Flavio Villani. In nome del padre

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Flavio Villani
Il nome del padre.

Nella Milano degli anni 70, il commissario Cavallo, giovane ispettore alla sua prima indagine, si trova a dover occuparsi di una valigia rinvenuta nel deposito della stazione centrale con all’interno il cadavere di una donna fatta a pezzi.
Vorrebbe fare bella figura col suo capo che suggerisce una somiglianza con un altro caso simile avvenuto negli anni 40 di un assassino seriale definito il “Macellaio “

Le indagini di Cavallo portano ad altre piste, in una Milano sotto la canicola di Ferragosto, si sposta da un quartiere all’altro ad inseguire i suoi indizi. A mettersi contro è proprio il suo capo, che oltre a non averlo mai apprezzato, non vuole che si interessi più di tanto alla situazione, tanto da archiviare il caso.
Dopo 30 anni ci troviamo in una Milano molto cambiata e grazie all’arrivo di una ispettrice determinata, Cavallo, ora commissario, riapre le indagini sul caso della valigia.
Nei vari quartieri di Milano ci sono indizi che via via prendono forma, come pezzi di un puzzle, fino a terminare il quadro dell’indagine.
È un giallo molto intrigante, scritto bene a volte con ironia nella descrizione dei personaggi.
La storia è anche inquietante per tutto quello che c’è intorno al delitto, affari, politica, chiesa, intrecci insospettabili, che riescono a dare un nome all’autore di tanta crudeltà.
Cavallo finalmente è riuscito a portare a termine un ossessione che si è portato dentro per 30 anni.

Anna Cavestri