Forster Maurice

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E.M.Forster
Maurice

Forster, famoso per Camera con vista, Passaggio in India, Casa Howard, ha scritto Maurice nel 1913-14, ma pubblicato solo dopo la sua morte, per sua volontà. Nel 1971 vi fù la prima edizione.
Forster, in una prefazione al libro da pubblicarsi po­stumo, nel 1960 aveva scritto che esso era «datato», data l’evoluzione del costume, la maggior tolleranza ecc. (aggiungendo però amaramente che si è passati «dall’igno­ranza e dal terrore» «alla familiarità e al disprezzo»).

In realtà il libro non è datato, perchè la storia di Maurice è una storia che potrebbe ripetersi identica nell’Inghil­terra di oggi, e ovunque. “La piccola borghesia non può che essere razzista: odierà sempre e comunque ebrei, zingari, omosessuali, stranieri, o cesserà apparentemente di odiarli solo nel caso che diventino «marrani» cioè neghino socialmente se stessi.”(Pasolini)
Maurice è forse il capolavoro di Forster. Certamente è il suo romanzo più intimo e commovente, un bell’esercizio privato di scrittura della verità. Sullo sfondo di una società vittoriana rigida ed esclusiva, scoppia tra Maurice e Clive, compagni di college, una passione complice e innominabile. Se per Clive la storia d’amore è destinata a seppellirsi nella «normalità», per Maurice è il calvario che conduce a una nuova vita. La tormentosa affermazione della diversità ha fatto di Maurice il libro più autentico e sofferto di Forster, ma tenuto segreto per tutta la vita e ossessivamente rimaneggiato nel corso degli anni. Il libro è la commovente testimonianza cui lo scrittore ha affidato la rivelazione della propria omosessualità.

Maurice è un giovane ordinario dell’alta borghesia, né stupido né intelligente, con un avvenire già programmato. Tutto ciò che gli si chiede è di seguire le orme del padre, gettarsi a capofitto negli affari e mettere su famiglia “nella nicchia che l’Inghilterra aveva preparato apposta per lui”.
Il primo colpo ad un’apatia che rende impermeabili a gioie e dolori lo sferra un sentimento illuminante, che rivela al protagonista il suo vero io e gli dà la forza di mettere in discussione i dogmi della società: “La pazzia non è da tutti, ma quella di Maurice risultò il fulmine che scaccia le nuvole”.

In questo romanzo Forster tratteggia l’amore omosessuale con la grazia che si riserva ai sentimenti più puri, con una narrazione dalle tinte pastello che non va mai sopra le righe.
Per Maurice, braccato da una solitudine che minaccia di avvelenarlo e dalle rassicuranti chimere della “normalità”, la sfida sarà quella di riuscire ad accettare che la vera felicità passa attraverso il coraggio di essere se stessi: “Dopotutto, un autentico inferno non è meglio di un paradiso artefatto?

Da questo romanzo è stato tratto il film “Maurice” è anche un film del 1987 diretto da James Ivory, con James Wilby e Hugh Grant.

Anna