Follia di Patrick McGrath. Recensione di Antonella Gagliardo

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Follia 

Patrick McGrath

Gli Adelphi

296pp.

a cura di Antonella Gagliardo 

“Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma che tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, oraganizzazione, struttura, complicazione è così via. La storia di Stella Raphel è una delle più tristi che io conosca.”

 

Ecco l’incipit di questo romanzo profondamente psicologico, che mi ha tenuta incollata alle parole, dalla prima all’ultima pagina.

La voce narrante è dello psichiatra Peter Clave, che descrive meticolosamente, con l’analisi clinica propria del suo mestiere, le vicende dei tre protagonisti della storia stessa; Max Raphel altro psichiatra nonché suo amico, Stella, moglie di Max , e Edgar Stark, detenuto all’interno di una struttura perché affetto da una patologia psichiatrica che lo ha condotto a decapitare la coniuge.

 

Siamo nell’estate del 1959 quando Max Raphel , è chiamato a prestare la propria opera in una struttura tipicamente vittoriana, ricoprendo il ruolo di vicedirettore. Gli viene assegnata un’abitazione attigua alla struttura psichiatrica. Lavora con Peter ( la voce narrante dell’intero romanzo ) , e ha come paziente , tra gli altri, Edgard, un’ex artista che , ossessionato da una gelosia immotivata per la coniuge, la uccide, tagliandole la testa.

Max, uomo rigido, succube della madre Brenda, totalmente preso dal lavoro , è sposato con Stella. Dalla loro unione nasce  Charlie, che all’epoca dei fatti ha all’incirca dieci anni.

Stella ,donna bellissima, dal fascino quasi surreale, vive con frustrazione il rapporto privo  di calore con Max, la mancanza di passione fisica, di travolgimento, fino a che un incontro non le rimette in circolo tutta l’adrenalina che aveva a lungo repressa.

Incontra Edgard , che in un regime di semilibertà diurna, è incaricato dallo stesso Max, insieme ad altri pazienti, nell’opera di restauro della vecchia serra in fondo all’orto sottostante all’abitazione dei coniugi Raphel.

Tra Edgard e Stella nasce una passione travolgente, accesasi già precedentemente durante un ballo, interno alla struttura  psichiatrica, dove Stella aveva partecipato in quanto moglie del vicedirettore.

Una passione che rasenta la follia, una di quelle dove il tormento, il proibito, la paura di essere scoperti, il sesso nascosto, la voglia di vedersi nella paura di perdersi, ne fanno da cornice rendendone ogni incontro più atteso è più bello del precedente.

Ma quando due cuori si incontrano, nel posto sbagliato, nel tempo sbagliato, si incontrano anche le loro solitudini, le paure, le energie ancestrali, inspiegabili , che nemmeno loro credevano di possedere.

In questa storia, dove l’autore ci porta direttamente nei meandri della mente dei protagonisti, la follia è tangibile, ma non solo nel personaggio  Edgard ” folle” per il delitto commesso e per la patologia di cui soffre, ma anche negli altri protagonisti, perché per una serie di vicende che si intrecciano le une con le altre, la loro psiche , la loro razionalità, saranno messe a dura prova, tanto da allontanarli da quel range che definisce ” l’equlibrio psichico”.

Mentre leggerete comincerete a chiedervi chi sia il vero pazzo, o se lo siano un po’ tutti, come se l’amore fosse già in sè un atto di profondo coraggio e quindi di incoscienza e quindi di follia.

Un libro che rapisce.

Analizza ciò che non si può quasi analizzare , in una tesi e in un antitesi , che sembrano entrambe vere, entrambe false.

Finale mozzafiato.

 

Assolutamente da leggere  !!!