tra cui un affresco raffigurante Sant’Antonio Abate.
 
Molto bella la balconata in legno dipinto con l’organo seicentesco nonostante il segno dei secoli. Ben conservato invece il chiostro. 
 

Ricollegabile a Frontino è anche il Polittico del pittore veneziano Alvise Vivarini, del 1475, esposto presso la Galleria Nazionale d’Arte di Urbino e riconducibile alla chiesa di Montefiorentino.

Molto belli i due inginocchiatoi intarsiati del Maestro Zocchino, risalenti al 1493, che ricordano lo studiolo del duca di Urbino.

Sempre qui sono conservati anche la pala d’altare su tavola, considerata una delle opere più riuscite di Giovanni Santi, padre di Raffaello.

Questa rappresenta la Madonna con Bambino e i Santi Giorgio, Francesco, Antonio Abate e Girolamo e risale al 1489.

Troviamo poi un affresco con Sant’Antonio Abate, di Evangelista da Piandimeleto, un antico organo, un coro in noce secentesco e altri dipinti minori.

Il piano terra del convento di Montefiorentino racchiude il chiostro. È costituito da alcune sale con volte a sesto o a crociera. 

Adiacente al borgo ecco il mulino di Ponte Vecchio risalente al 1658, anno della sua ricostruzione. Il Mulino in realtà è di origine trecentesca e legato alla costruzione del castello. Era dotato di torre di guardia e difesa, oggi ospita il Museo del Pane.

In questa zona erano molti i mulini esistenti sul torrente Mutino che scorre nella valle. Molti di questi sono scoparsi mentre altri sono tuttora attivi.
 
Questo è il più importante ed è stato acquisito e ristrutturato dal Comune di Frontino che ha poi realizzato l’annesso museo del pane.
 
Il complesso è suddiviso in tre stabili in pietra e la torre d’avvistamento.
 
Annesso al complesso una grande vasca raccoglie l’acqua del torrente in un punto più a monte e più alto.
 
L’acqua viene accumulata e rappresenta una riserva di energia anche in periodi secchi. 
 
Questo non è mulino azionato da una pala esterna come spesso si immagina.
 
L’acqua della vasca viene incanalata all’interno del mulino e colpisce un rotore idraulico, disposto in orizzontale, con un insieme di pale a forma di cucchiaio.
 
In questa maniera si ottiene l’energia necessaria alla rotazione dell’asse a cui è collegata la macina.
 

Il monastero di San Girolamo fu invece eretto nel 1500 da don Ghisello, appartenente alla famiglia Vandini, su concessione del vescovo di Montefeltro Luca Melini, a sua volta appoggiato dai duchi di Urbino.

È un luogo suggestivo, immerso dalla vegetazione e dalle querce secolari, oggi appariene al comune, che lo ha adibito a luogo congressuale.

Il monastero è costituito da chiesa, convento e una dipendenza di servizio. La chiesa a unica navata contiene cantoria e organo.

La pala dell’altare maggiore su tela, fu dipinta da Bernardino da Longiano nel 1560 e raffigura la Madonna con Angeli, Bambino e i Santi Girolamo e Giovanni Battista.

Un altro luogo religioso è la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, che ha l’ingresso sotto il portico che costeggia il vicolo principale del paese.

Anche qui ci sono tesori nascosti come una tela del 1610 del pittore Antonio Cimatori conosciuto come il Visaccio, della scuola di Federico Barocci. Il dipinto rappresenta la Madonna con Bambino e i Santi Ubaldo e Francesco.

Feste e curiosità 
 

A Frontino si svolge ogni anno il Festival Internazionale degli spaventapasseri , che rievoca l’antica tradizione contadina, variamente interpretata dal gusto dei partecipanti.

Ogni partecipante propone una sua interpretazione di spaventapasseri secondo la propria fantasia. Il tutto con i materiali, le tradizioni, i colori e lo stile del proprio paese di origine.

Un altro evento importante è il Premio Nazionale di Cultura “Frontino Montefeltro”, evento culturale in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino.

Lo scopo è quello di incentivare l’impegno culturale, ambientale e socio-economico delle “piccole comunità” del Montefeltro con opere editoriali, scrittori, artisti, scienziati e Illustri personaggi della cultura e del ssociale.si tiene in ottobre.

La Sagra del Fagiolo, presso il Convento Francescano di Montefiorentino, è invece una manifestazione gastronomica basata su un prodotto povero come il fagiolo abbinato alla patata di Montefeltro e arricchita da piatti tipici della tradizione e dalla musica. Si tiene a settembre.

“Il Trionfo del Tartufo nero” è un evento culinario sul famoso tartufo nero della zona di Pesaro, noto ad Acqualagna, Sant’Angelo in Vado e Sant’Agata Feltria.

Il borgo si anima di stands gastronomici, bancarelle di prodotti locali, artigianali, d’antiquariato, spettacoli musicali e di danza. Si tiene ad agosto.

Se capitate nel Montefeltro, non trascurate questo borgo, capace di risanare corpo e spirito e riportarci indietro nel tempo…Fede

Fonti:
 
Alisei.net
Borghipiubelliditalia it
 
 

Foto con relativi accrediti e testo in inglese tratte da pagina autore Instagram  @Ladolcevitaly